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Scritto Venerdì 17 marzo 2017 alle 19:03

Molteno, Sandridea: in tribunale 'scontro' sull'aumento di capitale sottoscritto nel '09

Il tribunale di Lecco
I nodi verranno al pettine ad aprile: il 20 è da tempo prevista la sentenza in relazione al procedimento penale incentrato sull'ipotesi di reato di "infedeltà patrimoniale". Per il 7, quest'oggi, il giudice monocratico Maria Chiara Arrighi ha fissato la chiusura dell'istruttoria dibattimentale per il fascicolo originato invece da un presunto "falso" che ha trascinato nuovamente a giudizio i medesimi tre soggetti nonché i loro figli e la commercialista lecchese Maria Venturini, già presidente dell'Ordine e dell'Associazione libere professioni, toccati solo da tale secondo filone giudiziario nell'ambito del quale nella mattina odierna sono stati chiamati a deporre diversi testimoni, tra i quali i consulenti della pubblica accusa (sostenuta in Aula dal sostituto procuratore Silvia Zannini) e della difesa, rappresentata per tutti e 7 gli imputati dall'avvocato Edoardo Fumagalli.
La Sandridea srl e la controllata Sandrigarden spa (in liquidazione) - azienda moltenese ormai fuori attività specializzata nella produzione di tagliaerba e macchine da giardino ammessa al concordato preventivo nell'aprile del 2014 - rappresentano il "covo" di scontro tra le parti in causa. Da una parte, i denunciati (costituitisi parte civile in entrambi i processi tramite l'avvocato Stefano Pelizzari) ovvero la signora Giovanna Loretz e le sue due figlie Francesca e Valentina Agostoni, eredi di Livio, socio fondare della prima impresa. Dall'altra gli ex membri del consiglio di amministrazione della srl Daniele Tornaghi, Alberto Cattaneo e Giuseppe Monciotti a giudizio per "infedeltà patrimoniale" al cospetto del collegio giudicante del Tribunale di Lecco e, insieme ai rispettivi figli Alessio, Pietro e Marta nonché alla dottoressa Venturini, anche per "falso". Al centro dell'attenzione, in questo secondo caso - di cui ci si è occupati oggi - la titolarità di un credito dovuto da un finanziamento soci utilizzato poi per sottoscrivere un aumento di capitale. Come raccontato infatti dal dr. Massimo Zucchi, consulente scelto a suo tempo del PM che si è occupato dell'attività investigativo, la Sandridea venne fondata nel 1996 da Livio Agostoni, Daniele Tornaghi, Alberto Cattaneo e Giuseppe Monciotti. Nel corso degli anni sarebbero poi stati eseguiti dei finanziamenti soci, venendosi così a creare - come ricostruito dal commercialista - una posta di debito nei confronti dei soci stessi, attestata dalla scritture contabile e dalle movimentazioni bancarie. Tornaghi, Cattaneo e Monciotti (etichettati come "senior" dal dr. Zucchi) avrebbero poi ceduto il 100% delle loro quote ai figli Alessio, Pietro e Marta ("junior") senza che a tale passaggio venisse associato anche un passaggio del credito (1.050.000 euro) vantato dai papà - poi rientrati nella compagine sociale con percentuali irrisorie - ai ragazzi. Di tale seconda "transazione" non parrebbe esserci infatti traccia documentale fino al 2009 quando, tramite raccomandata, i senior avrebbero comunicato agli junior la "migrazione" in loro favore del credito, senza - ha sostenuto sempre il consulente - portare a conoscenza Agostoni di ciò e senza alcuna altra attestazione che certificasse l'accollo. Lo stesso socio fondatore - poi scomparso - nel corso dell'ispezione dei carteggi chiesta per vederci chiaro non avrebbe trovato tali lettere, divenute così cardine della contesa. 
Al 28 dicembre 2009 dunque, secondo la ricostruzione dell'esperto, i figli non avrebbero dovuto essere considerati creditori e dunque non avrebbero avuto titolo di esercitare l'aumento di capitale sociale con compensazione del credito stesso ma, per sottoscrivere tale operazione, avrebbero dovuto apportare liquidità. Agostoni, a quel punto, avrebbe potuto diventare socio di maggioranza, arrivando a "fare sue" l'84.65% delle quote. Ma così non fu. A riprova di ciò ci sarebbe anche la mail inviata nel marzo del 2010 dallo studio della dottoressa Venturini al tenutario delle scritture contabili della Sandridea per "intimare" una correzione in bilancio, dividendo il finanziamento soci tra senior e junior, così come già emerso in prima udienza e così come ribadito quest'oggi dal responsabile della Sandrigarden che ricevette la missiva in copia, accompagnata da una telefonata della commercialista "infuriata perché non era ancora stato fatto".
Convintamente - quasi stesse tenendo una lezione in cattedra - il professor Maurizio Errera, ordinario di diritto commerciale e consulente della difesa, ha cercato invece di ribaltare la frittata cucina dal collega Zucchi al cospetto del giudice Arrighi, rifacendosi alle pronunce della Corte d'Appello di Milano che, in sede civile, ha dato torto alla Loretz, stabilendo - così ha riferito - l'idoneità della modalità di cessione del credito, transazione che - sempre a suo dire - non deve essere obbligatoriamente comunicata ad un soggetto terzo quale l'altro socio della società.
Una questione decisamente tecnica, come si sarà capito. Con davvero tanti soldi in ballo.
Il 7 aprile - con la prescrizione dietro l'angolo - al microfono si alterneranno gli imputati, per poi lasciare spazio al pubblico ministero e agli avvocati. Salvo "inghippi" si andrà a sentenza.
A.M.
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