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Lunedì, 7 Settembre 2009 - 19:07

Colombo lancia l’sos: i nostri Comuni del Nord non ce la fanno più a causa di patto e limitazioni

Appassionato come sempre, profondo conoscitore della macchina pubblica, il dottor Antonio Colombo, rieletto sindaco di Casatenovo ha diffuso un documento di critica e forte denuncia: i vincoli governativi, peraltro reiterati da una maggioranza che comprende anche la Lega Nord, rischiamo di soffocare i comuni del settentrione, quelli più parsimoniosi e attenti a rispettare gli equilibri di bilancio. Il patto di stabilità e una serie di limitazioni assurde sottraggono nei fatti l’autonomia imprenditoriale del Comune, che è alla base del principio di sussidiarietà, trasferendo nei fatti, se non nella forma, le leve del “potere” al governo centrale. Chi sperava che con il Carroccio al Governo le cose per il Nord sarebbero cambiate deve disilludersi. E lo ammettono, anche se a denti stretti, gli stessi sindaci leghisti alle prese con vincoli di bilancio che rendono difficile gestire la spesa corrente richiedendo già a settembre/ottobre rinviii di pagamento ai fornitori e impedendo di fatto il rafforzamento degli organici ridotti ai minimi termini. Ma ecco il testo assai esplicativo diffuso da Colombo.

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Antonio Colombo

“L’argomento del Patto di Stabilità e delle assurde limitazioni cui sono soggetti i Comuni e gli Enti locali non godono certo di grande attenzione da parte della stampa e dei Media nazionali, molto più interessati ad argomenti e fatti che hanno- a mio avviso- pochissime ripercussioni sulla vita dei nostri cittadini.

Anche in periodi non sospetti (Governo Prodi e Ministro Padoa -Schioppa) ho sollevato più volte, sia a livello comunale che intercomunale, l’importanza dell’attuazione di un progetto di federalismo fiscale ispirato a principi di autonomia finanziaria e responsabilità ed alla definizione di risorse stabili e certe per gli Enti locali. Purtroppo anche le scelte dell’attuale Governo hanno ulteriormente aggravato la situazione dei Comuni che rischiano di arrivare “morti” al federalismo, se mai ci si arriverà.

Un Sindaco cui venisse formulata la domanda da parte di un cittadino in merito ad esempio all’asfaltatura di una strada od alla predisposizione di un marciapiedi dovrebbe rispondere che, pur avendo disponibilità finanziarie proprie in cassa ed avendo programmato l’opera, non potrebbe effettuare l’intervento per le limitazioni del patto o addirittura potrebbe dar corso all’appalto ma non potrebbe procedere poi al pagamento dei lavori . Sembrerebbe incredibile, ma la situazione attuale dei Comuni è poco differente da questo esempio e soprattutto per i Comuni lombardi storicamente virtuosi .

I nostri Comuni che hanno sempre dato un contributo fondamentale e rigoroso al bilancio complessivo della finanza locale ed al rispetto dei parametri europei, versano in situazioni di gravi difficoltà ed in qualche caso di paralisi e vedono sempre più assottigliarsi i margini di intervento a favore delle proprie comunità, soprattutto in termini di programmazione di opere ed investimenti ma anche per le attività di supporto alle categorie sociali maggiormente colpite dalla crisi economica. Quello che però appare sempre più assurdo ed incomprensibile e che i cittadini devono sapere è che i nostri Comuni hanno cospicue disponibilità che non possono spendere (ad esempio a Casatenovo abbiamo in cassa oltre 2 milioni di euro ) . In sostanza i soldi che i nostri concittadini hanno versato in tasse ed imposte non possono essere resi loro in investimenti e servizi.

Spero che il “grido di dolore” di un Sindaco possa far scaturire un dibattito ed una riflessione, al di là degli schieramenti(molti neo-sindaci di centro-destra si stanno rendendo conto di queste assurdità), che possano portare ad iniziative ad esempio per :

-la modifica delle regole del Patto di stabilità interno che impediscono a gran parte dei Comuni di poter effettuare investimenti e pagamenti alle imprese sugli stati di avanzamento lavori aggravando così lo stato di crisi in cui versano le aziende del nostro Paese ( oltre il 40% dei comuni virtuosi delle nostre regioni del Nord hanno già dichiarato di non poter rispettare gli obiettivi posti dal patto per il 2009)

-la definizione di regole finanziare differenziate per le diverse dimensioni dei Comuni semplificando le procedure per i piccoli Comuni. Occorre procedere confrontando parametri ed indici omogenei (es.spese personale per abitante, spese correnti per abitante, contributi dello Stato per abitante, ecc.) ed iniziare al più presto un processo, pur graduale, di perequazione e di equità;

-la possibile modifica del patto di stabilità riferita alle spese del personale, in particolare per le implicazioni connesse con la sicurezza dei cittadini. Si è molto discusso di poteri e di intervento dei sindaci per il decoro e la sicurezza urbana , si sono promulgati decreti e leggi con interventi anche molto particolari che hanno occupato pagine di giornali ma poco o nulla si è detto sulle difficoltà ed sui limiti all’utilizzo del personale comunale adibito alla sicurezza (i nostri pochi vigili) che, di fatto, sempre per limiti imposti dalle norme del patto , possono effettuare solo pochissime ore per pattugliare e controllare il nostro territorio;

- il puntuale versamento dei mancati introiti ICI (ad esempio per Casatenovo manca ancora il versamento da parte dello Stato di ca. 200.000 euro riferiti al saldo ICI 2008 che i cittadini avrebbero versato entro dicembre 2008). Dopo la scelta governativa dell’esenzione ICI sulla prima casa (non dimentichiamo che di fatto è stata tolta l’unica tassa veramente federalista) occorre essere conseguenti e dare ai Comuni quanto è stato loro sottratto.

 

Mi attendo che ciascuno per le proprie competenze e responsabilità si confronti con tali temi.

I Comuni rappresentano l’ente territoriale più vicino ai cittadini. Spezzare i fili di tale rapporto potrebbe avere conseguenze molto pesanti per la democrazia del nostro Paese”.

Antonio Colombo, Sindaco di Casatenovo
e Componente del Direttivo ANCI Lombardia

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