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Scritto Mercoledì 19 aprile 2017 alle 19:32

Casatenovo: vincitore del titolo italiano di wrestling, Francesco Lasorsa si racconta

Francesco Lasorsa alias Fenice Rossa
Una grande passione, anni di allenamenti, sfide e sudore e, infine, una grandissima gioia.
Il neo-vincitore del TCW/WIVA Extreme Hardcore Title di Wrestling è casatese, si chiama Francesco Lasorsa ma nel mondo del wrestling italiano è conosciuto come Fenice Rossa.
"Hardcore significa che nel corso dell'incontro è consentito l'utilizzo di armi. In Italia esistono alcune federazioni di wrestling e si combatte per conquistare i titoli e le cinture. Io combatto principalmente nella WIVA (Wrestling Italiano Veramente Autentico) e nella TCW (Total Combat Wrestling) e domenica scorsa sono riuscito a vincere il TCW/WIVA Extreme Hardcore Title combattendo a Rozzano contro il campione in carica, Pain. Devo dire che vincere la cintura da esterno, in un'altra federazione, è un bellissimo riconoscimento" ci ha spiegato Francesco, emozionato e soddisfatto per il traguardo raggiunto la scorsa settimana.
Nato nell'800 come esibizione di lotta inserita nelle fiere itineranti in Gran Bretagna e America del Nord, oggi il wrestling è uno sport spettacolo che nel mondo conta milioni di fan e di lottatori professionisti. "In Italia ci sono 19 Federazioni. Si cerca di collaborare per cercare di migliorare sempre, sia a livello di spettacolo che di contenuti offerti al nostro pubblico. In totale gli atleti coinvolti sono circa un centinaio, anche se a differenza degli Stati Uniti non c'è una vera e propria Major League" ci ha raccontato.
Ed è proprio guardando i match dei wrestler a stelle e strisce che Francesco ha iniziato a sognare di salire sul ring. "Quando ero piccolo mi piaceva guardare il wrestling in televisione. Poi, a sedici anni circa, nel 2006, ho provato a praticarlo io stesso. Avevo già un background sportivo marzialista e ho fatto i primi allenamenti in una palestra di Mandello: mi sono appassionato subito".
Il wrestling combina intrattenimento e spettacolo con la parte atletica. "Negli incontri si unisce l'entertainment con la tecnica: ci sono colpi, cadute, mosse vere e proprie e occorre moltissima preparazione atletica, per non farsi male e per non fare del male all'avversario e combattere in sicurezza".
Prima di salire sul ring a confrontarsi con i campioni, dunque, occorrono tanti allenamenti, impegno e sudore.
"Oltre al potenziamento fisico e atletico, occorre imparare bene la tecnica, con le varie prese, mosse e cadute. Mi alleno tutti i giorni individualmente e una volta alla settimana nel mio polo di allenamento della WIVA, che si trova a Piacenza. Oltre agli allenamenti fisici, occorre anche curare la parte di intrattenimento con tutte le sue componenti fondamentali, ad esempio l'interazione con il pubblico. La cosa più importante è la sicurezza: si sale sul ring solo se si è pronti a combattere senza rischio di fare o farsi male".
Dopo mesi di duro lavoro, per Francesco arriva il momento del debutto. "Era il 2007, nel mese di aprile ed è stato un match davvero emozionante. Sempre, quando inizio un match, è un'emozione unica sentire il pubblico che incita il mio nome, anche se magari sto perdendo. Si cerca sempre di dare un buon prodotto al pubblico".
Dai primi passi sul ring, nel 2007, ad oggi, Fenice Rossa di strada ne ha fatta tanta, collezionando quasi 100 match e superando tanti ostacoli, come una vera e propria fenice: l'animale mitologico che Francesco ha scelto per creare il suo personaggio, rappresentata anche sulla maschera che gli cela il volto, ha la capacità di rinascere dalle sue ceneri. "Purtroppo ho subito uno stop di qualche anno a causa di un infortunio al ginocchio. Nel 2015 ho ricominciato ad allenarmi con la WIVA e sono ripartito con tantissimo entusiasmo: tra i titoli vinti c'è anche un titolo estremo della WIVA che ho detenuto per più di 100 giorni. Quando mi hanno proposto Fenice Rossa per il mio personaggio non ero molto convinto: poi ci ho lavorato molto mi sono ricreduto. Della fenice mi affascina soprattutto la mitologia. Il mio personaggio è ispirato alla cultura messicana: in Messico è tradizione combattere mascherati e così ho scelto anche io. Anche dal punto di vista della tecnica mi ispiro allo stile messicano, con salti, giravolte e cadute. È importante preparare bene il proprio personaggio con mosse, stili, frasi, magari lasciandosi ispirare dai grandi ma creando tutto in prima persona".


E tra i grandi campioni, Francesco non ha dubbi: il suo idolo si chiama Eddie Guerrero, il wrestler statunitense di origini messicane vincitore di oltre ventitre titoli in carriera. "Di lui mi affascinava soprattutto lo stile di lotta, sempre al limite delle regole, molto furbo. Ma, oltre alla sua carriera di atleta, ho seguito con interesse la sua vicenda umana: è riuscito a sconfiggere i suoi problemi di dipendenza per poi vincere il titolo di campione del mondo. La sua figura è senza dubbio quella che mi ha avvicinato a questo mondo", spiega Francesco, fermandosi per un attimo a riflettere sulla situazione del wrestling italiano. "Purtroppo manca un vero e proprio investimento che permette la creazione di qualcosa di serio. In Italia non c'è una vera e propria unione quindi facciamo quello che riusciamo, cercando di collaborare il più possibile. Sarebbe bello dare, anche in Italia come in America, visibilità ai tanti sport diversi che si praticano".
Oggi Francesco, che fuori dal ring lavora per un'azienda di logistica, stringe soddisfatto la sua cintura appena conquistata. "Devo dire che questa vittoria mi ha ripagato di tutte le fatiche, dei sacrifici, dei chilometri macinati per allenarmi. È un orgoglio per me aver vinto da esterno: sento che credono e hanno fiducia in me". Ora, si pensa già ai progetti per il futuro. "A livello personale mi impegnerò per mantenere il titolo. Son stato consulente e allenatore nel polo WIVA per qualche tempo e ora, da un paio di settimane ho iniziato ad allenare a Piacenza. Insieme a Angelo Arata (in arte Claudio Campari) e Paolo Borlini (Jacob) abbiamo circa una decina di iscritti e puntiamo ad aumentare il numero di allievi: da sedici anni in su, uomini e donne, non c'è un vero e proprio limite di età. Ci alleniamo il sabato mattina dalle 12.30 alle 14.30".
L.V.
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