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Scritto Sabato 04 marzo 2017 alle 19:35

La relazione di Ciappesoni al congresso della FIM

Giorgio Ciappesoni
Il congresso della Fim Monza Brianza Lecco si è svolto a Garbagnate Monastero venerdì 3 marzo. Accanto al segretario generale della Fim Cisl Monza Brianza Lecco, Giorgio Ciappesoni, erano presenti Rita Pavan, segretario generale Cisl Monza Brianza Lecco; Nicola Alberta della segreteria nazionale e Andrea Donegà della segreteria regionale. Nella sua relazione Giorgio Ciappesoni ha offerto un quadro completo della situazione che coinvolge l'universo dei lavoratori metalmeccanici. «La nostra instabilità politica non aiuta a programmare azioni adeguate al contesto che viviamo, impedendoci di attrarre investimenti e riducendo il tutto a interventi, peraltro sempre più difficili, di salvataggio industriale anziché di rilancio. Il risultato è che molti imprenditori fuggono nelle rendite, meno impegnative e più redditizie, oppure si spostano in cerca di maggior fortuna in paesi esteri più recettivi e convenienti dal punto di vista industriale. Nel nostro territorio abbiamo vissuto esperienze di questo genere, basta ricordare il settore dell'elettrodomestico, su tutti Candy, che ha palesato le difficoltà a mantenere nel nostro paese le produzioni a basso valore aggiunto senza però, parallelamente, affrontare investimenti tecnologici per innovare organizzazione e prodotto. Oggi la vera sfida per arginare il fenomeno della delocalizzazione è rappresentato dal fatto di saper creare le condizioni per il reshoring, uno dei cardini della politica economica di Obama, che consiste nella capacità di ristrutturarsi e riorganizzarsi per riportare in patria produzioni che in passato erano state delocalizzate all'estero». Altro tema affrontato è stato quello delle migrazioni: «Uno dei temi attuali, e con i quali dovremo imparare a convivere, è rappresentato dai flussi migratori provocati dalle guerre e dalla povertà, oltre che dal diritto universale di vivere una vita dignitosa. Dobbiamo evitare di rimanere ostaggi del facile populismo: la FIM in tutta la sua storia si è sempre schierata in prima fila per l'accoglienza e l'integrazione. I populisti attecchiscono dove non c'è né cultura né memoria. Su questo tema la FIM deve svolgere un forte ruolo educativo, presidio di coesione sociale». Ciappesoni ha affrontato poi le tematiche legate al lavoro in riferimento ai giovani e alle donne ed in particolare la sua riflessione si è focalizzata sul welfare: «In un paese che invecchia il sistema di welfare è destinato a non reggere più. Una possibilità che rischia di materializzarsi in Italia nel giro di una trentina d'anni. Già negli ultimi anni lo scenario è mutato e parte dei costi del welfare sono stati spostati sulle spalle dei cittadini, impoverendoli. La consapevolezza che le disuguaglianze non sono solo una questione di reddito, ma anche di accesso a servizi e alla conoscenza e che il benessere dei lavoratori non può essere misurato solo in termini economici, è stata la molla che ha scatenato l'innovazione contrattuale tipica della FIM e della CISL. È per questo che la FIM ha maturato la scelta di inserire nella contrattazione il tema del welfare, una via per rafforzarne ed estenderne l'universalità». Al termine della discussione seguita alla relazione di Giorgio Ciappesoni, per portare a compimento le diverse realtà industriali dei due territori che compongono la Fim Monza Brianza Lecco e dare ulteriore impulso al processo di integrazione, il direttivo eletto dal congresso ha richiesto un sostegno esterno. La reggenza servirà a facilitare, in breve tempo, la definizione del futuro gruppo dirigente.
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