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Villa Greppi: i presidenti delle province di Lecco e Monza, ‘azionisti’ di riferimento chiedono le dimissioni del CdA per inserire esponenti PDL-Lega
Per comprendere la portata di un eventuale ribaltone politico, del tutto estraneo alla tradizione di questo Consorzio che ha sempre puntato sulla professionalità e la passione dei suoi consiglieri anziché sull’appartenenza partitica, è necessario compiere un balzo all’indietro nel tempo e ripercorrere brevemente la storia di questo Ente. La storia del Consorzio Brianteo di Villa Greppi parte da molto lontano, dall’iniziativa degli allora sindaci di Casatenovo (Giovanni Maldini) e Besana, ai quali si aggregarono gli amministratori di Besana, Renate, Monticello e Missaglia.

Villa Greppi
Correva l’anno 1974 quando 16 amministratori delle allora province di Como e di Milano, (Barzanò, Besana Brianza, Briosco, Bulciago, Casatenovo, Cassago Brianza, Cremella, Correzzana, Costamasnaga, Missaglia, Monticello Brianza, Nibionno, Renate, Sirtori, Triuggio, Veduggio con Colzano, Viganò) decise di fondare un consorzio in grado di farsi promotore dell’istruzione media superiore in Brianza. Lo statuto del “Consorzio Brianteo per l’istruzione media superiore e l’educazione permanente” fu firmato il 23 dicembre 1974, a due mesi dall’apertura della scuola superiore presso Villa Greppi. L’antica struttura ospitava un centinaio di ragazzi ai quali offriva l’opportunità di frequentare uno dei 6 indirizzi sperimentali proposti. Quella di istituire Villa Greppi come scuola superiore, fu la scommessa (poi vinta) di un insieme di amministratori che decisero di offrire agli adolescenti una nuova opportunità scolastica rispetto a quelle già presenti a Lecco, Monza, Como e Milano.
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Il granaio e le scuderie di Villa Greppi
Una struttura geograficamente più accessibile che potesse evitare ai ragazzi di dover raggiungere i plessi scolastici con mezzi pubblici, ma che al contrario si ponesse come valida alternativa dal punto di vista didattico. Oltre alla formazione scolastica, al Consorzio spettava il compito di istituire il servizio di trasporto e la mensa. Se il primo è attualmente ancora effettuato, per il secondo la durata fu breve, in quanto i rientri pomeridiani a scuola furono aboliti quasi subito. Villa Greppi iniziò a riscuotere sempre più consensi tanto è vero che le condizioni fatiscenti della struttura, unite al crescente numero di iscritti, spinsero le amministrazioni a valutare la realizzazione di un edificio moderno e funzionale.

Uno scorcio della Villa
Nel 1992, grazie all’intervento delle istituzioni, l’istituto Alessandro Greppi divenne realtà e dalla signorile villa, gli studenti si trasferirono nella vicina struttura in cemento armato, sicuramente meno suggestiva, ma senza dubbio più funzionale e adatta ad ospitare le attività scolastiche. Una costruzione finanziata dalle province di Como, Milano, dal Ministero della Pubblica Istruzione e da Regione Lombardia. Per l’antica villa acquistata dai comuni nel 1980 dalla Curia, a cui la famiglia Greppi l’aveva donata, iniziò un nuovo ciclo, quello dedicato alla cultura extra-scolastica, con il cambio del nome in Consorzio Brianteo Villa Greppi. Il presidente Vittorio Cazzaniga, nel 1988 lasciò il posto a Rosadele Galbiati, che guidò la struttura sino al 2006. Quello successivo al compimento del trentennale di fondazione del consorzio, fu un periodo di burrascosa transizione. A partire dal 2001, molti comuni decisero di prendere le distanze da Villa Greppi. Si tratta di Sirtori, Monticello, Cassago, Missaglia, Costa Masnaga, Veduggio e Briosco, in generale disaccordo sulla gestione del consorzio, a partire dalle spese per la Scuola di musica di Casatenovo fino alla gestione del patrimonio immobiliare della storica Villa, a loro avviso valorizzabile e poco sfruttato.

L’istituto superiore Greppi
Queste amministrazioni fecero nuovamente ingresso nel 2005 (ad eccezione di Costa Masnaga e Missaglia), quando per Villa Greppi iniziò a profilarsi una vera e propria svolta. A fine anno fu steso un nuovo statuto che “riscrisse” il Consorzio con procedure di partecipazione dei comuni diverse ed una differente democrazia interna. Decisivo fu l’ingresso della Provincia di Lecco e di quella di Milano, con Virginio Brivio e Gigi Ponti (assessore per l’attuazione della provincia di Monza e Brianza) che diedero un notevole contributo al nuovo corso del Consorzio. A coronamento di ciò, l’elezione a febbraio 2006 del nuovo consiglio di amministrazione, presieduto da Gianni Confalonieri (ex capogruppo di Rifondazione comunista in Regione, ora Sinistra e Libertà),affiancato da Dario Canossi, Vittorio Cazzaniga, Carlo Brambilla, Armando Citterio, Serenella Corbetta e Mauro Arrigoni, rappresentanti dei territorio delle due province.

L’attuale Cda di Villa Greppi con l’ex assessore provinciale Chiara Bonfanti
Una legislatura, quella di Confalonieri, che ha saputo rivitalizzare il Consorzio, vero e proprio punto di riferimento per la cultura locale, con circa 200 giorni all’anno di eventi ed iniziative per valorizzare la Brianza. Un Cda che, come anticipavamo, seppur in scadenza nel 2011, sembra fortemente in bilico. Proprio nella mattinata di venerdì, sembra infatti che ci sia stato un incontro tra i presidenti delle province di Lecco, Daniele Nava e Monza, Dario Allevi (PDL-Lega Nord), intenzionati a chiedere al Cda in carica centro-sinistra) le dimissioni in cambio dell’approvazione del bilancio, all’assemblea in programma all’inizio di ottobre. La politica, insomma, fa irruzione violenta in un Ente che ha soddisfatto tutti i comuni partecipanti al di là della tessera degli amministratori (basti pensare che una pertinenza è stata concessa all’associazione imprenditoriale privata Vera Brianza). E non considera il buon operato di chi è in carica ma pretende di imporre propri uomini. E sullo sfondo si profila un diverso utilizzo di quel patrimonio straordinario che può fare gola a molti. Il rischio, insomma, è che i due presidenti di provincia neoleletti, Nava e Allevi, decidano diversamente del futuro di Villa Greppi.

