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Scritto Sabato 03 dicembre 2016 alle 18:56

ANCE Lecco: ''Edilizia 4.0'' il tema dell'assemblea annuale, premi alle aziende

“Parlare di crisi dell’edilizia dopo quasi dieci anni di flessione del settore è sbagliato. Dobbiamo capire che siamo di fronte ad un profondo cambiamento del contesto e che questo nuovo scenario coincide con il venire avanti di nuovi modelli con cui misurarci. Il mondo dell’edilizia ha di fronte a sé un cammino difficile. Ma è una sfida avvincente, che potrà portare delle nuove opportunità”.
È un messaggio dirompente quello con il quale il vicepresidente nazionale di ANCE., Filippo Delle Piane, ha concluso ieri sera i lavori dell’Assemblea annuale di ANCE Lecco Sondrio, la prima dopo l’unificazione delle associazioni delle due province limitrofe.  Un messaggio che ben si coniuga, del resto, con il titolo scelto per questo appuntamento: “Edilizia 4.0: scenari, strumenti e regole per affrontare le sfide”.

Le aziende premiate

Cogliere le nuove opportunità del cambiamento
Vi è infatti l’esigenza, per il mondo delle costruzioni, di lasciarsi alle spalle definitivamente, insieme alle aspettative di una ripresa del mercato, la visione che possa tornare una situazione per certi versi assimilabile a quella pre-crisi. Il quadro è totalmente cambiato, nuovi bisogni e nuove esigenze sono venute alla ribalta e, con essi, si evidenzia la necessità che le stesse imprese si affaccino a questa nuova era.
“Prendiamo le giovani coppie: è cambiata nei giovani la visione della casa come bene primario, sostituita da quella dell’abitazione come bene di sostituzione, al pari di un’autovettura. – ha continuato Delle Piane – C’è dunque un mercato, ma non ancora vi è un prodotto pensato su misura per esso. Ugualmente pensiamo a cosa significhi davvero il BIM: è uno strumento, ma dietro al quale sta una nuova mentalità, che ci deve spingere a pianificare lo sviluppo di una commessa, in modo industriale, pensando che anche la casa, come altri beni, possa avere una vita utile, al termine della quale deve essere demolita e ricostruita”.
Per compere questo salto di mentalità, occorre che le imprese si preparino: “Ciò significa – ha affermato il vicepresidente nazionale ANCE – crescere anche in termini strutturali e dimensionali: solo così l’impresa edile può tornare al centro della filiera. AL tempo stesso devono cambiare anche le Associazioni. E insieme possiamo farlo”.

Serve una nuova politica di settore
Su questa stessa direzione, del resto, si è posto lo stesso presidente di ANCE Lecco Sondrio, Sergio Piazza, con una relazione di grande coraggio e con una visione lungimirante. Dopo che, infatti, il vicepresidente di ANCE Lecco Sondrio, Gian Maria Castelli, aveva sottolineato la decisione strategica che  aveva portato le due associazioni a dar vita al processo di unificazione, Piazza è intervenuto sul tema dell’assemblea: “Parlare di “edilizia 4.0” significa affermare con chiarezza che siamo di fronte ad una fase completamente nuova del nostro lavoro, ad una nuova tappa di un processo di cambiamento che, complice una crisi che ha mutato radicalmente il quadro in cui l’attività delle nostre imprese si colloca, procede a scatti e non in modo lineare”.
Ciò non significa prescindere dal contesto di riferimento; al contrario occorre saperlo leggere con attenzione. E, in quest’ottica, “il 2016 è stato per il nostro settore un anno perso”, perché da un lato il mercato pubblico non ha colto l’occasione offerta dal venir meno del Patto di Stabilità interno e si è bloccato a causa dell’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti e dall’altro quello privato ha visto una ulteriore diminuzione delle nuove abitazioni (-3,4%)".
Di fronte a questa situazione – in cui solo il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali è ulteriormente cresciuto grazie agli incentivi, arrivando a rappresentare il 36,3% degli investimenti in costruzioni -, Sergio Piazza ha sottolineato l’esigenza di una vera politica di settore, che si fondi su due capisaldi.

Delle Piane

Rendere strutturali gli incentivi e promuovere la sostituzione edilizia
 “Il primo è che vengano messi a regime in modo strutturale gli incentivi potenziati per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica e antisismica. Ed è la direzione verso cui, anche in questa Legge di bilancio, sembra che Governo e Parlamento stiano muovendosi. Ma, se si intende dare vita ad una profonda riqualificazione del territorio, questo da solo non basta. Occorre che questo provvedimento si inserisca in un disegno più complessivo, che coinvolga responsabilmente tutti i livelli di governo territoriale, con un approccio che sappia coniugare maggiore semplicità nella fattibilità amministrativa degli interventi a nuovi incentivi capaci di attrarre investimenti privati”.
È il caso, per esempio, della introduzione di meccanismi di premialità per gli interventi nelle abitazioni che migliorino le prestazioni energetiche, con un aumento della detrazione fiscale complessiva per ogni incremento di classe energetica nella prestazione dell’edificio. Per questo, ha sottolineato il presidente di ANCE Lecco Sondrio, “ci auguriamo che Governo e Parlamento recuperino nella Legge di Stabilità sia la proroga della detrazione Irpef del 50% dell’Iva pagata sull’acquisto delle case in classe energetica elevata, sia la norma che prevede un azzeramento temporaneo delle imposte di registro dovute dai costruttori che accettano in permuta l’abitazione usata di chi acquista case ad alta efficienza energetica”.
Il secondo è quello della sostituzione edilizia: “Proprio la sostituzione edilizia è la strada che può favorire davvero la rigenerazione del tessuto urbano delle nostre città. Ma, per come è concepita a livello legislativo, dobbiamo avere il coraggio di dire che il metodo della demolizione e ricostruzione in Italia non funziona e non riesce a decollare, come invece avviene in numerosi altri Paesi europei. I costi sono eccessivi e sconvenienti. Così, il rischio, è che, alla fine, si preferisca optare per un intervento di ristrutturazione che, tuttavia, non garantisce un miglioramento sensibile dell’immobile, né in termici energetici, né da un punto di vista sismico. Occorre, pertanto, che su questo tema venga promosso e sviluppato un serio ripensamento che coinvolga tutti i livelli decisionali, con l’obiettivo di realizzare un nuovo modello di paesaggio urbano, che integri davvero i principi della green economy con quelli del benessere”.

Innovazione dei prodotti e dei processi in edilizia
Ma, se questo è l’intervento che i costruttori chiedono alle istituzioni, è fondamentale che in questo processo evolutivo tutta la filiera dell’edilizia, a cominciare dal mondo delle imprese di costruzione, dimostri di volersi e di sapersi muovere.
Entrare nell’era dell’edilizia 4.0 significa da un lato puntare sulla innovazione dei prodotti: “Sotto la spinta di un mercato finale sempre più esigente e di una legislazione via via più stringente, in questi anni sono stati messi a punto materiali e soluzioni in grado di offrire performance di assoluto valore in tema di isolamento termico e acustico, efficienza energetica, antisismica. L’evoluzione ha coinvolto anche tutta l’impiantistica di servizio, innescando un processo innovativo straordinario che oggi, grazie all’IoT e allo sviluppo esponenziale delle tecnologie di comunicazione, sta bruciando le tappe e prefigurando uno scenario sino a ieri davvero impensabile. E ciò mentre, anche per effetto di una coscienza ecosostenibile sempre più matura e condivisa, di cui la green economy è portatrice, si va diffondendo l’esigenza di un utilizzo più efficiente dei materiali, che devono essere a chilometri zero, recuperabili e trasformabili”. 
Dall’altro significa innovare i processi, con una digitalizzazione del cantiere di cui il BIM è un esempio. E per far questo occorre “costruire una reale integrazione collaborativa tra i diversi soggetti della filiera dell’edilizia mettendo insieme idee, esperienze e competenze che affrontino in una visione d’insieme il tema delle nostre città”.

Monosilio, Castelli e Piazza

L’impegno comune per definire un quadro di regole certe
Un contesto così radicalmente diverso richiede un forte salto di qualità da parte delle imprese e nuovi investimenti. Per renderlo percorribile è necessario che venga introdotto, nel mercato privato così come in quello pubblico, un sistema di “regole del gioco comuni, condivise, chiare e da tutti rispettate”. E se nel pubblico “non si possono più accettare affidamenti con ribassi nell’ordine del 40 per cento”, nel privato “sono troppi i casi in cui vengono impiegate imprese che utilizzano lavoratori inquadrati con contratti collettivi di settori merceologici diversi da quello edile, meno costosi, anche sotto il profilo della sicurezza e dell’inquadramento previdenziale ed assicurativo; troppi i casi in cui si utilizzano lavoratori provenienti dall’estero con distacchi irregolari; troppo elevato, infine, il ricorso al lavoro nero”. E, ancora, ha detto Piazza, “occorre interrogarsi se sia o meno opportuno introdurre regole selettive di accesso alla professione che, senza cadere in un nuovo ed ulteriore aumento delle pratiche burocratiche, impedisca che chiunque possa decidere, senza alcuna qualificazione, di improvvisarsi imprenditore nel nostro settore”.
Serve dunque un impegno comune, che deve vedere associazioni, istituzioni e organizzazioni sindacali “uniti nel fare squadra, rinunciando a posizioni conservatrici, a veti e contrapposizioni e collaborando per il futuro delle nostre imprese e di chi vi lavora”.

Un nuovo approccio alla professione e al prodotto edilizio
L’assemblea ha visto anche l’intervento di Flavio Monosilio, responsabile del Centro Studi nazionale ANCE, che ha offerto un quadro completo e articolato delle tendenze in atto nei diversi segmenti di mercato, rivendicando, dati alla mano, la centralità dell’edilizia nel sistema economico e del lavoro del Paese ed evidenziando l’esigenza di un “nuovo approccio alla professione edilizia e al prodotto edilizio, sempre più attento alla componente di servizio che il bene casa deve avere in sé, superando l’attenzione al solo involucro per cogliere l’impatto delle nuove tecnologie dell’abitare e il sempre più forte legame tra progettazione e realizzazione di un edificio”.

In occasione dell’Assemblea annuale di ANCE Lecco Sondrio, sono state premiate numerose imprese per la loro fedeltà associativa.

Per i 40 anni di appartenenza al sistema associativo, sono state premiate:
-l’impresa COMAS Srl di Monticello Brianza (Sig. Sergio Giovanni Maggioni)
-l’impresa Pomi Domenico Srl di Taceno
-l’impresa Quadrio Camillo Costruzioni Srl di Sondrio (Geom. Michele Quadrio).

Per i 43 anni di appartenenza al sistema associativo, è stata premiata:
-l’impresa Rigamonti SpA di Sondrio (Geom. Michele Rigamonti e dott.ssa Elena Rigamonti)

Per  i 54 anni di appartenenza al sistema associativo, sono state premiate:
-l’impresa Costruzioni Cerri Srl di Talamona
-l’impresa Grolli Costruzioni Srl di S. Giacomo Teglio

Per i 56 anni di appartenenza al sistema associativo, è stata premiata:
-l’impresa Mazza Srl di Prata Camportaccio (Ing. Pierangelo Mazza)

Per i 71 anni di appartenenza al sistema associativo, sono state premiate:
-l’impresa Andreani Srl di Sondrio (Geom. Alberto Andreani)
-l’impresa Della Bona Costruzioni Srl di Tirano (Geom. Pietro Della Bona)
-l’impresa Ing. Leopoldo Castelli SpA Costruzioni di Morbegno (Maria Giulia Castelli).

Sono inoltre stati premiati per i 20 anni di attività presso ANCE Lecco, Roberto Songini e Renzo Tarabini.
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