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Scritto Sabato 11 novembre 2017 alle 17:34

Sirone aderisce a Retesalute. Non ha convinto la proposta della società mista

Il comune di Sirone ha avviato la procedura per aderire a Retesalute, l'azienda speciale che gestisce i servizi sociali nell'ambito di Merate.
Una decisione validata l'altra sera dal consiglio comunale, che ha votato la proposta all'unanimità: all'assise erano però presenti solo i componenti della maggioranza consiliare e dunque non si conosce il giudizio dei due gruppi di opposizione su questa scelta fondamentale.
Sirone, che non si era pronunciato subito sull'importante argomento, ha quindi scelto di non aderire alla modalità di gestione proposta dall'ambito territoriale di Lecco, cui appartiene e continuerà ad appartenere. La competenza dell'attività di programmazione è infatti in capo agli ambiti (meratese, lecchese e lago-Valsassina), mentre ciascun comune ha la libertà di individuare il modello gestionale per l'erogazione dei servizi sul proprio territorio.

Da sinistra l'assessore Emanuele De Capitani, il segretario Pietro Mastronardi,
il sindaco Matteo Canali e l'assessore Giovanna Sala


Fino a questo momento, Sirone ha lavorato con l'ambito lecchese e ha avuto anche un'esperienza con la modalità oggionese, chiusa tre anni fa.
Il sindaco Canali aveva già sollevato alcuni dubbi in merito alla scelta operata dai comuni dell'ambito di Lecco; perplessità confermate l'altra sera in consiglio quando la maggioranza ha deliberato l'adesione a Retesalute.
L'ambito di Lecco, lo scorso maggio, aveva presentato la proposta di una società mista a prevalente controllo pubblico ma a settembre, a seguito dello studio di fattibilità commissionato a uno studio legale e fiscale con sede a Roma, ha illustrato e poi approvato come modello gestionale quello di una società mista pubblico privato (impresa sociale che potrà avere forma di Spa o Srl) con un rapporto 51%-49%. Il controllo spetterà dunque al soggetto privato che sarà anche socio erogatore del servizio. Tuttavia, come è stato detto giovedì sera in consiglio comunale "ai sensi dell'art. 3 comma 4 del Decreto Legislativo n. 112 del 3/07/17, le amministrazioni non possono esercitare sulla società Impresa sociale, attività di direzione e coordinamento o detenere, in qualsiasi forma, anche analoga, congiunta o indiretta, il controllo di un'impresa sociale ai sensi dell'art. 2359 del codice civile".
Bisogna poi sottolineare che la presidenza di questo tipo di impresa non può essere assunta dai rappresentati delle pubbliche amministrazioni (art. 7 come 2 del Decreto Legislativo n. 112 del 3/07/17).
Nell'assemblea dei sindaci d'ambito dello scorso 18 ottobre era stata votata questa proposta con 21 voti favorevoli, 1 astenuto e 10 assenti, tra cui Sirone.
"Di fronte a questa opzione abbiamo valutato altre possibilità, accogliendo la proposta di Retesalute di avviare un percorso di confronto sulle modalità di gestione dei servizi e di eventuale adesione, attraverso l'attivazione di forme di collaborazione di carattere convenzionale" ha spiegato il sindaco Matteo Canali. "Retesalute è attiva da dieci anni, è a completa partecipazione pubblica e ha all'interno risorse umane per erogare servizi all'interno dei comuni. La nostra scelta di adesione è dovuta al maggior controllo sulla gestione dei servizi sociali. Il modello proposto da Lecco non consente l'effettivo svolgimento del controllo che invece è garantita naturalmente da Retesalute. Nella società mista, l'ipotizzata consulta di vigilanza formata da cinque sindaci è solo un organismo politico, senza la specifica professionalità richiesta per questo tipo di controllo".

I consiglieri di maggioranza

Con l'adesione a Retesalute inoltre, il comune di Sirone va a risparmiare anche sui costi iniziali per la predisposizione dell'atto costituito e sui costi fissi amministrativi annuali, tra cui figurano i compensi del consiglio di amministrazione (nel progetto si parla di 21.600 euro annui), del collegio sindacale e della società di revisione dei conti.
"Entreremo in Retesalute come soggetti parte della rete, nata per svolgere attività all'interno dei comuni, pur essendo consapevoli che pochi comuni dell'ambito oggionese sceglieranno questa strada" ha concluso il primo cittadino.
Secondo l'amministrazione infine, questa scelta non solo è coerente ma anche "attuativa di quanto previsto nel piano di zona unitario degli ambiti distrettuali di Bellano, Merate e Lecco 2015-2017, nelle linee strategiche dettate dal consiglio di rappresentanza dei sindaci e condivise dall'assemblea distrettuale di Lecco, con particolare riferimento agli obiettivi di operare per aree tematiche trasversali piuttosto che per territori, di definire un piano di zona unitario, aumentare il livello di programmazione e gestione congiunta dei servizi e degli interventi".
Michela Mauri
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