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Scritto Mercoledì 10 maggio 2017 alle 21:17

Costa, Villa Beretta: centro di bioingegneria intitolato alla memoria del cavalier Limonta

"Con quest'inaugurazione abbiamo voluto legare il nome di un grande imprenditore a una grande impresa, consistita nel passaggio da un laboratorio di analisi del movimento a un centro di bioingegneria".

La targa che ricorda il Cavalier Gianni Limonta

Si è espresso così il professor Franco Molteni, direttore del dipartimento di riabilitazione dell'ospedale Valduce presso la sede di Villa Beretta a Costa Masnaga, a proposito della cerimonia di intitolazione dell'innovativo centro al Cavaliere del lavoro Giovanni Battista Limonta, noto imprenditore scomparso lo scorso anno, ex presidente della Fondazione Valduce, nata nel 1996 per sostenere l'attività di ricerca della struttura masnaghese.

Il centro di bioingegneria

"All'interno di tutto questo ci sono la buona volontà, la cultura, la voglia di fare bene le cose che possono caratterizzare un'impresa di successo, ma anche il servizio alla persona tramite alta tecnologia".

Nel pomeriggio di mercoledì 10 maggio si è tenuta infatti una cerimonia introdotta dai referenti dell'istituto: Suora Emanuela Bianchini, madre generale della congregazione Suore infermiere dell'Addolorata, Claudio Zanon, direttore sanitario dell'ospedale Valduce e Eufrasio Anghileri, presidente della Fondazione Valduce.
Sono poi seguiti gli interventi di Romano Negri, presidente della fondazione comunitaria del lecchese e Vico Valassi, presidente Univerlecco.


Franco Molteni ha descritto il percorso del centro di bioingegneria, nato nel 1994 con il laboratorio di analisi del movimento e sviluppatosi poi nel settore del recupero funzionale dopo infortuni o interventi chirurgici, grazie al supporto fondamentale di elevata tecnologia. Oggi il centro occupa tre piani nella struttura masnaghese.


Il laboratorio di analisi del movimento si occupa di monitorare il cammino in pazienti che presentano problemi a livello neurologico, valutandoli anche al termine del percorso di cura. L'analisi dei dati fornisce un quadro strumentale del movimento, da cui partire per indirizzare in modo più mirato il piano terapeutico. Vengono effettuate riprese video tramite due telecamere e analisi cinematica e cinetica basate su un sistema optoelettronico.


Viene inoltre realizzata un'analisi elettromiografica che, ricevendo i segnali elettrici dai distretti corporei che devono essere valutati dal medico, permette di capire se la sequenza di attivazione dei muscoli è rispettata e su quale distretto muscolare occorre intervenire.


A questo laboratorio "classico" è stata affiancata l'alta tecnologia che, negli anni successivi, è entrata a servizio del paziente in modo funzionale. Ci sono, ad esempio, quattro apparecchi che si integrano nella riabilitazione della mano e possono essere controllati da un unico fisioterapista: è il caso di Amadeo, un dispositivo robotico che serve per la riabilitazione della flesso estensione delle dita della mano.

Il laboratorio di analisi del movimento

Due apparecchi sono il riferimento per progetti precisi: "incognito" fa test valutativi prima e dopo la terapia, mentre "Head" segue la riabilitazione motoria e cognitiva dell'arto superiore tramite video. Quest'ultimo è stato sperimentato con successo anche in tele riabilitazione, vale a dire con il paziente che, da casa, può seguire il programma suggerito dal medico.

Due esempi di esoscheletri

Fiore all'occhiello del centro è l'esoscheletro che consente la riabilitazione dell'arto inferiore ai pazienti che hanno subito traumi o patologie, come lesione del midollo spinale, ictus, o sclerosi multipla. Il progetto "Retrainer", ad esempio, unisce un esoscheletro alla elettrostimolazione in persone emiplegiche durante la fase acuta.

Il dottor Molteni con Suor Faustina davanti alla torre di Tregolo

Il centro di bioingegneria, oggi titolato alla memoria del Cavaliere Limonta, è un vero gioiello in campo scientifico che vanta collaborazioni prestigiose con l'università statale di Milano, la Cattolica di Roma, il polo lecchese del Politecnico di Lecco, il consiglio nazionale delle ricerche, centri di ricerca di Ginevra e Vienna.
La cerimonia di intitolazione si è conclusa con una lettura magistrale ad opera di Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano. I presenti sono stati infine accompagnati in visita al centro, prima di un rinfresco nella Villa.
Michela Mauri
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