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Scritto Mercoledì 11 ottobre 2017 alle 07:43

Casatenovo: tra favorevoli e contrari, serata di confronto con tutti i partiti sul Referendum

A meno di due settimane dal voto del 22 ottobre, i gruppi consigliari di Casatenovo hanno organizzato una serata sul referendum per l'autonomia di Regione Lombardia, invitando politici di entrambi gli schieramenti. E' toccato al sindaco del paese, Filippo Galbiati, introdurre la serata voluta da tutto il consiglio comunale e moderata dai capigruppo Loana Trevisol (M5S) Marco Pellegrini (Più Casatenovo) e Alfio Sironi (PEI).

Il tavolo dei relatori

Il primo ospite a intervenire è stato il consigliere regionale Mauro Piazza di Energie per l'Italia (ex Lombardia Popolare) che ha voluto distinguere tra il "valore politico" e l'"utilità" del referendum del 22 ottobre. Per quanto riguarda il primo, Piazza è convinto che il ricorso al voto popolare permetta di "portare di nuovo al centro del dibattito il tema delle autonomie" nella convinzione che la regione Lombardia possa gestire meglio le materie che ora spettano allo Stato.

Il pubblico intervenuto

Per quanto riguarda la contestata "utilità" dello strumento referendario, il consigliere ha voluto ricordare che è già capitato che amministrazioni regionali di vario colore politico abbiano fatto ricorso alla procedura prevista dall'art 116 della Costituzione per ottenere maggiori spazi di autonomia senza però ottenere nulla. Il voto popolare invece, a suo parere, potrebbe dare alla richiesta di autonomia una ancora più forte legittimazione. La parola è passata poi al consigliere regionale Raffaele Straniero del PD che ha espresso il suo sostegno di massima al testo del quesito, la "richiesta di maggiori competenze alla regione Lombardia", criticandone però la vacuità e la generalità visto che non viene specificato in che cosa tale autonomia si traduca.

Da sinistra Marco Pellegrini, Alfio Sironi, Mauro Piazza

Secondo l'ex sindaco di Oggiono, quindi, il referendum è inutile e oneroso per cittadini visto che "senza alcun costo, la Regione avrebbe potuto preparare un progetto di autonomia rafforzata da presentare allo Stato" come previsto dalla normativa vigente. A sostegno delle sue parole e della strumentalità del voto del 22 ottobre, non ha potuto non citare una recente intervista dell'ex presidente di Regione Lombardia Formigoni che ha ammesso come le trattative tra Lombardia e Stato già iniziate nel 2007 con un governo di centrosinistra fossero naufragate l'anno successivo con l'esecutivo guidato da Berlusconi con la Lega Nord. Qual è lo scopo quindi, del referendum del 22? Secondo Straniero, ci sono pochi dubbi: "a pochi mesi dal voto regionale, il voto serve a Maroni per risollevare una legislatura con pochi successi".


Di parere opposto il capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale Massimiliano Romeo che, dopo essersi lamentato che un tema come l'autonomia possa ancora dividere le forze politiche, ha rilanciato sull'importanza del voto popolare, l'unico modo, a suo parere, per costringere le istituzioni romane a abbandonare parte delle loro prerogative. "Solo con il voto del popolo si può aumentare il potere contrattuale delle Regioni verso lo Stato, dando una spinta ai territori, da nord a sud, per richiedere maggiori competenze in settori chiave come il commercio con l'estero o il coordinamento del sistema tributario" ha sentenziato, venendo accolto dagli applausi dei tanti militanti della Lega Nord presenti in aula.


Sulla stessa lunghezza anche il collega di coalizione Fabio Altitonante di Forza Italia che ha invitato gli elettori a non essere qualunquisti e a "non cedere al cinismo", perché quella del 22 ottobre "sarà una giornata di democrazia" che vale i milioni di euro spesi per organizzarla. Secondo il consigliere regionale, il voto del referendum del 22 si proietterà sulla prossima tornata elettorale e anche per questo "è importante che i cittadini lombardi facciano sentire la loro voce".

Da sinistra Raffaele Straniero, Marco Longoni e Filippo Galbiati

La parola è passata quindi al consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gianmarco Corbetta che ha spiegato l'appoggio del suo gruppo al voto del 22 ottobre, una delle rare intese nel corso della legislatura tra la sua forza politica e le altre presenti in consiglio regionale, come un modo per accorciare le distanze tra il centro gestionale e i cittadini, rafforzandone il potere di controllo. Ha quindi rivendicato i meriti del suo gruppo che ha ottenuto che si provasse per la prima volta in Italia il voto elettronico e che il testo del quesito fosse modificato, chiedendo solo maggiori spazi di autonomia e non la trasformazione della Lombardia in regione a statuto speciale.


Ha voluto quindi chiarire che l'entità del residuo fiscale, cioè la differenza tra le tasse pagate e la spesa pubblica ricevuta, non andrebbe a modificarsi con questo referendum "perché i soldi rimarrebbero gli stessi ma verrebbero gestiti da parte della regione Lombardia", ribadendo in ogni caso che più cittadini voteranno più aumenterà il potere contrattuale regionale nelle trattative con lo Stato.

Gianmarco Corbetta e Massimiliano Romeo

L'ultimo a intervenire è stato il rappresentante di Possibile e Sinistra Italiana Marco Longoni che ha espresso la sua intenzione di "ignorare il referendum perché non ci sono sostanziali effetti positivi". Anche lui non ha obiezioni di principio nel dare "più spazi di autonomia agli enti locali" ma è convinto "che si tratti di un'operazione strumentale coi soldi e gli spazi pubblici". Secondo Longoni, insomma, quello del 22 ottobre è un "referendum inutile e costoso in cui il cittadino viene chiamato a firmare una cambiale in bianco ai politici lombardi per trattare a Roma".

Al centro Loana Trevisol

Finito il giro di interventi, tra cui bisogna ricordare anche quello del sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati che ha ribadito il suo voto favorevole - già espresso peraltro in consiglio comunale qualche settimana fa - si è lasciato spazio alla carrellata di domande dal pubblico a cui hanno risposto gli uomini politici in un unico giro di risposta.
Alessandro Pirovano
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