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Scritto Giovedì 18 maggio 2017 alle 00:09

Costa: rinviata a luglio la sentenza del Tar sul terreno di via Roma per il Fabbricone

Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) avrebbe dovuto esprimersi in queste settimane sulla vendita del terreno in via Roma a Costa Masnaga. La decisione è stata tuttavia rinviata al mese di luglio.
Sono trascorsi più di quarant'anni quando, nel 1974, la famiglia Beretta, in particolare la vedova Eloisa, lasciò alla parrocchia l'immobile alle spalle di piazza Confalonieri (cascina Luigia) con lo scopo e il vincolo di uno scopo sociale destinato agli anziani.

Il Fabbricone di Costa Masnaga

La famiglia Beretta, residente a Milano in via Monforte 10, si innamorò della collina di Tregolo, di cui divenne proprietaria a seguito dell'eredità della casata Biffi alla fine del XIX secolo. Luigia Andina, moglie di Luigi Beretta, l'8 agosto 1970 fece dono alla parrocchia degli immobili e dei terreni per costruirne un ricovero per gli anziani della plaga. A causa di complesse vicissitudini, l'eredità, stimata in due miliardi e duecento milioni tra beni mobili, immobili e terreni, venne accertata solo il 7 agosto del 1990.
Negli anni a venire non sono mancate le proposte per rivitalizzare l'area, sino all'ultima, presentata nel 2013 alla popolazione. La struttura non veniva concepita come una casa di riposo tradizionale tradizionale, bensì come spazio per andare incontro a una classe anziana autosufficiente o parzialmente sufficiente.
Per realizzare quest'obiettivo, dalle cifre milionarie, era stato costituito il fondo della comunità di Costa Masnaga, gestito da una commissione formata dal parroco e dal sindaco pro tempore, da due persone nominate dal Comune e da tre incaricate dalla parrocchia.
Diversi sono gli enti coinvolti nel progetto: la parrocchia, proprietaria dell'immobile, la Fondazione comunitaria del Lecchese, che ha recentemente finanziato il progetto di "housing molto sociale" e il Comune di Costa. L'amministrazione comunale ha sempre posto la riqualificazione del Fabbricone come punto prioritario all'interno del Piano di governo del territorio (Pgt). Per contribuire finanziariamente all'opera aveva quindi deciso di mettere in vendita un terreno in via Roma. La gara, però, era stata sospesa in via cautelativa dopo che gli eredi della donante ne avevano rivendicato la proprietà.
La vicenda è quindi finita in tribunale e, fino a quando non verrà espressa la sentenza, il Comune non avrà le risorse economiche per finanziare la propria parte. Il Tar non si è espresso a maggio, come previsto. La prossima udienza è stata rinviata a luglio: solo allora si potrà definitivamente fare chiarezza e dare una risposta certa sull'obiettivo che l'amministrazione si è posta.
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