Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie. Accetta
  • Sei il visitatore n° 186.410.802
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 13/10/18

Lecco: V.Sora: 83 µg/mc
Merate: 83 µg/mc
Valmadrera: 83 µg/mc
Colico: 74 µg/mc
Moggio: 82 µg/mc
Scritto Sabato 02 dicembre 2017 alle 16:58

Un super gruppo ''argento'' a Palazzo per difendere le ragioni del Mandic. Quando i quarantenni usciranno dalle furerie?

L’aveva profetizzato Aldo Castelli: il futuro politico-amministrativo del nostro territorio arriverà dal passato. Un passato recente, certo, popolato di personaggi che ancora sono attivi su diversi fronti, ma che l’anagrafe inchioda implacabilmente sulla soglia della terza età. E anche oltre. Andrea Massironi, classe 1946, ha convocato a Palazzo per discutere del San Leopoldo Mandic e dintorni, ovvero del socio-sanitario distrettuale Giliola Sironi, Fabiola Dreossi, Roberto Zagni, Giacomo Molteni, Ambrogio Sala, Giovanni Battista Albani, Adele Gatti e Filippo Galbiati, l’unico quarantenne di un supergruppo ultrasessantenne. Il meglio che l’ambito distrettuale – ma diremmo senza tema di smentite l’intera provincia lecchese – può mettere in campo quando sul tavolo ci sono da affrontare problemi inerenti i servizi alla persona e la sanità. Teniamocela stretta questo squadra, perché senza di essa l’ospedale resterebbe privo di difese. E così Retesalute e anche Faresalute, tuttora a rischio in attesa delle decisioni che assumerà la Direzione generale dell’ASST. Che comunque dovrebbe aver fatto tesoro della vicenda Del Boca. E se ancora non ha capito mal gliene incoglierà. Osservando questi amministratori di lungo corso uscire dal palazzo Tettamanti abbiamo provato la netta sensazione del vuoto che ci attende. Già avevamo avuto un mezzo tracollo leggendo le banalità, il mucchio di slogan e luoghi comuni di tale Bergna che coordina Forza Italia. Ma oggi non scorgendo un volto emergente abbiamo avuto la certezza che il dottor Castelli ha pienamente ragione: il futuro di Merate è appeso alla buona volontà di rimettersi in pista di qualche amministratore della generazione nonni. In piazza c’erano da un parte la Lega per la sicurezza in casa e dall’altra il Movimento 5 Stelle per la sicurezza sulle strade. Deprimente. Davvero deprimente. Ma anche dalle parti delle truppe giovanili del PD si respira aria pantofolaia. Possiamo comprendere la riluttanza di Gino Del Boca a scendere in piazza a difesa delle ragioni del padre. Ma i suoi coetanei, quel gruppo di giovani che dovrebbero rappresentare il futuro, dov’erano? Quelli cinguettanti sul treno dell’allodola Renzi sono ancora in stazione? Possibile che a organizzare il presidio siano ancora Albani, Ventrice, Isetti, Riva, Vitali mentre i doppiopettisti Casaletto, Vivenzio, Sellitto, Procopio e giù giù in calando non avvertano la necessità di parcheggiare la lingua e cominciare a muovere mani e gambe? Pensano sul serio che con un comunicato si possa fermare l’azione di disarticolare il Mandic, perché questo è ciò che sta accadendo al di là delle rassicurazioni di circostanza di Gallera? E i consiglieri regionali al netto di Raffaele Straniero? Formenti della Lega è preso a girare le sezioni a caccia di voti per le elezioni di marzo; Piazza e Nava probabilmente prima dei voti sono alla ricerca di una casa ove accomodarsi. E nessuno dei tre che abbia almeno imitato i doppiopettisti scrivendo due parole di solidarietà a Baraldo, Del Boca e, soprattutto, all’intero presidio cittadino. Grazie a Andrea Massironi. Gli va detto e glielo diciamo volentieri pur incrociando spesso le lame. Non ha guardato all’area di appartenenza ma all’interesse comune che è sopra di tutto. Grazie agli otto esperti per dedicare tanto tempo al bene comune. Restate in campo per la miseria. In settimana tutti assieme abbiamo respinto un assalto micidiale, un colpo mortale a uno dei reparti di punta del presidio. Siamo stati lieti di aver condotto la battaglia lanciando la vicenda a livello nazionale. Ma il vero grazie va alle 520 mamme e papà che hanno firmato al “gazebo online” di merateonline. Con queste truppe sempre pronte ci sentiamo di affrontare in prima linea le nuove battaglie che già si profilano all’orizzonte. Fiduciosi e speranzosi che prima o poi i quarantenni usciranno dalle furerie.
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco