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Scritto Lunedì 23 ottobre 2017 alle 11:53

Referendum: il voto elettronico ha fatto flop. L’affluenza, anche. Nonostante i milioni distribuiti ai tanti giornali amici

VOTO ELETTRONICO RISULTATO STORICO - "Abbiamo ottenuto un primo risultato storico per Regione Lombardia - ha sottolineato il presidente Maroni - abbiamo sperimentato un sistema di voto innovativo e sono molto soddisfatto  per come siamo riusciti a gestire il nuovo sistema di voto, elettronico. Un sistema complesso, che ha coinvolto tante persone, che per la prima volta lo hanno gestito, abbiamo avuto qualche criticità, ma il sistema ha funzionato, i paventati hackeraggi non si cono verificati, perché è un sistema iper sicuro, come abbiamo sempre detto, i cittadini onesti sono entrati, gli hacker sono rimasti fuori".


Questo Bobo è davvero un funambolo, vede la realtà rovesciata come in un gioco di specchi. Scrive di successo del voto elettronico - e purtroppo qualcuno ci crede anche - mentre a 12 ore di distanza dalla chiusura dei seggi non è nota neppure l'affluenza definitiva. Il sito della Regione è bloccato dalle 3 di questa mattina. Per riuscire a stravolgere i fatti bisogna avere un allenamento pluridecennale a deformare la realtà in funzione di interessi specifici. In questo caso interessi puramente elettorali perché come abbiamo già scritto se davvero Bobo avesse voluto l'autonomia lombarda - ancora tutta da spiegare al di là dell'immaginario collettivo che però, a giudicare dai primi dati, ha colpito solo una minoranza degli elettori forse più politicizzati o forse più facili alle suggestioni - se l'avesse voluta davvero dicevamo l'avrebbe chiesta assumendo la carica di Ministro dell'interno l'11 maggio 1994, all'indomani della sua nomina da parte di Silvio Berlusconi. O il 12 giugno 2001, da Ministro del Lavoro (rimasto in carica fino al 2006 la legislatura più lunga della storia repubblicana). Oppure ancora il 9 maggio 2008, il giorno successivo al ritorno al Viminale come Ministro dell'Interno (carica ricoperta fino al 16 novembre 2011). E, infine l'avrebbe chiesta a Roma il 18 marzo 2013, dal 30.mo piano del Pirellone nella sua nuova veste di Governatore della Lombardia. No, il referendum lo vara il 22 ottobre di 4 anni dopo, guarda caso a pochi mesi dalle elezioni regionali. Millantando che con il voto la voce dell'autonomia sarà più forte. Ma, come spiega bene il filosofo Massimo Cacciari: " Sono trent'anni che la campana dell'autonomia suona a distesa, sotto governi di ogni bandiera. Non l'ha ascoltata e non l'ascolterà nessuno. Certo, se non vota almeno il 50%, non si può parlare nemmeno di sondaggio". E infatti in Lombardia - diversamente dal veneto che ha tutt'altra storia e tradizione autonomiste - è già un miracolo se alle urne si è recato il 40% degli aventi diritto. A quanti sostengono che si tratta di un risultato epocale diciamo solo che alle Elezioni Europee del 25 maggio 2014 - elezioni che più lontane dall'interesse comune non ci sono - in provincia di Lecco votò il 68,77% degli iscritti. E si consideri che allora la campagna elettorale fu poco pubblicizzata dai candidati.Oggi Bobo ha speso 54 milioni di euro di cui 20 per i tablet e il sistema di voto elettronico. Ma ci deve ancora dire quanti ne ha spesi in pubblicità. E, fatto ancora più rilevante che dovrebbe davvero interessare tutti i lettori anche i più accaniti pro referendum, con quale criterio ha distribuito una ventina di milioni o forse più. Perché i soldi pubblici distribuiti ai privati secondo criteri discrezionali sono una vergogna politica e un'alterazione delle regole del libero mercato. Possiamo capire bene che i giornaloni di regime continuino a parlare di successo dei referendum foraggiati come sono stati dalla pubblicità regionale. Ma chi ha davvero a cuore la libertà di stampa e la sua indipendenza di giudizio dovrebbe indignarsi per questo modo di distribuire decine di milioni a pura discrezione. Facile comperare il consenso, più difficile convincere chi osserva la realtà per quella che è. Per questo, noi e pochi altri giornali davvero indipendenti, ci possiamo permettere di scrivere che questo referendum è stata una presa in giro. Finita in una farsa.
Claudio Brambilla
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