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Scritto Lunedì 15 maggio 2017 alle 08:13

Casatenovo: 'Il viaggio' dei migranti sulle coste italiane, nella serata promossa da Croce Rossa con i ''testimoni dell'accoglienza''

Prosegue l'impegno del comitato della Croce Rossa di Casatenovo per sensibilizzare e raccontare il viaggio compiuto dai migranti, dalle loro case fino all'approdo sulle coste italiane e all'arrivo nei centri di accoglienza, ascoltando le testimonianze dirette di chi ogni giorno si occupa di accoglienza e integrazione. Dopo l'inaugurazione della mostra tematica, venerdì sera a Villa Mariani di Casatenovo si è infatti svolto un incontro sull'argomento - peraltro di estrema attualità - alla presenza di importanti ospiti.

I relatori presenti sul palco di Villa Mariani

"Abbiamo davanti dei testimoni che, in prima linea, vivono questa situazione tutti i giorni, sia come persone che accolgono sia come persone che sono accolte. I mass media spesso non riescono a far capire cosa sta succedendo realmente, ma stasera siamo qui", le parole del giornalista e scrittore Daniele Biella, che ha moderato la serata e gli interventi dei presenti.

Al centro l'onorevole Veronica Tentori

Ad accogliere tutto il pubblico, tra cui anche molti giovani, è stato il presidente regionale della Croce Rossa Antonio Arosio. "Grazie al comitato locale casatese, autore di questa iniziativa. Noi operiamo in mezzo al mare, sui moli e nei centri di accoglienza, per soccorrere, accogliere e favorire l'integrazione. È un grande lavoro che risponde ai nostri principi e ad uno dei nostri motti, cioè nessun umano è illegale", ha ricordato prima di lasciare la parola ai due parlamentari ospiti della serata, Gianmario Fragomeli e Veronica Tentori.

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"Nelle ultime settimane alcuni temi rischiano di sviare l'attenzione dal ruolo che hanno alcune associazioni. La cosa fondamentale non è tanto quanto spendono ma come sono raccolte le risorse, cioè con il 5 per mille. Quando attacchiamo un modello di intervento, un modello umanitario, rischiamo di inficiare la fiducia che la gente ripone in questo. Spero che serate come queste servano per rimetter al centro dell'attenzione l'attività di soccorso e intervento che non deve trovare nessun tipo di frontiera"
, le parole di Fragomeli, seguite da quelle dell'onorevole Tentori.

VIDEO



"Attraverso la mostra avete trasmesso un messaggio importante: ci sono storie di persone che ci fanno guardare da una prospettiva più umana il lavoro svolto sul campo. Il dibattito mediatico a volte ci rende distaccati dalla storia di chi accoglie e chi viene accolto. Partire dal concetto di umanità è fondamentale. È giusto che ci siano appuntamenti per approfondir la materia con la serietà che merita"
ha affermato la deputata lecchese.

il presidente regionale della Croce Rossa Antonio Arosio

Presenti tra il pubblico anche il presidente del comitato casatese CRI Eros Bonfanti con tutti i volontari, l'assessore casatese Marta Picchi, i membri del Corpo Volontari Protezione Civile della Brianza con il segretario Pellegrini.
È stato il portavoce di Croce Rossa Italiana Tommaso della Longa il primo relatore ad intervenire. "Spesso si sente dire: aiutiamoli a casa loro. Ma quale casa? Ci sono delle convenzioni internazionali da rispettare. E nessuno chiede ad un vigile del fuoco se la persona che sta salvando dalle fiamme è un assassino. Noi salviamo vite e tirarci la giacchetta su una polemica politica non va bene", ha affermato. "I flussi migratori non sono emergenza ma fatto storico, legato a condizioni naturali e dell'uomo. Noi siamo testimoni di quello che succede e raccontiamo e portiamo sui tavoli istituzionali ciò che vediamo", ha spiegato, raccontando dei diversi flussi migratori nel mondo. "Ci sono uguaglianze in queste storie: la disperazione, la voglia di tornare a casa. A noi interessano le singole persone e come poter salvaguardare la loro dignità".

Daniele Biella, Tommaso Della Longa, Antonietta Spataro, Gisella Piazza

"L'arrivo sulle nostre coste, è solo un punto di partenza", ha raccontato invece Antonietta Spataro, psicologa dell'emergenza sui molti siciliani, chiamata, insieme agli altri colleghi di Croce Rossa, ad assistere e supportare i migranti appena arrivati. "Il viaggio è un trauma da sradicamento. La nostra identità si crea nel contesto in cui nasciamo ed essere tolti da questa realtà bruscamente influisce in modo negativo sul nostro vissuto". Le storie dei migranti sono di disperazione, ma, in alcuni casi, anche di speranza. "Una ragazza, sbarcata ad Augusta, ha abortito perché schiacciata tra la massa. È andata ad abortire silenziosamente in bagno, perché si vergognava. Siamo stati chiamati perché un'altra ragazza non riusciva ad allattare il suo piccolo bimbo: ora stanno entrambi bene. Spesso vedono la nostra divisa e si affidano, con fiducia e speranza", ha concluso.

Sara Redaelli, il richiedente asilo proveniente dalla Guinea Bissau, Giuseppe Vernero e Bhoye Bah

Nato nel 2015, Centro di Accoglienza Straordinario di Agrate, sotto la guida del responsabile Mario Messina, ha già accolto 1100 persone sbarcate in Sicilia e poi destinate in Lombardia. "Le accogliamo e cerchiamo di far loro capire dove sono arrivate. Dal 2015 abbiamo preparato 3500 pasti e, ogni giorno, organizziamo la scuola e l'istruzione: la lingua italiana ma anche l'educazione civica, le leggi italiane, l'educazione stradale e sanitaria. C'è anche l'assistenza psicologica e psichiatrica", ha spiegato Sara Redaelli, infermiera CRI. "Offriamo fiducia e rispetto che Croce Rossa ci insegna".

Al centro in piedi l'onorevole Gian Mario Fragomeli

Presente anche uno dei ragazzi accolti proprio ad Agrate: proveniente dalla Guinea, è oggi richiedente asilo e volontario CRI del Centro. "Sono qui da un anno. Non avevo mai pensato all'Europa prima di arrivare qui, dopo un viaggio di mesi e mesi, con un periodo di prigionia. Grazie a questo Centro e alla mia cooperativa e a tutti coloro che mi hanno dato una mano, vado avanti, senza dimenticare. Ho promesso a Dio che se avessi avuto una seconda opportunità avrei cambiato vita e aiutato gli altri: ora, qui in Italia, sono in CRI per aiutare. È una bellissima cosa essere volontario: mi aiuta ad andare avanti e ad essere felice. Serve integrazione e comunicazione", ha raccontato.
Gisella Piazza è capo campo del Centro di Accoglienza Temporanea Cappelletti di Como, nato a settembre. "Siamo un campo giovane e ci occupiamo dei servizi base - come l'assistenza medico-sanitario, la fornitura di abiti e pasti, la scuola - per garantire la dignità del singolo e della comunità. La scuola, in particolare, è sempre più seguita: sintomo che chi accede al campo è davvero intenzionato ad imparare la lingua e ad inserirsi", ha spiegato.


"Con altri enti, cerchiamo di fare un lavoro sociale, di prospettiva, per l'inserimento nel tessuto sociale e condurre i nostri ospiti verso i CAS. Il saldo di ciascuna delle persone che accede al nostro campo deve essere positivo. È uno sforzo per garantire uno stimolo all'espressione della potenzialità di ciascuno"
, ha concluso.
Dalla Lombardia al Piemonte, dove il Centro Fenoglio di Settimo Torinese, coordinato da Ignazio Schintu, ospita migranti di diverse nazionalità con il progetto HUB e il progetto SPRAR. "Il Centro è una sfida della città affidata alla Croce Rossa. Si tratta di un modello di accoglienza personalizzata e integrata. Insieme alla città, sono organizzate diverse attività, come la scuola, la formazione professionale e così via, importanti strumenti di integrazione. Notiamo sempre una grande voglia di fare e di mettersi in gioco", ha spiegato Giuseppe Vernero, che a Settimo è operatore e segue numerosi ragazzi, tra cui anche Bhoye Bah.

Foto di gruppo per relatori e volontari della Croce Rossa, con le autorità intervenute

Originario della Guinea, oggi Bhoye è richiedente asilo e volontario CRI e del Servizio Civile. "A Settimo c'è sempre da fare. Ho iniziato subito ad aiutare perché c'è molto bisogno: occorre spiegare a chi arriva come si vive in Italia, la lingua, le varie attività. Aiutiamo anche gli anziani italiani con la distribuzione dei pasti. La scuola è davvero importante per noi", il suo racconto.
A concludere la serata sono state le domande da parte del pubblico presente. La mostra fotografica resterà visitabile fino al 21 maggio, il lunedì dalle 10.00 alle 12.30 e fino a domenica anche nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00.
Laura Vergani
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