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Scritto Venerdì 21 aprile 2017 alle 18:28

Casatenovo: Inrca, controversia con la direzione sul contratto non rispettato . RSU, ''pronti a tutelarci nelle sedi opportune''

Sono pronti a far valere i propri diritti nelle sedi opportune i dipendenti dell'Inrca di Casatenovo, ''sul piede di guerra'' per il mancato accordo sottoscritto nel 2015 per le progressioni economiche di carriera. Una situazione divenuta ormai intollerabile per il personale sanitario in forze presso l'istituto con sede centrale ad Ancona, che ha deciso di attivare tutte le iniziative ritenute necessarie per ottenere ciò che gli spetta.
Al centro del contenzioso ci sono il contratto integrativo - a detta dei dipendenti non rispettato - e gli aumenti salariali, ''congelati'' da ormai due anni. Tanto è bastato alle RSU (rappresentanze sindacali unitarie) per stendere una nota congiunta, a seguito dell'assemblea dei lavoratori che si è tenuta mercoledì 19 aprile. In contemporanea infatti, si è riunito il personale del comparto Inrca nelle tre sedi dell'istituto: a Cosenza, ad Ancona e a Casatenovo, con la manifestazione unitaria di dissenso circa il mancato rispetto dell'accordo firmato e condiviso nel novembre di due anni fa.

L'Inrca di Via Monteregio a Casatenovo

A complicare le cose vi è appunto la natura giuridica dell'Inrca, un Inrccs (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) con sede centrale ad Ancona, ma operante in altre regioni, quali la Lombardia e la Calabria. La difficoltà spesso, è proprio quella di intavolare trattative, stante la presenza di più interlocutori al tavolo.
''A tutt'oggi, ai dipendenti aventi diritto - spiegano in una nota le RSU Inrca - non è stata ancora riconosciuta la progressione economica orizzontale a decorrere dal 1 gennaio 2015, come da contratto nazionale di riferimento e quadro normativo vigente. Contestualmente non è stata applicata neanche la progressione economica orizzontale per l'anno 2016 a fronte di graduatorie già approvate e in essere''.
RSU e sigle sindacali di riferimento sollecitano da tempo la direzione dell'istituto alla risoluzione del problema, invano. ''Il mancato rispetto di questo accordo è l'ultimo di una serie di atti unilaterali che creano tensione tra i lavoratori dell'Inrca'' prosegue la nota diffusa nelle scorse ore. ''Come il mancato riconoscimento del diritto alla mensa a prezzo ridotto per il personale turnista, oppure la limitata presenza in turno del personale socio sanitario OSS, figura fondamentale di supporto all'infermiere, nel garantire un'assistenza sanitaria di qualità, e altro ancora''.
A fronte di questo quadro di ''stallo'' e incertezza rispetto ad una problematica più volte segnalata alla direzione, i referenti sindacali hanno annunciato di essere pronti ad attivare tutti gli strumenti necessari per la tutela dei dipendenti Inrca, avendo ricevuto mandato da questi ultimi per avviare lo stato di agitazione del personale.


A questo proposito sarà richiesta all'amministrazione dell'istituto anconetano, una risposta immediata sulla posizione che intende assumere entro la fine del mese di aprile. In caso contrario, come spiegano i lavoratori nel comunicato stampa ''sarà inevitabile il ricorso ad azioni più incisive nelle sedi più opportune''.
Con l'eventuale proclamazione dello stato di agitazione, la controversia potrebbe infatti finire sul tavolo dei prefetti delle tre province di riferimento per le sedi Inrca, chiamati a riunire le parti alla ricerca di un accordo in via definitiva.
Una situazione che coinvolge dunque un'ottantina di lavoratori (ad eccezione del personale medico) della sede casatese di Via Monteregio, i cui rappresentanti sindacali Mario Imbimbo e Emanuela Piermartiri - sostenuti in questa vertenza da Marco Paleari FP Cgil Lecco di e Laura Olivi di FP Cisl Lombardia - hanno preso parte lo scorso 26 gennaio al tavolo di contrattazione in videoconferenza con i referenti Inrca. In questa sede l'amministrazione ha riferito che il collegio sindacale dell'istituto ha posto delle osservazioni relative all'accordo sulle progressioni orizzontali 2015/2016: l'impossibilità di retrodatare la decorrenza delle stesse al 1 gennaio dell'anno nel quale risulta approvata la graduatoria e la necessità di definire per le progressioni 2016 le risorse economiche da destinare all'istituto rispettando la selettività.


Una risposta che non convince per nulla le RSU di Casatenovo, che hanno annunciato la volontà di ''chiedere l'accesso agli atti'' per portare avanti ''tutto l'iter necessario nel rispetto della titolarità della contrattazione e dei lavoratori i quali con spirito di dedizione, competenza e alta professionalità tutti i giorni svolgono il loro lavoro per l'Inrca e i cittadini''.
Alla situazione che coinvolge i lavoratori dell'istituto, si sommano altre questioni relative alla sede di Casatenovo, a seguito del recente accordo siglato in Regione per il trasferimento della Pneumologia all'ospedale Mandic di Merate. ''Abbiamo letto di queste notizie sui giornali: è da anni che se ne parla, ma ad oggi a livello ufficiale non ne sappiamo nulla. Nessuno ci ha mai informati, nè convocati per illustrarci modalità e tempistiche di quello che succederà'' hanno concluso Imbimbo e Piermartiri.
Il trasferimento delle acuzie a Merate vedrebbe infatti parzialmente mutata la ''mission'' dell'istituto di Via Monteregio, indicata quale sede di un POT o un PRESST, secondo i principi della nuova riforma sanitaria regionale, che prevede una struttura intermedia tra la medicina di base e il pronto soccorso, dotata però di attrezzatura diagnostica di base. Condizione che in effetti è già presente nella sede di Casatenovo, dove è comunque previsto il mantenimento di un presidio di degenti sub-acuti.
G.C.
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