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Scritto Lunedì 23 ottobre 2017 alle 07:28

E lo chiamano un trionfo

Stravolgere la realtà, ribaltandone i contenuti deve essere una specialità del governo regionale in carica e, in primis di Roberto Maroni, il rivoluzionario professionista della politica, in servizio permanente effettivo da quasi trent'anni.

A mezzanotte lancia un tweet di questo tenore:
"Chiederò che il nostro sistema di voto possa essere utilizzato in futuro, magari già per le prossime
elezioni regionali. Manderò una relazione dettagliata al ministro Minniti che ho già sentito al telefono".  
Dio non voglia: alle 03,00 del mattino il sito della Regione annunciava sconfortato che "a causa di alcune criticità tecniche nella fase di riversamento dei dati delle rimanenti voting machine i risultati completi si conosceranno nella giornata di lunedì 23 ottobre".
 Un disastro, con gli scrutatori chiusi dentro i seggi per ore.
Neppure nell'elezione più sofferta - e ne abbiamo seguite in tanti anni - alle 3 del mattino abbiamo chiuso il computer e siamo andati a dormire.
"Il sistema ha retto, verso risultato epocale", altro tweet degli assessori Fava (agricoltura) e Gallera (Welfare) dopo l'arrivo dei dati delle 19.
Non immaginavano quel che sarebbe accaduto poche ore dopo i due allegrotti.  
"Grazie a tutti per il grande lavoro fatto in tutta questa campagna referendaria! Grazie a tutti quanti sono andati a votare! Siete stati grandi!!! Il grande contributo della provincia di Lecco è frutto del grande lavoro fatto dalla Lega Nord e di tutti coloro ci hanno accompagnati in questa grande battaglia. E da oggi si apre una nuova priorità per l'agenda politica: la questione Lombardo-veneta ed in particolare la questione settentrionale!!! Domani grazie ai lombardi e veneti che oggi hanno deciso di votare diventeranno tutti autonomisti!!!...anche il pd e la sinistra che hanno cercato di boicottare questo referendum!...questa volta sarà la forza del Popolo a cambiare la storia!!! E da domani si lavora per concretizzare la richiesta di maggiore autonomia da parte dei lombardi e dei veneti!
Fuori dalle righe, al solito, Flavio Nogara, segretario provinciale della Lega, che a sentire lui la questione settentrionale (che è vera, esiste, come esiste specularmente una questione meridionale) è praticamente risolta.
I numeri invece dicono tutt'altro.
A quanto risulta alle 6 di stamane, infatti, alle urne si è presentato si e no il 40% degli aventi diritto. Un dato che è sicuramente il più basso nella storia delle elezioni comunali, provinciali, regionali e politiche. E qui i partiti erano tutti per il referendum: Lega, Forza Italia, M5 stelle e persino gran parte del PD guidato dal futuro candidato governatore Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. Ci fosse stato il quorum il referendum non sarebbe passato.
Nonostante il titolo che suona più o meno così: vuoi comperare una Ferrari al prezzo di una 500? E nonostante una campagna pubblicitaria dalle dimensioni mostruose (di cui peraltro non si conosce la modalità di erogazione ai soggetti privati, trattandosi pur sempre di soldi pubblici).
Alla fine una spesa di oltre 50 milioni di euro per arrivare a fatica a portare a votare meno del 40% degli aventi diritto.  

E lo chiamano un trionfo.
Claudio Brambilla
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