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Scritto Venerdì 13 ottobre 2017 alle 18:06

Ferrovie: 200 milioni di euro spesi per un raddoppio inutile che ha ferito il territorio senza produrre benefici per i viaggiatori

Come sanno i nostri lettori, Merateonline non esulta per l'opzione raddoppio. Tutt'altro. Sul primo servizio, consapevoli di risalire la corrente, avevamo scritto che l'irruzione della tecnologia e dell'elettronica avrebbero ben presto reso superflue le stazioni. E' stata una previsione facile da azzeccare. Ora ribadiamo che per velocizzare i tempi di percorrenza tra stazioni distanti fra loro non più di 3-4 chilometri, che i convogli, anche i più lenti, coprono in meno di 5 minuti, non occorre spendere 400 miliardi né, tanto meno, aggredire il territorio devastandolo con nuove gallerie, sovrappassi e la seconda linea che correrà in piena valle del Molgora. Ne è necessario abbattere case, villette, un asilo, qualche box e requisire terreni di privati cittadini.
No, è sufficiente applicare massicciamente i sistemi di segnalazione e controllo digitali, al fine di razionalizzare arrivi e partenze dei convogli. L'unico intervento invasivo, a nostro sommesso parere, è quello di realizzare il doppio binario a Osnago, per spezzare la lunga tratta Cernusco - Carnate. Un "lavoretto", se paragonato alle difficoltà di far scendere la seconda linea da Airuno a Porchera con una nuova galleria e poi farla risalire a Olgiate; o bucare la friabile collina della Roncaglia a Pagnano. La vera rivoluzione è sostituire i lunghi treni pendolari con più corti ma assai più rapidi convogli metropolitani. Su tratti di 3-4 chilometri, per ridurre i tempi di percorrenza, occorrono motrici in gradi di accelerare velocemente e di frenare in poche decine di metri, perché é proprio in queste fasi che si allungano i tempi. Dunque, convogli corti, a transito frequente, uno ogni quarto d'ora nelle fasce orarie di punta, e ogni mezz'ora nelle altre. Soste brevi e a tutte le stazioni, salvo tre, quattro corse giornaliere riservate ai diretti Milano-Monza-Lecco-Sondrio. In modo che anche gli osnaghesi abbiamo sempre la possibilità di salire in treno anziché prendere l'auto e raggiungere Cernusco o Carnate. Interventi del genere risparmiano ferite spaventose al territorio, costano senz'altro assai meno del completamento del raddoppio e si realizzano in tempi brevi. Ma la maggioranza dei maestri del pensiero (debole) è per il raddoppio.....

Merateonline 16 febbraio 2001


E raddoppio fu. Con ben altri tempi e soldi rispetto alle previsioni. Spesa prevista 117 milioni di euro; spesa finale oltre 200 milioni di euro. Tempo di esecuzione dell'opera: 1.110 giorni; tempo effettivo oltre 8.000 giorni. Percorrenza: nel 2000 il locale delle 8,31 arrivava a Milano alle 9,08, durata 37 minuti. Nel 2017 il regionale delle 7,31 arriva (se e quando arriva) a Milano Porta Garibaldi alle 8,08, durata 37 minuti.

Ma c'è di più. Un tempo, Osnago a parte, ogni stazione disponeva di un secondo binario per le coincidenze. Ciò rendeva comunque scorrevole il traffico considerando che, cronometro alla mano, tra la stazione più lontana dall'altra - 5 chilometri - lungo la Milano-Lecco-Sondrio, un convoglio impiega non più di tre minuti e mezzo. Adesso con la bella trovata della doppia linea, i binari corrono in parallelo senza mai incrociarsi con un apposito scambio (per l'interscambio in caso di necessità) da Carnate fino a Calolziocorte. Un errore di progettazione che questo giornale aveva sottolineato proprio nel 2001. E Giovanni Battista Albani aveva ribadito durante la cerimonia di inaugurazione il 10 settembre 2008.

Chi ha memoria ricorda bene quanto fosse compatto lo schieramento pro raddoppio, capitanato dall'allora senatore leghista Roberto Castelli, ingegnere, grande esperto di sistemi di assorbimento di rumori e vibrazioni. Oggi basta chiedere a un pendolare a che cosa sia servito il raddoppio per avere la conferma di quanto andavano sostenendo in perfetta solitudine 17 anni fa: a nulla. Quei soldi andavano spesi nell'automatizzare la linea, sostituire convogli, manutenere gli impianti, raddoppiare il numero delle corse. Anziché in gallerie, ponti, paratie fonoassorbenti, sottopassi spesso allagati e impraticabili che hanno prodotto un fatturato di 126 milioni alla Todini Costruzioni "guidata" da Luisa Todini, eurodeputata di Forza Italia dal 1994 al 1999, poi membro del CdA Rai e presidente di poste Italiane.

Ma le colpe dei disservizi insostenibili dei treni locali è di regione Lombardia .... "...responsabile della programmazione e del finanziamento del servizio ferroviario regionale; l'impresa ferroviaria Trenord effettua il servizio definito da Regione Lombardia sulla base di un Contratto di servizio....." che al di là della cinquantina di comunicati quotidiani inneggianti a quanto sono bravi, belli e buoni i nostri governanti, ha lasciato che il servizio scadesse ai livelli degli ultimi mesi, tanto da svegliare dal letargo anche i pigri sindaci del distretto che ora chiedono proprio all'assessore regionale Sorte un incontro per sollecitare massicci interventi. Era ora, qualche volta bisogna abbandonare i guanti bianchi e infilare i guantoni da box. Speriamo serva a qualcosa l'incontro. Perché avanti così non si può andare. E, lasciatecelo dire, basta con l'alibi dei soldi trattenuti a Roma, qui c'è di mezzo l'incapacità di far funzionare un servizio. I soldi ci sono (50 milioni per il referendum consultivo sono lì a dimostrarlo). E' la competenza che manca. Impossibile da compensare con i dispacci quotidiani dell'Istituto Luce regionale.

Claudio Brambilla
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