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Mercoledì, 1 Aprile 2009 - 17:00

Casatenovo: la ‘’Valle della Nava’’ nel Parco dei Colli Briantei del vimercatese. Ipotesi da valutare

Quale futuro per la Valle della Nava? E’ notizia di questi giorni l’ipotesi di inserimento di parte delle campagne casatesi all’interno del parco dei colli briantei. L’architetto Damiano Prina, Presidente dell’Associazione per i Parchi del vimercatese, ha nei giorni scorsi manifestato l’intenzione di voler avanzare una proposta all’amministrazione casatese per studiare un allargamento del PLIS che andrebbe idealmente a saldare l’area protetta che attualmente termina a Velate con il Parco di Montevecchia e Valle del Curone che arriva a Lomagna.

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Una suggestiva immagine della Valle della Nava

Una ipotesi che se si concretizzasse permetterebbe ad almeno una parte delle splendide aree ancora presenti tra le frazioni di Campofiorenzo e Valaperta di essere poste sotto tutela. In queste settimane segnate dal dibattito pre-elettorale, uno dei temi più discussi dagli ambientalisti è proprio legato al futuro dell’area verde condivisa con i territori di Monticello e Missaglia e che, come sappiamo, non è classificata a tutti gli effetti come vero e proprio parco. L’associazione “L’Anguria” per esempio, propone l’allargamento dei confini del parco del Curone al territorio casatese. “Avere un sentiero del parco che arriva a Valaperta, con un allargamento che potrebbe continuare sino alla Valle della Nava, potrebbe contribuire a tutelare e mantenere pulito il nostro territorio. Spero che nel prossimo programma elettorale possa trovare chiaramente posto qualcosa in merito, dato che già il programma dell’allora P.C.I. circa 25 anni fa chiedeva un parco per la Valle della Nava”.
Sull’argomento abbiamo interpellato anche l’assessore all’ecologia Massimo Magni. “L’eventuale allargamento del parco sarebbe cosa buona e giusta, ma vanno trovate le condizioni per farlo. Sarà un interessante argomento di confronto in vista delle prossime elezioni amministrative di giugno”. Per quanto riguarda le voci di costruzione di nuove strade nella valle della Nava, l’assessore ha voluto puntualizzare la mancanza di rischi per il sito naturale. “Al momento attuale non vi sono documenti che diano indicazioni viabilistiche per questo corridoio. Agli atti della pianificazione comunale c’è una bretella che passa a lambire la valle della Nava, ma l’opera non entrerebbe comunque in conflitto con l’eventuale istituzione di un parco o con l’ allargamento di quello del Curone”.
Riportiamo in calce l’intervento del Gruppo Valle della Nava e dell’ associazione per i parchi del Vimercatese, a firma dei presidenti Alfio Sironi e Pino Timpani:

Come ogni volta, all’avvicinarsi delle elezioni, fa ritorno sulle scene politiche il dibattito sulla Valle della Nava, il suo futuro, l’ipotesi di un parco. L’argomento è quanto mai attuale e lo diventerà ogni anno di più, di fronte all’ormai cronica dipendenza da cemento (ops, da oneri) dei comuni brianzoli.
Entrando nel merito, innanzitutto, mi auguro che nessuno intenda utilizzare l’argomento in modo strumentale, mi riferisco, ovvio, in particolare alle forze politiche in campo. Una promessa non mantenuta nuoce a loro e non serve a chi si occupa abitualmente di monitorare e valorizzare l’area.
Il nostro Gruppo di certo farà il possibile per promuovere la tutela e la valorizzazione delle aree naturali importanti che ancora ci restano, per portare la causa all’attenzione dei partiti e delle forze in lizza. Come d’uso, senza fare inutile rumore e per mezzo di azioni concrete.
Non si tratta di capricci dei “soliti ambientalisti”, sia chiaro, si tratta di proteggere gli equilibri ambientali rifacendosi a consolidate indicazioni che le discipline ecologiche e urbanistiche, oggi, forniscono. Valide cause per le quali contrastare il consumo di suolo significa difendere il valore ecologico, culturale, ma anche esistenziale di un territorio, quello legato al nostro rapporto con lo spazio vissuto. Non velleità, ma impegno per far applicare l’ormai consolidata (nel nord Europa) pratica della compensazione ecologica (da leggere al proposito “Compensazione ecologica preventiva”, un bel libretto del Prof. Paolo Pileri del Politecnico di Milano).
Cosa c’è da compensare, si chiederà qualcuno? Domanda legittima.
Con la delocalizzazione della Ferrarini nell’area di Cascina Sant’Anna, e la successiva ricostruzione del centro, Casatenovo non guadagnerà certo in sostenibilità: la sua impronta ecologica si farà più marcata, e con essa la congestione, il traffico, l’inquinamento potenziale. Se questo in qualche modo è stato un passaggio obbligato (nel senso che si era coscienti di pagare questo “scotto” per mantenere l’azienda, e quindi l’occupazione, in paese) è pur vero che alla scelta di consumare altro suolo agricolo e aumentare il peso antropico del centro deve rispondere contemporaneamente l’obiettivo ecologico di ridurre al minimo qualsiasi altra espansione edilizia e valorizzare quelle aree di particolare valenza ecologica e paesaggistica che caratterizzano una discreta parte del nostro territorio.
La Valle della Nava è certo tra queste, ma non è il solo obiettivo possibile. L’obiettivo prioritario è ben oltre la dimensione comunale e deve essere quello di aggiungere le connessioni mancanti al completamento della rete ecologica “protetta” che già esiste e che ruota attorno a Casatenovo: a ovest il Parco Regionale della Valle del Lambro, a sud i PLIS del vimercatese, a est il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Il completamento della rete ecologica, già promossa in questi anni dalla Provincia di Milano e poi di Monza e Brianza, ha ragioni scientifiche validissime: è l’unica speranza per preservare ancora un minimo grado di naturalità nella martoriata Brianza.
In quest’ottica di più ampio raggio (..respiro, verrebbe da dire) e che risponde a dinamiche territoriali più ampie delle singole ricadute locali, la Valle della Nava è un obiettivo, ovviamente, ma si potrebbero studiare anche altre soluzioni, nel momento in cui, considerate tutte le variabili in gioco, si rivelassero di più facile attuazione.
Da sud, e precisamente dall’Ente Parco dei Colli Briantei e dall’Associazione per i Parchi del vimercatese , arriva qualche suggerimento in tal senso. L’architetto Damiano Prina, Presidente del succitato ente, ha nei giorni scorsi manifestato l’intenzione di voler avanzare una proposta all’amministrazione casatese per studiare un allargamento del PLIS che andrebbe idealmente a saldare l’area protetta che attualmente termina a Velate con il Parco di Montevecchia e Valle del Curone che arriva a Lomagna.
La sottoscrizione di una convenzione con i Comuni già aderenti al parco (Camparada, Usmate-Velate, Arcore), a quel punto, dipenderebbe dalla singola volontà dell’amministrazione casatese, eviterebbe la creazione di un nuovo ente parco a se stante, ridurrebbe al minimo i costi di mantenimento, che attualmente per il Parco dei Colli, amministrato direttamente da cariche interne alle singole amministrazioni, sono pari a zero.
Ci guadagnerebbe il territorio valorizzato dalla presenza di un parco, delle sue attività, dei suoi eventi, ci guadagnerebbero i cittadini casatesi sicuri che almeno una parte delle splendide aree ancora presenti tra le frazioni di Campofiorenzo e Valaperta saranno poste sotto tutela. E non sarebbe male, specie guardando cosa succede nel limitrofo Comune di Velate la dove il parco non c’è.
Per tutti questi motivi durante la manifestazione “Naturalmente Brianza” che il Gruppo Valle della Nava organizzerà dal 15 al 19 aprile a Villa Greppi parleremo anche di questo. La sera di venerdì 17 aprile, infatti, gli amministratori dei Comuni di Casatenovo, Missaglia e Monticello, rappresentati di Provincia e parchi locali e regionali sono stati invitati a dibattere proprio sul tema: “Quale futuro per il nostro territorio?”. Sarà la sede più opportuna per valutare insieme posizioni, idee, intendimenti e proposte.

 

Alfio Sironi
Gruppo Valle della Nava

Pino Timpani
Associazione per i Parchi del Vimercatese


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