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Scritto Venerdì 26 febbraio 2010 alle 09:23

Barzanò: storia di Mathieu Zouri Bia, volontario della Croce Rossa originario del Burkina Faso



Si chiama Mathieu, ha 23 anni, studia presso un istituto tecnico aeronautico e, nel tempo libero, presta il proprio aiuto nelle vesti di volontario della Croce Rossa di Barzanò.
Una storia apparentemente comune a quella di decine di altri giovani del territorio che, quotidianamente, si trovano impegnati sul difficile fronte del soccorso sulle strade e nelle abitazioni della Brianza lecchese. Ciò che rende la vicenda di Mathieu davvero "speciale" è la particolare storia legata a questo volenteroso giovane, proveniente nientemeno che dal lontano Burkina Faso.

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Il giovane volontario Mathieu

Mathieu Zouri Bia è infatti uno dei pochi volontari del territorio originario del continente africano, lasciato cinque anni fa insieme al padre per proseguire in Italia il lavoro di assistenza ai malati e ai degenti degli ospedali.
L'esperienza di questo giovane volontario inizia in Burkina Faso, repubblica dell'Africa centro occidentale ritenuta uno dei paesi più poveri del pianeta. Fino al 2005 Mathieu aveva lavorato insieme al padre presso un ospedale locale, dove aveva intrapreso con profitto gli studi universitari necessari all'ottenimento del titolo di infermiere professionale.
5 anni fa la decisione di partire per proseguire il lavoro presso un ospedale italiano aveva spinto Mathieu e il padre a lasciare la patria per muoversi verso Milano.
"Dopo il trasferimento ho avuto non pochi problemi a proseguire gli studi iniziati in Burkina" ci ha spiegato il giovane volontario, "alcune difficoltà  nella traduzione dei documenti dal francese all'italiano e diversi "intoppi" burocratici mi hanno impedito di continuare l'università  presso la struttura milanese del San Raffaele. Mi era sembrato naturale proseguire anche a Barzanò l'attività  iniziata in Burkina, ma per il momento ho dovuto rinunciare".
La mancata ammissione alla facoltà  di scienze infermieristiche non ha però scoraggiato Mathieu. A soli due anni dal suo arrivo in Italia "Mat", così affettuosamente chiamato dai suoi compagni, aveva già  fatto il suo ingresso tra i volontari della Croce Rossa di Barzanò. "Oggi studio presso un istituto tecnico aeronautico, frequentando l'ultimo anno. Una volta conseguito il diploma mi piacerebbe completare gli studi infermieristici. Parte del mio tempo libero lo dedico a quest'attività  di volontariato, anche se il lavoro svolto qui è molto diverso da quello cui ero abituato in Africa. Lavorando in un ospedale avevo la possibilità  di seguire i pazienti e di assisterli, cosa che per noi volontari si limita al solo tragitto verso il pronto soccorso. Il lavoro del volontario è diverso ma ugualmente di grande importanza. Nella vita non si sa mai quando qualcosa può andare storto, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo. E a quel punto entriamo in gioco noi".

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Particolarmente soddisfatti dell'operato del loro giovane collega i volontari della sezione barzanese della Croce Rossa. "Mathieu ricopre il ruolo di volontario con passione e impegno. Difficile al giorno d'oggi trovare ragazzi disposti a fare tanto, e a dirsela tutta se ne trovano ma sempre di meno".
Nei progetti futuri di "Mat" figura, ovviamente, il completamento degli studi universitari da infermiere. Una passione nata in giovane età  frequentando l'ospedale dove il padre lavorava offrendo cure mediche a malati e feriti, portata avanti con tenacia anche in Italia a costo di studio, sacrifici e rinunce. "Non è difficile per chi fa del bene integrarsi in questo paese" ha concluso Mathieu, "malgrado il colore della pelle, i lineamenti e l'accento siano diversi non ho mai avuto problemi a farmi accettare dalle persone, nà© ho mai assistito a episodi di razzismo nei miei confronti. A prescindere dalla pelle un volontario è, e resterà  sempre, una persona che fa di tutto per salvare la vita agli altri. E come tale viene considerato dalla gente".
Roberto Bonfatti
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