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Scritto Lunedì 17 aprile 2017 alle 19:21

Casatenovo: cinque anni fa ha sconfitto il tumore al polmone. Il caso di Giovanni Beretta citato in un convegno di medicina

Giovanni Beretta
''Sino a quindici giorni prima non avevo alcun sintomo: giocavo a tennis e conducevo una vita perfettamente regolare. In una manciata di ore è cambiato tutto, ma oggi sono qui e sto bene, pronto a vivere una nuova esperienza di viaggio''.

A distanza di più di cinque anni il casatese Giovanni Beretta - ex dirigente d'azienda oggi in pensione - ricorda così quei mesi difficili che gli hanno cambiato la vita. La malattia ha bussato alla sua porta all'improvviso e lui se ne è accorto quasi per caso. Il verdetto della TC a cui si era sottoposto per altre ragioni connesse al suo stato di salute, era stato inappellabile: cancro al polmone. ''Avevo svolto l'esame la mattina e ricordo come se fosse ieri la telefonata ricevuta nel pomeriggio. Non c'era tempo da perdere'' ha affermato il 78enne, noto a Casatenovo per il suo ruolo di cerimoniere del gruppo Alpini, nonchè di presidente del club I Curiosamondo.
Una serie di visite effettuate all'ospedale San Gerardo di Monza hanno consentito ai medici di individuare la terapia più adatta alle condizioni del pensionato di Casatenovo, operato il 19 ottobre 2011 e poi sottoposto a tre cicli di chemioterapia e a diverse sedute di radioterapia, dall'esito positivo. Un decorso post-operatorio giudicato ottimale, se si considerano le complicazioni che aveva dovuto affrontare il casatese, per via delle localizzazioni linfonodali di malattia  che si erano formate subito dopo l'intervento.
Le speranze di una completa guarigione erano davvero limitate, eppure a distanza di quasi sei anni si può dire che Beretta abbia superato definitivamente quel problema, tanto che il prossimo 5 maggio il dottor Diego Cortinovis (del reparto di oncologia medica del nosocomio monzese, specializzato nelle neoplasie del distretto toracico) presenterà anche il suo caso, nel corso di un convegno medico in programma a Milano che si focalizzerà in particolare sui principi di terapia su persone “anziane”. Una richiesta- quella di poter raccontare la sua storia clinica di quel periodo - alla quale Giovanni Beretta ha aderito volentieri, sperando di poter fornire il proprio contributo e un messaggio di speranza a chi sta vivendo la difficile esperienza di lotta alla malattia.
Nel suo caso si trattava di tumore polmonare non a piccole cellule, asintomatico, che necessitava di un intervento chirurgico radicale. Con l'operazione, svolta appunto il 19 ottobre 2011, i problemi non si erano però risolti completamente, vista la presenza - a soli due mesi di distanza - di lesioni linfonodali mediastiniche, poi curate attraverso una terapia chemioterapica di aiuto e radioterapica nella regione di interesse.

Giovanni Beretta tra il capogruppo degli Alpini Dino Pirovano e Padre Rinaldo Do
durante la cena organizzata a favore del missionario lo scorso autunno a Valaperta


''Ad aprile 2012 abbiamo chiuso il trattamento. Da allora sono spariti tutti i segni della malattia che non è più tornata'' ha spiegato il dottor Cortinovis, precisando che circa il 15% dei pazienti con uno stadio tumorale di questo tipo sopravvive a distanza di cinque anni dall'intervento. Un successo che deriva dalla sinergia di diversi specialisti, nella cosiddetta multidisciplinarietà, vera forza di un reparto come quello di oncologia medica dell'ospedale monzese (diretto dal professor Paolo Bidoli) che, attivo dal 2009, conta 14 posti letto, 30/32 posti per il day hospital, con circa 60 terapie effettuate ogni giorno e 12mila accessi annui per la cura di diverse forme tumorali. Un bilancio di tutto rispetto che ha consentito alla struttura di diventare un punto di riferimento per l'oncologia medica in molte patologie, non solo nella provincia di Monza e Brianza, ma anche nel resto d'Italia. Fondamentale è infatti la collaborazione tra tutti gli specialisti coinvolti e la sinergia tra le varie Unità Operative: questo al San Gerardo è già realtà da tempo.

Il casatese insieme ai compagni del gruppo I Curiosamondo durante il viaggio in Andalusia nel 2016


''Il successo terapeutico oggi sta migliorando, non tanto per le tecniche seguite, ma perchè l'oncologia medica ha acquisito dati importanti sulla biologia molecolare che consentono di approntare trattamenti mirati. Questi ultimi, se correttamente utilizzati, consentono di fornire una sorta di analisi genomica approfondita del singolo paziente, in modo da identificare per ciascuno il farmaco in grado di ottenere le migliori risposte'' ha aggiunto il medico.
La formazione continua in oncologia, e più in generale in medicina, è fondamentale, così come è importante la discussione di casi clinici come quelli di Giovanni Beretta, che sarà presentato dal dottor Cortinovis il prossimo 5 maggio. Certo, la prevenzione è importante e nel caso del tumore al polmone, la sigaretta ne favorisce l'insorgenza, se si considera che il 90% dei casi (tra cui quello del casatese) si tratta di soggetti esposti al fumo, attivo o passivo.

L'ospedale San Gerardo di Monza e il dottor Diego Cortinovis


Un'esperienza a contatto con la malattia che ha avuto, nel caso di Giovanni Beretta, esito positivo e che può rappresentare quindi un messaggio di speranza per chi come lui un lustro fa, è impegnato oggi nella battaglia contro il cancro.
''A distanza di cinque, sei anni dall'intervento, posso dire di stare bene: non ho problemi di nessun genere e non prendo neppure una pastiglia. L'ultima TC a cui mi sono sottoposto lo scorso dicembre ha dato ancora esito negativo''
ha proseguito il casatese, grande appassionato di viaggi, che oggi conduce una vita normale a tutti gli effetti. Basti citare i viaggi compiuti dopo l'intervento, verso mete quali l'India nel 2013, la Repubblica Dominicana l'anno successivo. E ancora la Giordania due anni fa e l'Andalusia nel 2016. ''Chiaramente cerco di seguire un regime alimentare preciso, ma come del resto facevo anche prima di ammalarmi, e cammino molto, tutti i giorni, anche perchè tenere in esercizio i polmoni non è semplice. Ricordo quel periodo come un'esperienza forte e toccante, che ho avuto la fortuna di superare. Oggi conduco una vita stupenda, come se non fossi mai stato operato e mi appresto, nel mese di maggio a partire per il Portogallo, con tappa anche a Fatima, insieme ai miei compagni del gruppo I Curiosamondo, di cui sono onorato di essere il presidente'' ha concluso Giovanni Beretta, non senza una punta di emozione nel ricordare quell'episodio che, in un modo o nell'altro lo ha cambiato, mutando il suo approccio alla vita.
Gloria Crippa
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