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Scritto Sabato 23 settembre 2017 alle 22:02

Annone: il Polittico è tornato nella chiesa di S.Giorgio. Cerimonia di ricollocazione

Sono stati numerosi gli interventi alla cerimonia per il Polittico, che dopo 18 anni di attesa è tornato nella sua collocazione originaria: la chiesa di San Giorgio ad Annone Brianza.

  Da sinistra Stefano Perego, Romano Negri, don Maurizio Mottadelli, il Cardinale Angelo Scola,
il sindaco Patrizio Sidoti e l’architetto Enrico Albini


Stefano Perego della commissione biblioteca, che ha moderato l'incontro, ha letto una missiva inviata da Dorina Bianchi, sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali che non ha potuto essere presente alla giornata. "La ricollocazione originaria della pala rappresenta un passo importante per restituire un grande capolavoro all'antico, poliedrico, vivace patrimonio culturale del paese".


A prendere la parola per primo è stato il parroco della comunità pastorale don Maurizio Mottadelli che, dopo aver ringraziato tutte gli enti che hanno sostenuto il restauro della chiesa e la ricollocazione dell'opera, ha posto un interrogativo. "Ne valeva la pena? Noi lo abbiamo fatto per il futuro, per i nostri ragazzi che vivono in un contesto dove tutto sembra passare in fretta, essere virtuale e cancellabile con un click. Non sarà solo un'opera d'arte esposta al pubblico: deve essere un insegnamento per i giovani, per dire loro che c'è qualcosa che resta nel tempo, su cui vale la pena impostare la vita".

Al centro il Sovintendente Luca Rinaldi

Il Sovrintendente Luca Rinaldi si è focalizzato sull'importanza di questo ritorno. "Ha un grande significato per la piccola comunità e la vicenda dimostra l'attaccamento alle radici e alla storia religiosa. E' stata un'esperienza positiva per tante persone che hanno avuto la possibilità di vedere l'opera al Museo Diocesano, luogo di accoglienza, riparo e prima cura. Il luogo dove è collocato il Polittico è un edificio di grande interesse, ornato non solo dalla cappella, ma anche da dipinti murari. Tutto il contesto è stato poi recuperato per raccogliere quest'opera singolare. Il problema è spesso la cura e la manutenzione di questo patrimonio artistico, ma con questa presa in carico, la comunità testimonia c'è attaccamento ed impegno e questo è garanzia che nel futuro continuerà a restare oggetto di attenzione".


L'architetto Enrico Albini, rappresentate dello studio Spreafico che ha seguito i lavori, si è focalizzato sui due interventi: prima il restauro della chiesa e poi la preparazione dello spazio per accogliere l'Ancona della Passione. La cappella in cui è collocata è con ogni probabilità ispirata a quella di Santa Caterina nella parrocchia di San Lazzaro a Milano dove la famiglia Annoni aveva una residenza.


A protezione del Polittico sono stati collocati un cristallo protettivo, un impianto di trattamento dell'aria, l'illuminazione fredda, sensori anti intrusione e allarmi oltre all'idrometro e a sistemi di rilevamento della temperatura.

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Si è invece ripetutamente commosso il sindaco Patrizio Sidoti nel ripercorrere la lunga vicenda. "Ringrazio don Carlo Sala che ha capito da subito il valore del bene portandolo a casa sua e a don Antonio Guadagnini che aveva parlato del Polittico a Monsignor Crivelli, allora presidente del museo diocesano".


L'accordo prevedeva che la pala venisse lasciata al museo per cinque anni e che, dopo il restauro, tornasse ad Annone. Don Davide Consonni, don Maurizio Mottadelli, i Cardinali Tettamanzi prima e Scola poi sono state le persone coinvolte nel faticoso iter per far tornare a casa l'opera.


Romano Negri, in rappresentanza della fondazione comunitaria del Lecchese e della fondazione Cariplo, ha affermato: "siamo stati parte attiva nel restauro della chiesa e abbiamo operato per creare le condizioni per la ricollocazione del Polittico. Siamo grati al Cardinale Scola che ha avuto la delicatezza di accompagnare il suo ritorno in terra lecchese con quest'opera unica comparabile soltanto ad altre due al mondo presenti in Belgio e Danimarca. Ringrazio infine la comunità per la corale e puntale partecipazione al cofinanziamento".


Il Cardinale Angelo Scola ha chiuso il ciclo di interventi. Dopo la benedizione dell'opera, il pomeriggio si è concluso con la banda e le majorettes che hanno accompagnato i presenti al rinfresco in villa Cabella.
M.Mau.
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