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Scritto Venerdì 19 maggio 2017 alle 14:00

Missaglia: accusata di avere impiegato due persone senza permesso. Donna assolta

Assolta perché il fatto non sussiste. Questa mattina il giudice Enrico Manzi ha chiuso il procedimento a carico di Guan Shaoai, difesa dall'avvocato Paolo Rivetti, accusata di aver violato il decreto legislativo n. 286 art. 12 c5, del1998 in materia di immigrazione.
Nel corso di un controllo operato il 4 dicembre 2013 da personale della Polizia di Stato, dell'Asl e dell'ufficio territoriale del lavoro presso "L'Atelier di Guan S" erano state trovate due persone sprovviste di permesso di soggiorno.
Quest'oggi mentre una delle testimoni ha asserito di non conoscere nessuno dei lavoratori presenti nel laboratorio, dove era impiegato invece il suo convivente, l'altra ha dichiarato di avere incrociato casualmente un uomo, in ciabatte, giunto in treno la sera precedente, ma non in forze presso l'attività.
Non convinto delle dichiarazioni di quest'ultima, il pubblico ministero ha chiesto per lei di procedere con la falsa testimonianza per le dichiarazioni rese, mentre per l'accusata la pena richiesta è stata di un anno reclusione e 600 € di multa.
L'avvocato difensore ribadendo come la presenza di uno degli uomini segnalati a seguito dell'ispezione fosse "recente" e per nulla afferente all'attività lavorativa, ha chiesto l'assoluzione con formula piena mancando tutti gli elementi del reato (dolo, profitto illecito, mancata condotta criminale.
Richiesta che il giudice Manzi ha accolto decretando l'assoluzione in base al secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale.
S.V.
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