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Scritto Mercoledì 09 agosto 2017 alle 19:54

Avis Missaglia: emergenza sangue estiva? ''Noi siamo qui, ma la chiamata non arriva''

''I nostri donatori si sentono - parafrasando il calcio - come quei bravi giocatori sempre in panchina aspettando il loro turno, per alzarsi e dare il proprio contributo''.
E' questo in sintesi, il pensiero espresso dal consiglio direttivo del gruppo Avis di Missaglia che ha voluto commentare così l'appello a donare anche nel mese di agosto lanciato a livello nazionale da alcune sezioni del sodalizio, per far fronte alla cosiddetta emergenza sangue.
Tra loro anche gli esponenti della sezione provinciale di Monza, di cui fa parte anche quella di Besana - alla quale fanno riferimento molti gruppi Avis del circondario casatese - che riprendendo l'hashtag lanciato da Regione Lombardia tramite l'assessore al welfare Giulio Gallera, avevano invitato i propri donatori a fare il proprio dovere, precisando che l'attività di raccolta sangue, sia nei centri ospedalieri di Monza, Vimercate, Desio e Carate Brianza, sia presso le Unità di raccolta avisine, non si ferma neppure ad agosto (clicca qui per visualizzare l'articolo).

Volontari e membri del direttivo del gruppo Avis Missaglia

La situazione nel lecchese invece, sarebbe diversa secondo la versione degli avisini missagliesi. ''Molti nostri donatori - ci hanno detto gli esponenti del direttivo - chiedono come mai di fronte a questo appello, visti i momenti di affanno dell'anno precedente e senza trascurare il problema zanzare, in molti dei nostri centri di raccolta ospedalieri sono diminuiti i giorni di prelievo. Siamo d'accordo sul fatto che le ferie siano sacrosante, ma pensiamo si possa fare una programmazione meno drastica'' le parole degli avisini, che hanno voluto precisare come ''quando si parla di Brianza - puntando il dito verso i ''vertici'' regionali - non si dovrebbe fare riferimento ai soli centri ospedalieri della provincia di Monza. Il suo territorio comprende anche il lecchese''.
E sarebbe proprio questo il punto dolente della questione, perchè se l'attività in quella zona di territorio continua incessante, a detta degli avisini missagliesi ''nei centri ospedalieri della provincia di Lecco diminuiscono i giorni di prelievo e si dilatano i tempi di chiamata dei donatori idonei''. Una situazione che non sarebbe peraltro limitata al periodo estivo: il problema relativo alle tempistiche infatti, si trascinerebbe da molto tempo, tanto da essere già stato segnalato a chi di dovere.
''Per capirci, ogni donatore potrebbe - al condizionale - donare quattro volte l'anno se uomo e due volte l'anno se donna, ma questi valori da molto tempo sono dimezzati'' hanno proseguito gli avisini, spingendosi ad ipotizzare le cause alla base di questa discrepanza fra territori.


''Questioni di bilanci? Di mercato? Surplus di donatori? O mancanza di una gestione organica regionale? A nostro avviso nella Brianza lecchese ci sono potenziali donatori che vengono però ignorati. I motivi sino a questo momento nessuno ha saputo spiegarceli, ma una risposta forse ce la siamo data da soli. Se Regione Lombardia ha nominato il Manzoni di Lecco sito in cui si devono effettuare tutti i controlli sulle sacche di sangue raccolte negli ospedali milanesi e di Sondrio, forse il nostro presidio è in sofferenza di personale'' l'interrogativo posto attraverso la nostra testata dal direttivo missagliese, che resta però in attesa di una conferma. ''Se per il bene degli ammalati dobbiamo aspettare e rispettare questi tempi, ben venga. Ma durante l'anno assistiamo costantemente a campagne dove si invita a donare e a diventare donatori. Noi di donatori ne abbiamo già parecchi e continueremo a fare proseliti in tal senso, ma siamo in difficoltà quando si vedono disparità di trattamento fra donatori nelle chiamate da una provincia all'altra''.
Una tendenza notata anche dagli stessi iscritti (il gruppo di Missaglia ne conta circa 250 tra attivi e non) che hanno posto questa domanda ai referenti dell'associazione i quali, a loro volta, l'hanno girata ai ''vertici'' durante alcune occasioni di confronto a livello provinciale, senza però ottenere risposta. ''Riteniamo che Regione Lombardia, che si dichiara all'avanguardia in fatto di sanità debba occuparsi di fornire delle spiegazioni, attraverso una pianificazione seria della raccolta sangue, per arrivare a riequilibrare il flusso delle donazioni una volta per tutte'' l'affondo finale degli avisini missagliesi.

Naturalmente lo spazio resta a disposizione per eventuali repliche o contributi da parte degli interessati.
G.C.
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