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Scritto Sabato 11 novembre 2017 alle 18:29

Oggiono: svelato il ''mistero'' delle due pietre in arenaria rinvenute nella chiesa di S.Agata

Due pietre di arenaria locale con scritte e immagini di epoca longobarda: sono queste le inaspettate scoperte che i lavori alla chiesa di Sant'Agata a Oggiono hanno permesso di portare alla luce.

Da sinistra Luigi Crippa, Enrico Albini, Eros Zanotti e Roberto Spreafico

Poste nella facciata principale, appena al di sotto delle volute settecentesche laterali, le due pietre conservano delle incisioni realizzate con lo scalpello: in una si vede una croce greca con le braccia di dimensioni equivalenti e una incisione zoomorfa, invece, nell'altra si può leggere la scritta "ARIOLDUS", probabile riferimento al sovrano longobardo Arioldo o Arioaldo vissuto nel VII secolo dopo Cristo.
Per presentare questi ritrovamenti e dare informazioni sullo stato dei lavori alla facciata esterna della chiesa di Sant'Agata, sabato 11 novembre, alla conferenza stampa presso la sala dell'oratorio di Oggiono, sono intervenuti Eros Zanotti, titolare dell'azienda incaricata del restauro, Enrico Albini, collaboratore della direzione lavori, Roberto Spreafico, progettista e direttore dei lavori delle opere architettoniche e di restauro, e Luigi Crippa in rappresentanza della parrocchia.


Nell'ottica di restaurare la facciata esterna attraverso la rimozione degli intonaci di metà ‘900, "sono state scoperte alcune particolarità come le due pietre che, verosimilmente incise nel periodo longobardo viste le profonde similitudini con l'iconografia dell'epoca, sono state inserite nel corso dei lavori settecenteschi di ammodernamento della chiesa" ha spiegato il restauratore Eros Zanotti, aggiungendo che la semplicità delle immagini e il loro essere capovolte sembravano nascondere una beffa.
"Le ricerche successive, anche presso la mostra di Pavia dedicata ai Longobardi, hanno fatto emergere profonde somiglianza tra le forme e lo stile delle immagini trovate sulla facciata con l'iconografia tipica del periodo longobardo" ha concluso.


E' quindi probabile che, nonostante la prima attestazione della chiesa di Sant'Agata a Oggiono risalga al XIII secolo, le pietre rinvenute sulla facciata appartengano al periodo longobardo ma siano state inserite solo successivamente nel corso dei lavori di ammodernamento e di elevazione della struttura, effettuati nel corso del XVIII secolo. L'architetto Roberto Spreafico ha offerto ulteriori dettagli sui legami con il periodo longobardo, spiegando come Arioldo o Arioaldo, il cui nome è inciso in una delle due pietre scoperte nei lavori, sia stato prima uomo di fiducia del duca di Torino Agidulfo per poi diventare re dei Longobardi nella prima metà del VII secolo.


Secoli più tardi venne costruita la chiesa di Sant'Agata secondo i canoni romanici come testimoniano alcune tracce rinvenute durante i lavori di questi mesi come la tessitura muraria all'ingresso.
Alle informazioni storiche e sui lavori fornite dal restauratore Zanotti e dall'architetto Spreafico, la parola è passata a Luigi Crippa che ha spiegato come il restauro della chiesa di Sant'Agata, in accordo con la Sovrintendenza, sia stato deciso dalla parrocchia prepositurale Sant'Eufemia di Oggiono. Il costo totale delle opere si aggira intorno ai 300.000 euro di cui quasi il 70% sono coperti grazie a Fondazione Cariplo e a Regione Lombardia mentre il restante delle spese viene finanziato dai fondi parrocchiali.


Per quanto riguarda le due pietre rinvenute che rappresenteranno d'ora in poi un valore aggiunto per la chiesa di Sant'Agata, "saranno mantenute e resteranno visibili" hanno assicurato gli addetti ai lavori.
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Alessandro Pirovano
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