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Scritto Lunedì 06 febbraio 2017 alle 13:01

Oggiono: 4 talenti in concerto per S.Agata. Presentato il restauro della chiesina

Nella ricorrenza di Sant'Agata la parrocchia di Oggiono e la comunità pastorale san Giovanni Battista hanno invitato la popolazione a conoscere il progetto di restauro della chiesina dedicata alla santa, con l'accompagnamento di musica di alta qualità, proposta da quattro giovani talenti oggionesi.

Da sinistra la flautista Gloria Fumi e il pianista Federico Frigerio (Duo Gemma)
  e il soprano Chiara Amati con l'organista Alessandro Ballini


Il concerto è cominciato alle 16 nella chiesa prepositurale e ha visto alternarsi il Duo Gemma, composto dalla flautista Gloria Fumi e dal pianista Federico Frigerio, ai duetti del soprano Chiara Amati con l'organista Alessandro Ballini. I pezzi eseguiti appartengono sia alla tradizione sacra sia a quella profana; inoltre, il Duo Gemma ha fatto ascoltare un'Ave Maria di propria composizione e un brano di Ennio Morricone come bis conclusivo.
Il pomeriggio ha visto anche l'intervento dell'architetto Enrico Albini per illustrare l'impegno dell'architetto Roberto Spreafico di Sirone nel sottoscrivere e realizzare il progetto di restauro, per il quale la Fondazione Cariplo ha già stanziato un terzo dei 300.000 euro necessari.

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"Il restauro prevede sempre una prima fase conoscitiva. Così abbiamo constatato l'origine antica della chiesa di Sant'Agata, citata per la prima volta in un trattato del 1288 di Goffredo da Bussero. Ma si pensa che la sua costruzione sia da retrodatare ulteriormente per una serie di elementi superstiti dal Medioevo, a partire da un antico contrafforte in pietra, una monofora interna e l'abside. Da ulteriori atti d'archivio si legge anche di una visita di san Carlo Borromeo nel 1581, durante la quale si parla proprio dell'abside semicircolare. Ma già nel 1579 Carlo Borromeo aveva dato il suo benestare alla nascita della Confraternita dei Disciplini di S.Agata, i quali si resero protagonisti di diverse trasformazioni alla chiesa. L'abside da semicircolare passò a quadrangolare e aumentò significativamente la quantità di stucchi. La chiesa inoltre venne ampliata con la costruzione di un oratorio al piano superiore. Gli interni erano decisamente più ricchi nel '700 rispetto a oggi, così come i colori. Un ultimo importante intervento avvenne nell'800 a opera di Pasquale Agudio, che decorò la volta. Nel 1912 il Ministero dell'Istruzione stabilì dei vincoli prima di modificare con qualsiasi intervento le decorazioni della chiesina, considerate bene culturale. Venne tutelato anche l'edificio limitrofo, che a sua volta presenta decorazioni interessanti", ha spiegato l'architetto.

Il parroco don Maurizio Mottadelli e l'architetto Enrico Albini (studio Spreafico)

"Dopo questa fase conoscitiva abbiamo iniziato la mappatura dei materiali delle superfici esterne, le prime sulle quali interverremo. Le coperture sono in legno, il manto e i coppi in laterizio, i piani del campanile in muratura, la facciata in muratura rivestita da intonaco. Inoltre, consistente è l'uso della pietra molera, tipica della zona per la presenza di una cava fino al secolo scorso ma purtroppo molto fragile. Data la cospicua infiltrazione d'acqua dai tetti, l'erosione e la perdita di numerosi intonaci, abbiamo proposto un intervento per salvaguardare dapprima le pareti esterne e la copertura, mantenendo la struttura lignea e rafforzandola. Sarà inoltre introdotta una camera ventilante per mantenere il tetto intatto e verranno aggiunti canali di gronda per smaltire l'acqua delle precipitazioni. Alle zoccolature verranno applicati nuovi intonaci di calce, mentre i preesistenti verranno conservati e consolidati. Il progetto è stato consegnato alla soprintendenza di competenza per ottenere quanto prima l'autorizzazione a procedere alle fasi operative"
.


Il parroco don Maurizio Mottadelli ha ricordato che il restauro di Sant'Agata rientra nel progetto "Pietre vive" della comunità pastorale San Giovanni Battista e prevede una durata di circa due anni e mezzo. "Un contributo ulteriore è stato chiesto alla Regione, mentre un ultimo terzo delle risorse necessarie proverrà dalla comunità. A breve potrete leggere come contribuire su Camminiamo insieme; sono certo della vostra generosità, che avete sempre dimostrato".


Infine il sacerdote ha sottolineato l'importanza del momento di preghiera e riflessione che i giovani musicisti hanno regalato ai presenti. "Da una parte ci siamo concentrati su come salvaguardare il patrimonio artistico, storico e spirituale dei nostri predecessori, dall'altra siamo diventati più consapevoli dell'importanza di andare avanti, di tramandare alle nuove generazioni il nostro passato. Come in una staffetta, dobbiamo passare il testimone a questi ragazzi e fare in modo che continuino a far fruttare i loro talenti. Sono preziosi doni di Dio e ci fanno capire che il mondo di domani è in buone mani".
Roberta Scimè
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