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Scritto Lunedì 13 novembre 2017 alle 18:18

La Comunità Montana nega l'aggiudicazione dell'appalto per accogliere i migranti agli alloggi di Lomaniga e di Monticello

Nessun richiedente asilo arriverà - almeno per il momento - negli alloggi di Missaglia e Monticello messi a disposizione da un privato alla cooperativa Cross, per attuare il cosiddetto programma di accoglienza diffusa.
A dare conferma della notizia è stato il sindaco di Missaglia, Bruno Crippa, che proprio questa mattina ha dicevuto una comunicazione ufficiale dalla Comunità Montana circa la mancata aggiudicazione dell'appalto al Centro ricerca opportunità di sviluppo sostenibile onlus, in mancanza di alcuni requisiti richiesti in sede di gara, relativi all'agibilità degli alloggi stessi.
Nel caso di Missaglia, la cooperativa aveva inizialmente partecipato al bando indetto in estate dalla Comunità Montana, ''mettendo sul piatto'' due appartamenti, entrambi in frazione Lomaniga, per 26 posti complessivamente.

La strada che conduce all'immobile di Cascina Pila messo a disposizione per l'accoglienza diffusa

La prima struttura proposta dalla cooperativa Cross pe l'accoglienza dei migranti era un appartamento situato in località Cascina Pila, o meglio, una porzione di villa situata nel cuore del Parco del Curone, a pochi passi dalla strada provinciale 54 che collega Missaglia al meratese. Dotata di sei camere e quattro servizi igienici, era stata ritenuta dal privato idonea all'accoglienza di un numero massimo di quindici persone.
Il secondo immobile invece, era un appartamento situato in Via degli Ulivi, nel complesso dell'ex cementeria che oggi ospita alcune attività artigianali. Con quattro camere e due bagni al suo interno, era stato proposto dalla cooperativa per l'accoglienza di undici soggetti.
Una notizia, quella relativa al probabile arrivo a Missaglia dei richiedenti asilo, che aveva subito creato scompiglio nella piccola frazione di Lomaniga, ritenuta non adatta ad ospitare un numero così elevato di migranti. Il tema era stato oggetto anche di un animato consiglio comunale, al quale avevano partecipato- sedendo tra il pubblico - parecchi residenti della località missagliese al confine con Montevecchia, che non avevano trattenuto il proprio disappunto per il potenziale e numeroso arrivo.

A destra l'immobile di Via degli Ulivi, nel comparto dell'ex cementeria

Nel frattempo però, la cooperativa ha fatto sapere di voler rinunciare all'alloggio dell'ex cementeria per l'attuazione del progetto, puntando tutto su quello di Cascina Pila, riducendo così i numeri in gioco. Una proposta che tuttavia, non ha ottenuto il via libera della Comunità Montana che, richiamandosi anche ad una recente nota pervenuta dagli uffici comunali circa i requisiti urbanistici dei locali messi a disposizione alla cooperativa Cross, ha negato l'aggiudicazione dei posti messi a disposizione a Lomaniga. Il via libera era infatti vincolato alla ''verifica di conformità degli immobili'', tramite anche la richiesta della documentazione mancante in sede di gara. Gli accertamenti condotti e il parere espresso dal Comune di Missaglia, hanno portato al diniego finale.

Il sindaco Bruno Crippa

''Questo non significa chiudere le porte all'accoglienza diffusa'' ha commentato il sindaco Bruno Crippa. ''Siamo consapevoli che ogni Comune debba fare la propria parte e noi siamo disponibili a farla. Il problema dei richiedenti asilo esiste, ma va gestito con etica, moralità e sicurezza. Gli immobili che i privati mettono a disposizione, devono avere le caratteristiche idonee di agibilità e disporre di tutti i servizi necessari per una accoglienza capace di integrarsi con le nostre comunità. Altrimenti si creano ghetti'' ha proseguito il primo cittadino missagliese, che nelle scorse settimane aveva convocato in municipio i referenti della cooperativa Cross esponendo i propri dubbi rispetto all'attuazione dell'accoglienza in quella zona, nel cuore del Parco del Curone. ''E' necessario sviluppare un rapporto serio e costruttivo tra cooperative che gestiscono i migranti e il Comune di

L'ingresso alla cascina di Casirago a Monticello
dove si trova l'alloggio messo a disposizione
per l'accoglienza diffusa dei richiedenti asilo
accoglienza per sviluppare perscorsi di lavoro per attività socialmente utili. Una formazione capace di far loro acquisire professionalità e conoscenza dei nostri usi e costumi. Questi problemi si risolvono con rapporti istituzionalmente corretti, seri e condivisi come abbiamo fatto e non con posizioni preconcette, mozioni illegittime, fomentate da inutili allarmismi'' ha concluso il sindaco Crippa, riferendosi al documento presentato dal gruppo di minoranza Per Missaglia e frazioni e respinto nel corso dell'ultimo consiglio comunale (clicca qui per visualizzare l'articolo).
Copione analogo anche per quel che concerne l'alloggio di Monticello, messo a disposizione alla cooperativa Cross per accogliere meno di una decina di migranti, dalla stessa proprietà alla quale fanno riferimento i due appartamenti di Lomaniga. Stante le verifiche effettuate - anche a seguito della comunicazione pervenuta dal Comune - la Comunità Montana non ha ritenuto vi fossero le condizioni necessarie per l'aggiudicazione dell'appalto.
In questo caso si trattava di una porzione di cascina in Via Risorgimento, località Casirago, a pochi passi dalla strada provinciale 51. La proposta era arrivata alla Comunità Montana ''extra bando'' ed è stata oggetto della medesima procedura condotta dall'ente, ovvero la verifica di tutti i requisiti necessari. Anche il Comune di Monticello in un certo senso si è espresso sulla questione, dal momento che l'alloggio è stato oggetto di un'ordinanza di sospensione lavori firmata a inizio mese dal responsabile dell'ufficio urbanistica, a seguito di un sopralluogo condotto dalla Polizia locale. Secondo quanto si legge sul documento infatti - inviato per conoscenza alla Procura della Repubblica, come da prassi - presso l'immobile sarebbero state condotte delle opere in assenza del titolo abilitativo edilizio.
Se in entrambi i casi l'aggiudicazione dei posti è stata al momento negata, non è escluso che le proposte possano essere in futuro ripresentate e valutate positivamente, qualora dovessero però sussistere le condizioni per poterlo fare.
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Gloria Crippa
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