Scritto Giovedý 23 agosto 2018 alle 19:00

Casatenovo, Vismara: versati altri acconti ai lavoratori, ma si attende una ripartenza

La Vismara di Casatenovo
E' un'estate amara per i dipendenti del salumificio Vismara di Casatenovo. La cassa integrazione straordinaria concessa a fine luglio e il via libera alla richiesta di concordato preventivo in continuità da parte del tribunale di Reggio Emilia non placano le preoccupazioni per le sorti della storica società alimentare con sede a Cascina Sant'Anna di Campofiorenzo.
''I lavoratori sono in azienda, ma la produzione fatica a ripartire come auspicavamo'' ci ha detto Massimo Sala, sindacalista di Flai Cgil che sta seguendo la complessa vicenda insieme ai colleghi di Cisl e Uil. ''Stiamo predisponendo una nota da inviare al commissario dr.Franco Cadoppi per fissare un incontro nei prossimi giorni, in maniera tale da poter fare il punto della situazione insieme''.
Proprio ieri intanto, i bonifici relativi alla seconda parte dello stipendio di luglio sono diventati effettivi e vanno ad aggiungersi agli acconti già versati sulla mensilità del mese di agosto. Mancano però all'appello i salari di giugno e luglio, al momento ''congelati'' dalla procedura: i lavoratori vivono quindi da settimane una condizione economica particolarmente difficile, se si considerano anche i casi (non pochi) in cui entrambi i coniugi risultano alle dipendenze dell'azienda casatese. Una boccata d'ossigeno è rappresentata dalla cassa integrazione straordinaria, concessa per la durata di un anno a seguito dell'incontro svoltosi lo scorso 31 luglio in Regione Lombardia. L'ammortizzatore, ritenuto dalle parti funzionale alla piena ripresa dell'attività dell'azienda, interessa tutti i 230 dipendenti del salumificio casatese ''a rotazione'', attraverso verifiche settimanali. Se l'accordo è stato raggiunto e l'anticipo del trattamento della cassa integrazione sarà finanziato dalla procedura per accorciare i tempi, è atteso nei prossimi giorni l'ok ufficiale da parte del Ministero.
Il prossimo incontro istituzionale è invece in programma per il prossimo 26 settembre presso la sede del MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) di Roma con oggetto il futuro delle aziende del gruppo Ferrrini, a seguito del primo vertice di carattere interlocutorio dello scorso 3 agosto. In quell'occasione si affronterà la complessa vicenda dal punto di vista politico, tentando di capire quali possano essere le prospettive future delle società del gruppo tra cui quella casatese, per poi valutare la presenza di eventuali soggetti che possano entrare a far parte della compagine societaria, questione che allo stato attuale appare però ancora prematura da affrontare, dal momento che la procedura di concordato preventivo è solo agli esordi. Al commissario il giudice delegato Niccolò Stanziani Maserati ha concesso il termine di 120 giorni per la presentazione della proposta concordataria in continuità aziendale del piano di ristrutturazione del debito.
Nel frattempo però, le parti auspicano che la produzione torni a viaggiare a regime, affinchè l'azienda non perda posizioni sul mercato.
G.C.
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