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Scritto Giovedì 20 aprile 2017 alle 23:23

Costa: serata con il Cab per dare consigli utili ad atleti e allenatori delle società sportive

Un approccio positivo allo sport, da declinare poi anche nella vita, è la strada da imboccare per affrontare le sfide con serenità.
Si è aperto nella serata di mercoledì 19 aprile il ciclo di tre incontri promossi dal comune di Costa Masnaga in collaborazione con il Cab Polidiagnostico. L'incontro è stato condotto da Maria Chiara Crippa del Cab, che ha interagito e coinvolto il pubblico. La psicologia dello sport, che è una branca della psicologia del benessere, lavora con il singolo atleta nell'ottica di migliorare la performance sia a livello tattico che mentale.

La dottoressa Maria Chiara Crippa

Nel corso della serata, l'ospite ha dispensato alcuni utili consigli agli atleti per approcci positivi ma anche agli allenatori che talvolta non utilizzano criteri corretto per rivolgersi ai propri allievi oppure sembrano non essere compresi: le loro parole, anziché stimolare i ragazzi, possono sortire l'effetto contrario.
Esistono approcci più o meno funzionali al benessere e certo anche il vissuto dell'atleta fa la sua parte. "Attraverso il modo in cui comunico con gli altri, capisco il mio approccio alla realtà. Bisogna però andare oltre il proprio punto di vista e vedere anche il resto. Imparare a vedere il bicchiere mezzo pieno, influenza il benessere" ha spiegato la psciologa.


Esistono diverse forme di comunicazione: verbale (7%), non verbale (55%) data da espressioni facciali, movimento del corpo, gesti e para verbale (38%) legata al tono di voce, ritmo, velocità, volume. La comunicazione verbale occupa uno spazio minimo nell'interazione con gli altri, mentre la parte non verbale, meno sottoposta al controllo razionale, occupa la parte preponderante.
"Comunicare non è solo il passaggio di informazioni perché non siamo robot, ma abbiamo emozioni e selezioniamo, filtriamo il messaggio secondo il nostro punto di vista. Quando comunichiamo, vogliamo produrre un'azione sull'altra persona. Occorre quindi catturare l'attenzione e stare attenti nell'utilizzo del linguaggio perché quello che conta non è quanto ci impegniamo a dire, ma come viene capito" ha aggiunto Crippa.


"La comunicazione è veicolo di benessere se ha certe caratteristiche positive. La nostra mente è infatti impostata per comprendere il positivo: la negazione è un'affermazione culturale. Se dico "non", la mia mente, che lavora per concetti, si concentra su quello, e poi pensa al resto. "Non mollare", "non agitarti", "non arrenderti" sono espressioni che veicolano concetti negativi: non funzionano perché sono demotivanti, dubitanti. La comunicazione positiva, invece, carica. All'allenatore è utile per mettere l'atleta nelle condizioni di star bene a livello mentale. "Fai come sai fare", "tieni duro", "rimani concentrato" incoraggiano e danno emozioni positive"
ha proseguito l'ospite.
Nella comunicazione poi, bisogna mettere in gioco se stessi e assumersi le responsabilità, iniziando a pensare che non sempre è l'altro a non capire quanto detto, ma forse può accadere di non essersi spiegati bene. Da ultimo, bisogna promuovere le capacità, spiegando l'errore all'atleta tra due aspetti positivi della sua condotta per incoraggiarlo e non demoralizzarlo.


"L'allenamento mentale significa prendere consapevolezza delle proprie emozioni e saperle gestire. Il modo di vivere lo sport dipende dall'approccio in termini di pensiero e il benessere nella pratica sportiva sta proprio qui, in quello che si decide di vedere. Non significa essere ciechi della realtà, ma vedere gli aspetti negativi nell'ottica di miglioramento. Bisogna capire cosa è andato male e da lì ripartire per crearsi nuovi obiettivi" ha concluso la psicologa che incontrerà le società masnaghesi il 10 maggio per parlare di come gestire l'ansia.
M.Mau.
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