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Domenica, 6 Settembre 2009 - 14:30

Viaggio a bordo del “besanino” con destinazione Lecco. Le immagini più suggestive dal ‘finestrino’ della Valletta, monti lecchesi e del Lago di Annone

Tra le iniziative pensate negli anni scorsi per valorizzare la tratta Lecco-Molteno-Monza, quella lungo la quale corre il “besanino”, un gruppo di appassionati del trasporto locale e delle bellezze offerte dalla nostra Brianza, aveva proposto “Il treno dei tre parchi”. La possibilità cioè, nei giorni festivi, di effettuare un viaggio da Milano a Lecco senza fare code e attraversando il meraviglioso panorama dei Parchi di Monza, della Valle del Lambro e del Monte Barro.

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Ogni domenica, con sole 2mila lire, era possibile compiere il viaggio sulla suggestiva linea ferroviaria “non elettrificata” e per chi fosse provvisto di bicicletta, compiere itinerari nei più importanti polmoni verdi della Brianza. Obiettivo degli organizzatori era ribadire l’ importanza del trasporto su ferro in Brianza, anche come occasione per scoprire località turistiche uniche, raggiungibili in modo ecologico ed economico con l’ utilizzo combinato di treno e bicicletta.

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Campi di grano tra Besana e Renate. Sullo sfondo le Grigne

Una bella iniziativa, proseguita per un paio d’anni, ma che a breve cessò di esistere per svariate ragioni. Quello che è rimasto per qualsiasi utente del “besanino”, è la quotidiana possibilità di godere di un paesaggio davvero suggestivo.

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Non sono pochi i milanesi che cedono al fascino della tratta per compiere escursioni nei paesaggi più gradevoli del territorio. Non mancano nemmeno i fan del compianto Lucio Battisti, che si recano al cimitero di Molteno, situato proprio alle spalle della stazione ferroviaria, per rendere omaggio al grande cantautore scomparso 11 anni fa.

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I monti del Cornizzolo a Oggiono

Partendo da Monza a bordo del trenino, basta giungere a Biassono o Villasanta, scendere dalla carrozza e immergersi in uno degli ingressi del Parco di Monza per godere del relax che quel luogo sa offrire, alle porte del traffico e della frenesia della città.

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Un’occasione per compiere una passeggiata o una biciclettata lungo i viali del polmone verde brianzolo. Dalla stazione di Biassono poi, in pochi minuti si raggiunge la pista dell’autodromo, meta ogni anno di decine di migliaia di appassionati delle 4 ruote.

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Scendendo alla fermata successiva, Macherio, si ha la possibilità di godere dei suggestivi ambienti che offre il parco della Valle del Lambro (oltre 8 mila ettari di superficie; 35 comuni delle province di Milano, Lecco e Como).

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Si tratta di un territorio che si estende tra i territori rivieraschi del fiume Lambro, nel tratto fra i Laghi di Pusiano e Alserio a Nord, ed il Parco della Villa Reale di Monza a Sud. Si può compiere un vero e proprio itinerario alla scoperta dei siti più interessanti facendo tappa alla stazione di Triuggio.

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Il parco della Valletta tra Cassago e Renate

Lungo il percorso sino a Lecco, il “besanino” offre panorami caratteristici tra Besana e Cassago, con le distese erbose e i campi di granturco, tipiche del parco agricolo della Valletta.

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La stazione “fantasma” di Civate

Tra Oggiono e Sala al Barro invece, al di là della trafficata provinciale 51, è il lago di Annone ad attirare l’attenzione del viaggiatore.

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Suggestivo scenario a Civate

Lo specchio lacustre, che ha come unico emissario il rio Torto, è diviso in due parti dalla penisola di Isella, collegate da uno stretto canale. Bagna i comuni di Annone di Brianza, Suello, Civate, Galbiate e Oggiono.

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Lago di Annone a Sala al Barro

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Il Resegone e i Corni di Canzo

A Civate poi, la stazione “fantasma” dal momento che è quasi impossibile raggiungerla vista la presenza della strada a 4 corsie, si può ammirare il monumentale fascino del Monte Barro e concedersi un’escursione sino al museo etnografico situato in cima alla vetta.

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Vista della città di Lecco dal ponte sull’Adda

Da qui a Lecco il paesaggio si fa mozzafiato, con le Grigne e il Resegone a dominare gli scenari del già suggestivo Lago.

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La passerella che attraversa l’Adda offre una panoramica insuperabile. Nemmeno il tempo di godere delle bellezze naturalistiche che gli occhi più attenti devono rassegnarsi all’arrivo del capolinea. Durata del viaggio 1 ora e 20 minuti, ma per un’escursione domenicale può andare bene.

IL VIDEO


Servizio a cura
di Gloria Crippa

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