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Scritto Mercoledì 17 maggio 2017 alle 16:46

Casatenovo: distintivi contraffatti dell'Arma e una pistola in auto. Patteggia 18 mesi

Il tribunale di Lecco
Ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione - con il beneficio della pena sospesa - il sessantenne che, fermato martedì pomeriggio durante un posto di controllo dei carabinieri a Casatenovo, è risultato in possesso di un distintivo riconducibile all'Arma e di una pistola occultata sotto il sedile dell'auto.
A seguito degli accertamenti svolti dai militari agli ordini del luogotenente Michele Gerolin, un sessantenne residente a Usmate Velate, P.P., è finito in manette per possesso di segni distintivi contraffatti (articolo 497 ter c.p.) e per la detenzione ingiustificata dell'arma. La licenza regolarmente detenuta dal sessantenne, è risultata infatti valevole per il solo utilizzo sportivo e per la caccia, incompatibile quindi con la presenza della pistola nell'abitacolo del mezzo.
L'episodio risale al tardo pomeriggio di martedì, quando all'usmatese è stato intimato l'alt per un normale controllo, da una pattuglia di militari mentre procedeva alla guida della propria vettura in località Valaperta di Casatenovo a poche centinaia di metri di distanza dalla sua abitazione. Il rinvenimento nel portafoglio del fermato di un distintivo (falso) riconducibile all'Arma, ha fatto scattare una perquisizione nell'abitacolo del mezzo, estesa poi all'abitazione del sessantenne, dove sono stati individuati altri stemmi e segni distintivi illegittimamente detenuti, oltre ad alcune munizioni non denunciate.
Al termine delle formalità di rito i carabinieri della stazione casatese hanno proceduto all'arresto dell'uomo, che nella tarda mattinata odierna è stato accompagnato in tribunale a Lecco per essere sottoposto a processo con rito direttissimo.
Comparso al cospetto del giudice monocratico Nora Lisa Passoni, il sessantenne - dopo la deposizione del vice comandante della stazione dei carabinieri di Casatenovo, Christian Cucciniello, chiamato ad illustrare i fatti contestatigli- ha spiegato di essere un collezionista di segni distintivi, acquistati presso alcuni mercatini, ma di non averli mai esibiti in maniera illegittima per fingersi un esponente dell'Arma. La pistola invece, l'avrebbe portata con sè per non lasciarla incustodita presso la propria abitazione, priva di sistema di allarme.
Giustificazioni che tuttavia non sono parse sufficienti a ''scagionarlo'' completamente dalle accuse, come rilevato nella sua requisitoria dal vice procuratore onorario Pietro Bassi.
Il suo difensore, l'avvocato Serena Bestetti del foro di Monza, ha scelto di avvalersi di un rito alternativo, trovando l'accordo con il pubblico ministero per un patteggiamento. L'usmatese è stato quindi condannato a un anno e sei mesi di reclusione, e al pagamento di 2000 euro di multa, con il beneficio della pena sospesa. Nei suoi confronti, stante l'incensuratezza, non è stata disposta alcuna misura cautelare, tanto che al termine dell'udienza ha potuto fare rientro a casa in stato di libertà.
G.C.
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