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Scritto Martedì 13 dicembre 2016 alle 17:07

Le statistiche dicono che i reati calano ma la percezione è diversa e a leggere bene i numeri c’è poco da rallegrarsi

Le statistiche ufficiali sono una gran bella cosa ma, spesso, la realtà fattuale è tutt'altra. Ci hanno detto, le statistiche ufficiali, che i reati contro il patrimonio sono in calo in tutta la provincia: ottobre 2016 su ottobre 2015 - 8% i furti complessivi (da 5.024 a 4623), - 13% i furti in abitazione (da 1.584 a 1.379), - 20% i furti in esercizi commerciali (da 378 a 300). E pure i danneggiamenti si sono ridotti del 9% o poco meno passando nei 10 mesi del 2015 da 1.381 a 1.260 nei primi 10 mesi del 2016.

I dati illustrati dal prefetto dr.sa Liliana Baccari non sono contestabili in quanto di provenienza certa. Ma la percezione è altra. Un po' come avviene con la temperatura: uno dice si gela poi guarda il termometro e scopre che il mercurio sta sopra lo zero. Temperatura percepita dicono gli esperti. Va bene, il termometro dirà pure altro ma se gelo, gelo. Così è per i furti, soprattutto negli appartamenti. Saranno pure in calo ma o avvengono in gran parte nel meratese o qualcosa nel circuito derubato-denuncia-assicurazione è andato in corto.

Nel mentre ci si spreme per trovare una quadra tra realtà (o presunta tale) e percezione, ecco che piomba sulla meditazione Il Sole 24 Ore che nel suo report annuale sulla qualità della vita fa precipitare la provincia di Lecco al 105.mo posto su 110 province per intensità di assalti al patrimonio privato. Un disastro per gli ottimisti a oltranza. Secondo l'autorevole ricerca del quotidiano di Confindustria Lecco precede nella classifica dei peggiori per numero di appartamenti svaligiati soltanto Asti, Forlì-Cesena, Lucca, Savona e Ravenna. Il numero dei furti indicati dal "Sole" nel 2015 è di 629,62 ogni 100mila abitanti che vuol dire 2.140 furti. Fatta la proporzione col dato parziale ufficiale (1.584) arriviamo a 1.900 furti. Ne mancano diversi all'appello.

Ma il peggio è quel che sempre gli esperti chiamano trend, ovvero la tendenza. Sempre Il Sole 24 Ore nella ricerca pubblicata il 10 settembre 2015 su dati 2014 collocava, per la medesima tipologia di reato, la provincia di Lecco al 45.mo posto con 399 furti in appartamento ogni 100mila abitanti. Pari, quindi a 1.356 furti. Se i numeri sono corretti, e i nostri calcoli anche, si può dire che in realtà dal 2014 al 2015 i furti in abitazione sono aumentati del 58%. Vedremo i dati finali 2016 se davvero si confermerà il calo annunciato. Ma certo non pare ci sia da stare allegri. Non escludiamo anche che il 2014 sia andato particolarmente bene. Nel 2013 il quotidiano salmonato collocava la nostra provincia all'81.mo posto su 107 con un numero di furti in appartamento pari a 494 ogni 100mila abitanti. Che tradotto su scala provinciale significano 1.680 furti. In due anni e 10 mesi i furti denunciati sono (o sarebbero) stati 5.200 in pratica una famiglia ogni 22 residente nel lecchese. Ma la statistica è alterata dal fatto che alcuni sono stati visitati ripetutamente.

Comunque la si metta, considerando che nel settore rapine siamo al 52.mo posto (90), in quello furti d'auto al 50.mo (221) e nel comparto scippi e borseggi al 36.mo (308) possiamo concludere che il bilancio non è propriamente confortante.

Non resta che tornare ad appellarsi ai sindaci perché aggiungano qualcosa alle tradizionali forze dell'ordine non tanto in termini di videosorveglianza - pure utile - quanto di uomini e strategie per contrastare almeno il fenomeno del furto in abitazione, forse il più odioso. Come? L'abbiamo già scritto più volte: unendo le polizie locali da impiegare meno di giorno e più di notte con pattugliamenti coordinati con polizia e carabinieri e, quando serve - pare che serva - anche arruolando qualche pattuglia di vigilanza privata. Sono operazioni che il singolo comune non può sviluppare ma unendo le forze distrettuali - 25 paesi per 60mila abitanti - sicuramente insieme si possono attuare.

Tutti dobbiamo darci una mano, ma certo assistere al dilagare dei gruppi di "controllo del vicinato" non è un bel segnale. E' un indicatore di sfiducia e l'anticamera del fai da te. C'è in giro qualche sindaco che "vede" oltre i propri confini e sa progettare qualcosa di più dell'asfaltatura delle strade, pure di grande necessità?

Claudio Brambilla
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