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Scritto Giovedì 09 novembre 2017 alle 16:39

Oggiono, chiesa di S.Agata: interessanti scoperte durante il restauro


Dopo il completamento del restauro del Polittico della chiesa di San Giorgio a Annone Brianza, l'architetto Roberto Spreafico presenterà lo stato dei lavori alla chiesa sussidiaria di S. Agata a Oggiono in piazza Suor Onorina.


Durante la conferenza stampa di sabato 11, l'architetto Spreafico e l'ingegner Riva presenteranno i ritrovamenti che i lavori di restauro hanno permesso di scoprire: due conci lapidei di arenaria locale individuati sulla parte centrale della facciata. Sono chiari i riferimenti all'epoca longobarda sia con l'incisione del nome del sovrano Arioldo sia con gli altri soggetti iconografici.


Le ricerche in corso e un esame più approfondito permetteranno di ottenere ulteriori informazioni.
Chiesa sussidiaria di S. Agata - Parrocchia S. Eufemia - Oggiono LC

Nell’ambito dell’intervento di restauro delle coperture e delle superfici esterne della chiesa si sono individuati sulla parte centrale della facciata due conci lapidei contrapposti di arenaria locale (alti circa 22 cm e lunghi rispettivamente 91 e 122 cm), tagliati con metodo antico, lungo le vene naturali di calcite, sui quali sono presenti incisioni realizzate mediante scalpellature. Dette pietre, sicuramente di riuso essendo collocate capovolte, probabilmente furono reimpiegate nelle trasformazioni della chiesa tra il XVII e XVIII sec., quando venne rialzata ed ampliata. La pietra collocata a sinistra reca una croce greca a quattro braccia, attigua ad una parziale incisione zoomorfa, soggetti ricorrenti negli apparati decorativi di epoca longobarda. La pietra sul lato destro riporta incisa la parola ‘ARIOLDUS’: nome in latino del re Longobardo del VII secolo, più noto come ARIOLDO o ARIOALDO (prese in moglie Gundeberga, figlia di Agilulfo e primogenita della Regina Teodolinda). A fianco è scolpito, con la medesima tecnica, un mezzo busto di uomo, risolto in modo molto schematico e sommario con il viso, il busto e due braccia, una mano alzata e l’altra rivolta verso il basso. L’essenzialità del disegno avvicina all’iconografia di quell’epoca longobarda (vedasi le effigie regali nella monete di quel popolo). Sulla medesima pietra vi è un’ulteriore incisione di un soggetto zoomorfo di difficile interpretazione.
Le ricerche in corso potranno rivelare ulteriori informazioni e novità. (approfondimenti saranno disponibili a breve su www.architetturaspreafico.com).

Arch. Roberto Spreafico
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