Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 157.532.573
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 15/09/17

Lecco: V.Sora: 87 µg/mc
Merate: 87 µg/mc
Valmadrera: 90 µg/mc
Colico: 63 µg/mc
Moggio: 89 µg/mc
Scritto Venerdì 25 agosto 2017 alle 19:35

Missaglia: con l'82° salita Alessandra Casiraghi conquista tutti i 4mila delle Alpi. ''La montagna è un viaggio dentro noi stessi''

Alessandra Casiraghi
Un sogno che si avvera, dopo anni caratterizzati da fatica, emozioni e sacrifici. A pochi mesi dal compimento dei cinquant'anni, Alessandra Casiraghi è riuscita a fare suo un importante record, scalando tutte le 82 cime delle Alpi superiori ai 4mila metri di altezza.
Mercoledì infatti, la missagliese ha raggiunto la Crete du Diable, sul Monte Bianco, conquistando anche la guglia più isolata, che negli anni scorsi per un motivo o per l'altro le era sempre sfuggita.
Un'impresa che va a coronare anni intensi, sportivamente parlando, ma non solo. ''Perchè in montagna - ci ha detto Alessandra - non puoi fingere. E' un continuo viaggio dentro noi stessi, una lettura dei nostri limiti''.
Una vera e propria scuola di vita per l'alpinista, che dopo quasi venticinque anni di attività traccia un bilancio più che positivo dei suoi ''sali e scendi'' tra una vetta e l'altra,
passando dall'arrampicata su roccia a quella su ghiaccio. Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa, Gran Paradiso e Pizzo Bernina sono solo alcune tra le più celebri cime raggiunte dalla missagliese, che ama l'impresa ad alta quota.
''Sono sempre andata in montagna sin da piccola con i miei genitori'' ci ha raccontato Alessandra, che lavora come assistente scolastica alla primaria di Viganò. ''Poi dopo un periodo di pausa, ho ripreso verso i 22 anni. Ricordo di aver letto su una rivista specializzata, un articolo dedicato a un'alpinista che raccontava la sua passione per le salite in alta quota, a oltre 4mila metri di altezza e mi sono detta: perchè non provarci? All'epoca frequentavo le nostre montagne lecchesi, come il Grignone, ma non mi sentivo portata per l'arrampicata. Piano piano però ho iniziato dalle vette più semplici e da lì non mi sono fermata mai''.


Anno dopo anno la passione per la montagna ha preso il sopravvento nella vita di Alessandra Casiraghi che non si è più accontentata, divenendo membro del "Club dei 4000", un'associazione del Cai di Torino alla quale ci si può iscrivere solo se si sono affrontate almeno 35 vette delle 82 che compongono l'arco alpino. Con l'ultima impresa però, oltre ad aver completato la ''collezione'', la missagliese è diventata la quarta donna d'Italia per maggior numero di cime scalate.


''Quest'ultima impresa è stata particolarmente sofferta: innanzitutto perchè ero reduce da alcuni problemi fisici. A settembre dello scorso anno avevo rotto il femore e mi sono dovuta per forza fermare fino ad aprile, quando ho affrontato una via del canale di Ortles che mi ha tenuto impegnata venticinque ore consecutive'' ha continuato la missagliese, sorella peraltro di un'altra sportiva: la pluricampionessa di corsa, Monica. ''La cresta del Monte Bianco che ho raggiunto nei giorni scorsi poi, l'avevo tentata altre quattro volte, ma per ragioni climatiche o fisiche non ero mai riuscita a portarla a casa. La salita era molto impegnativa, anche in termini di tempo, ma quello che si prova una volta arrivata alla fine non si può nemmeno spiegare''.
Dal 1993 sono tantissime le emozioni vissute da Alessandra Casiraghi in vetta. Una passione che si è evoluta progressivamente, così come il suo modo di affrontare la vita in montagna. Impossibile quindi, mettere a fuoco la memoria e scegliere quella più significativa.


''Potrei dire il Gran Paradiso, perchè ci sono stata con mia mamma per la prima volta, ma tutte le salite mi hanno lasciato qualcosa. A volte per la forza che ci ho messo, altre per la convivenza con i miei compagni di viaggio o perchè ero al limite della fatica e non mi sono arresa'' ha concluso la missagliese, che per il futuro si augura unicamente una cosa: continuare a vivere questa sua passione a trecentosessanta gradi. ''Non si finisce mai di esplorare, sia fuori, sia dentro noi stessi. Bisogna arrivare preparati, sia a livello fisico che mentale. Con la montagna non puoi fingere''.
Gloria Crippa
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco