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Scritto Mercoledì 17 maggio 2017 alle 11:54

A Casatenovo sono nove i richiedenti asilo. Galbiati, ''serve un modello d'accoglienza''

''Il problema è crescente e gli arrivi sempre più numerosi''. Si è espresso così il sindaco di Casatenovo, Filippo Galbiati
Filippo Galbiati
sul tema dei richiedenti asilo, di estrema attualità anche nella nostra provincia.
Nel corso dell'ultima assemblea di frazione, svoltasi a Rogoredo, il primo cittadino casatese - in qualità anche di presidente dell’Ufficio Coordinamento dei Sindaci che fa da raccordo tra i Comuni, la Prefettura e la comunità montana nelle gestione dell’emergenza migranti- ha voluto fare un breve cenno alla questione, che sino ad ora ha toccato solo marginalmente il territorio della Brianza.
''Ogni settimana si è costretti ad affrontare il problema, decidendo dove dislocare queste persone. Due anni fa era stato sottoscritto un accordo per l'accoglienza diffusa che prevedeva una soglia di tre richiedenti asilo ogni mille abitanti. Questo per evitare una concentrazione soltanto in alcune zone'' ha proseguito Galbiati. ''Il modello però, non si è avverato del tutto perchè ci sono molti territori della nostra provincia che non accolgono. Alla Valsassina ad esempio, è stato chiesto troppo. La presenza di molte strutture turistiche e di seconde case ha favorito una concentrazione elevata e anche la città di Lecco ha dato molto sino ad oggi, bisogna riconoscerlo. Bisogna spingere verso un modello di accoglienza diverso, affinchè ognuno faccia la propria parte''.
Il sindaco ha poi citato brevemente il caso locale: a Casatenovo attualmente vi sono 9 richiedenti asilo ospitati in due appartamenti di Via Leopardi, non lontano dalla parrocchia di San Giorgio. Essi seguono in parte il modello della cosiddetta accoglienza diffusa, altri invece lo ''sprar'', un sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che prevede un progetto più strutturato in collaborazione con enti e associazioni, per favorire ed attuare nel concreto l'inserimento di queste persone nel contesto locale.
''Al momento a Casatenovo non sono previsti nuovi arrivi, ma è bene tenere presente che, numeri alla mano, siamo ben sotto la quota prevista per un Comune di quasi 13mila abitanti come il nostro'' ha concluso il primo cittadino.
Attualmente nella nostra provincia i richiedenti asilo sono circa 1250, dislocati principalmente in quattro grandi centri: il Bione e il Ferrhotel di Lecco, Cremeno e Airuno, mentre i restanti si trovano in strutture più ridotte - di proprietà principalmente privata - dislocate in diversi comuni lecchesi. Un'emergenza riguarda tuttavia proprio il centro di accoglienza del Bione che entro giugno dovrà chiudere per lasciare spazio ai lavori propedeutici alla realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco. Sarà quindi necessario trovare una collocazione per i 200 ospiti della struttura.
G.C.
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