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Scritto Martedì 04 aprile 2017 alle 13:32

Camera di Commercio: export in crescita, il 3,4% nel settore meccanico

“L’apertura internazionale del sistema economico produttivo lecchese continua a crescere e gli scambi commerciali sono sempre più un punto di forza delle imprese locali”. Il Presidente della Camera di Commercio di Lecco Daniele Riva commenta così i dati recentemente diffusi dall’Istat e precisa: “Nel 2016 le esportazioni della nostra provincia sono state pari a 4,13 miliardi di Euro (+1,2% rispetto al 2015, contro il +0,8% lombardo e il +1,2% italiano). Le importazioni ammontano a 2,44 miliardi di Euro (+1,1%, a fronte del -1,3% regionale e nazionale) . Il manifatturiero, e in particolare il settore metalmeccanico, rimane il ‘cuore pulsante’ della nostra economia: oltre un terzo delle esportazioni e delle importazioni ha riguardato la meccanica, quota di gran lunga superiore al dato regionale e nazionale (Lombardia: 10% per l’import e 15% per l’export; Italia: entrambi intorno al 10%). Nel metalmeccanico il “made in Lecco” rappresenta ben il 3,4%  dell’export italiano”.

“L’apertura verso nuovi mercati, la creazione di reti e filiere ‘glocal’ - con i piedi ben piantati nel territorio e l’orizzonte internazionale - sono leve strategiche per le nostre MPMI: quelle che si sono proiettate verso nuovi mercati hanno tenuto e consolidato le loro posizioni, hanno aumentato i fatturati, hanno assunto dipendenti, hanno realizzato investimenti. Guardare verso l’estero richiede, però, una forte spinta/investimento su innovazione e formazione”, commenta ancora il Presidente Riva: “ambiti su cui la Camera con la propria Azienda L@riodesk continua e continuerà a dare il proprio sostegno al Sistema”.

Il saldo della bilancia commerciale lecchese – ovvero la differenza tra esportazioni e importazioni – nel 2016 è stato pari a +1,69 miliardi di Euro (+1,3% rispetto al 2015).Anche il saldo italiano è positivo (+51,5 miliardi di Euro, +23,2%), mentre resta negativo - seppur in miglioramento - quello della Lombardia (-2,47 miliardi di Euro, +48,8%)                                      


Oltre a Lecco, le realtà lombarde dove nel 2016 sono cresciute sia le esportazioni che le importazioni sono Mantova (rispettivamente +4,3% e +4,1%), Bergamo (+2,1% e +1,6%) e Monza Brianza (+0,9% e +5,1%). Le province dove l’export è salito e l’import è diminuito sono Lodi (+5,1 e  -1,1%), Milano (+3,9% e -0,9%)e Cremona (+2,8% e -6,5%). Cinque territori evidenziano cali sia nelle esportazioni che nelle importazioni: Varese (rispettivamente -9% e -9,8%), Pavia (-8,1% e -5,9%), Sondrio (-2,5% e -7,7%), Como (-1,5% e -2,2%) e Brescia (-1,2% e -1,6%).

L’andamento settoriale dell’export
Come ha sottolineato il Presidente Riva, anche nel 2016 il contributo all’export lecchese è venuto prevalentemente dal metalmeccanico: prodotti in metallo (36,5% del totale) e macchinari (25,8%). Seguono a distanza i prodotti tessili (“sistema moda”, 7%); la chimica-gomma con il 6,8%; i mezzi di trasporto con il 6,3%; l’alimentare con il 5,3%.

Tra i comparti citati, quelli che hanno fatto registrare la miglior performance rispetto al 2015 sono i “mezzi di trasporto” (+10,8%, contro il -8,8% lombardo e il +5,4% italiano), la “chimica gomma” (Lecco +6,1%; Lombardia, +4,8%; Italia, +3,3%) e il “sistema moda” (Lecco +5,4%, contro il +5,5% regionale e il +1,2% nazionale)


Mercati di sbocco
Il mercato di sbocco principale del “Made in Lecco” è tuttora quello dell’Unione Europea (67,3% delle esportazioni), seppure in calo: -0,1%. Diminuisce anche l’export verso i mercati nordamericani (6,6% dell’export totale, -3%), dell’Africa (2,8%, -10,2%) e dell’Oceania (-1,2%). Viceversa aumentano le esportazioni verso il centro e sud America (2,2% del totale, +13,2%), l’Asia (11,9%, +10%) e l’Europa non UE (8,5%, +5,4%).


La Germania si conferma primo Paese destinatario dell’export lecchese, con ben 985,5 milioni di Euro, ovvero il 24% del totale, seguita dalla Francia (oltre 420 milioni di Euro, 10,2%), dagli Stati Uniti (oltre 251 milioni di Euro, 6,1%), dal Regno Unito (185,6 milioni di Euro, 4,5%) e dalla Spagna (quasi 176,5 milioni di Euro, 4,3%). Questi primi 5 mercati sono destinatari di oltre il 60% delle esportazioni provinciali totali.
Tra i principali Paesi, cresce l’export lecchese verso la Spagna (+10,4%), l’Austria (+3,2%) e i Paesi Bassi (+1,2%); da segnalare il calo soprattutto di Stati Uniti (-4,1%, pari a una riduzione di 5,6 milioni di Euro rispetto al 2015), Francia (-3,8%: 16,6 milioni di Euro in meno) e Germania (-3%: 30,6 milioni di Euro in meno)


L’andamento settoriale dell’import
Con riferimento all’import, il settore principale è sempre il metalmeccanico (829 milioni di Euro, pari al 34% del totale), seguito da macchinari (377,2 milioni di Euro, 15,5%), chimica e gomma (242,3 milioni di Euro, 9,9%), legno-carta (182,3 milioni di Euro, 7,5%) e alimentari (171,4 milioni di Euro, 7%).              

Tra i principali settori, da segnalare la crescita delle importazioni del legno-carta (+13,4%, contro il +0,9% lombardo e il -2% italiano) e della “chimica-gomma” (+7,3%, contro il -1,6% regionale e il +0,5% nazionale); viceversa, cala significativamente l’import degli alimentari (Lecco -22,1%; pressoché invariato in Lombardia e in Italia)

Mercati di approvvigionamento
Anche per le importazioni il mercato principale resta quello europeo: 84,4% del totale (in particolare dai Paesi UE proviene il 73,7%), ed è pure in crescita (+1,1%). Diminuisce l’import della nostra provincia dall’America (-39,5%) e dall’Oceania (-89,6%); viceversa cresce quello proveniente dall’Asia (+19,4%, contro il -1% regionale e il -3% nazionale) e dall’Africa (+46%, contro il -7,7% della Lombardia e il -12,6% italiano) [cfr. grafico 5].

I principali Paesi da cui Lecco importa merci sono Germania (circa 611,4 milioni di Euro, pari al 25,1% dell’import totale), Spagna (circa 221,3 milioni di Euro, cioè il 9,1%), Francia (183,8 milioni di Euro, 7,5%), Cina (161,5 milioni di Euro, 6,6%) e Regno Unito (116,9 milioni di Euro, 4,8%) [cfr. tab. 4, grafico 7].

Tra i primi cinque Paesi, calano le nostre importazioni solo dalla Germania (-2,1%), mentre crescono soprattutto quelle dalla Spagna e dalla Francia (rispettivamente +6% e +3,1%).

Bilancia commerciale con i principali Paesi di interscambio
Con la Germania, primo Paese sia per l’export che per l’import lecchese, la bilancia commerciale 2016 è positiva per 374,1 milioni di Euro.
Con la Francia (2° mercato di sbocco e 3° di approvvigionamento), l’attivo è stato di 239,5 milioni di Euro.
Con il Regno Unito (4° mercato per il nostro export e 6° per l’import) il surplus è stato di 68,7 milioni di Euro.
Con la Spagna (5° mercato di sbocco e 2° di approvvigionamento) si è verificato un disavanzo di 44,8 milioni di Euro.
La Cina è il 4° Paese di riferimento per le importazioni lecchesi, mentre meno significativo è il nostro export (pari a 69,3 milioni di Euro); il saldo è negativo per 92,2 milioni di Euro.
Viceversa, gli Stati Uniti sono il 3° Paese destinatario delle esportazioni lecchesi, ma non rientrano tra i primi 10 con riferimento all’import (pari a 35 milioni di Euro); il saldo è positivo per 216,3 milioni di Euro.
La somma degli attivi commerciali con Germania, Francia e Stati Uniti rappresenta quasi la metà dell’intero avanzo commerciale lecchese 2016.
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