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Scritto Martedì 11 luglio 2017 alle 11:53

Monticello: un convegno, un concerto e poesie per valorizzare la lingua lombarda

Si è svolto domenica pomeriggio, presso la baita degli alpini di Monticello, l'evento "Parla Me te Màjet", organizzato dalla sezione di Lecco dell'associazione culturale Terra Insubre, in collaborazione con il Gruppo Alpini di Monticello e l'associazione culturale Lumbardia Tèra Mia e col patrocinio del comune monticellese.

Gli organizzatori dell'iniziativa ''Parla Me Te Màjet''

Diversi gli eventi che si sono susseguiti per tutto il pomeriggio, tra gli interni e il bellissimo parco della baita che hanno ospitato un convegno, una lettura di poesie e un concerto, per riflettere e riscoprire la lingua lombarda.
"La lingua lombarda è una vera e propria lingua. Si dice che è la lingua dei vecchi e dei paesani ma non siamo d'accordo, e i relatori ci diranno come tenerla viva", ha spiegato Maria Vittoria Sala, di Terra Insubre, ringraziando tutti i fautori dell'evento e introducendo i relatori del convegno "Il Lombardo, una lingua da salvare".



Presente anche Simone Luigi Besana, Giuliano Riva, Gabriele Bonacina, Dario Bonanomi e Cristian Riva della neonata associazione Lumbardia Tèra Mia. "Siamo nati quest'anno, per la valorizzazione della lingua e delle tradizioni lombarde. Questa è la nostra prima uscita ufficiale" ha ricordato Riva, prima di lasciare la parola al consigliere di Regione Lombardia Antonello Formenti.

Lo staff cucina del gruppo alpini di Monticello

Dopo aver portato i saluti dell'assessore alla cultura Cristina Cappellini, il consigliere ha presentato brevemente gli articoli 24 e 25, della legge regionale 25 del 2016, sulla salvaguardia e promozione della lingua lombarda. "La legge ha inserito questi nuovi due articolati: l'articolo 24 da indicazioni per la promozione e valorizzazione della lingua, come la ricerca dei toponimi, la musica popolare e il teatro lombardo e così via. La consapevolezza di appartenenza ad un territorio è un valore aggiunto, non è un chiudersi ma un riconoscersi nelle proprie identità ed esserne fieri. Penso che ognuno di noi debba amare il proprio territorio e non avere vergogna di appartenergli, di parlare la propria lingua e di portare avanti la sua cultura", ha ricordato il consigliere a cui è stato consegnato un libro dal sindaco Luca Rigamonti, che ha salutato tutti i presenti. "Sono molto orgoglioso del mio paese e dono questa pubblicazione su Monticello e sulle sue tradizioni", le sue parole.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):


Spazio poi al dialogo-dibattito tra Pietro Cociancich, membro del comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici, e Renato Ornaghi, il monticellese cantautore e cultore della lingua, con il giornalista Gioan Marc Polli come moderatore.
"Una lingua muore se non viene più usata, se i giovani non la parlano. E per la promozione di una lingua bisogna passare tramite punti strategici importanti, tra cui c'è sicuramente la musica. Nell'atlante UNESCO delle lingue in pericolo, e prima ancora negli anni '80, si parla già di lingua lombarda", ha ricordato Polli.

I relatori intervenuti al convegno

Poi, l'intervento di Cocianchich. "In Italia, il termine dialetto ha un significato diverso da quello usato nella linguistica internazionale, che lo considera come varietà di una lingua. In Italia si parla di dialetto come di una lingua parlata in zona ristretta, da poche persone, che non ha lo stesso prestigio della lingua nazionale, una lingua di serie b. Fino a cento anni fa, eravamo abituati a parlare sempre in lombardo. Oggi non siamo più abituati e lo parliamo solo in famiglia o in paese, quando incontriamo gli altri non lo parliamo e non siamo abituati a sentire i giovani parlarlo e ad ascoltare le diverse varianti", le parole del giovane membro del comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici, seguite da quelle di Renato Ornaghi. "La lingua si può difendere in tanti modi e tra questi c'è la musica: ho imparato tante parole inglesi con la musica dei Beatles e così c'è l'idea di usare la musica perché la lingua si ascolti ancora, perché la cosa più brutta per una lingua è non essere usata da nessuno: l'importante è usarla nei diversi contesti, come quello economico e tecnologico: il lombardo è la lingua perfetta per parlare con chi vuole intraprendere", ha spiegato Ornaghi.


Al termine del convegno, il pomeriggio è proseguito con le poesie in lingua lombarda sulle tradizioni di Lombardia di Erminio Fumagalli e con il concerto di Livio Gaio e Davide Billa Brambilla sulle note del tributo a Van De Sfroos, con l'ottimo cibo alla lombarda preparato dal gruppo alpini.

Erminio Fumagalli decanta le sue poesie dialettali

"Siamo molto soddisfatti di questi evento, che abbiamo pensato proprio in questa modalità dinamica, con la possibilità anche di bere e mangiare qualcosa in compagnia. Visto il successo ci piacerebbe riorganizzarlo magari l'anno prossimo" ha concluso Simone Luigi Besana di Lumbardia Tèra Mia.
L.V.
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