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Scritto Lunedì 04 dicembre 2017 alle 10:19

Cassago: la storia di Angelo Colombo nella sua autobiografia aggiornata. Il suo esempio ''uno stimolo per donarsi agli altri''

Seconda edizione del Festival della Cittadinanza promosso dal comune di Cassago Brianza. Sabato 2 dicembre in sala consigliare Angelo Colombo ha presentato la versione aggiornata della sua autobiografia "Voglia di camminare" in cui ha narrato la sua storia e gli ultimi sviluppi della scienza in materia di lesioni al midollo spinale. Ridotto rispetto all'anno scorso, il Festival della Cittadinanza si è esaurito in una serata dedicata alla disabilità e al volontariato dal titolo "Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti".

In primo piano Angelo Colombo

E' toccato al presidente della biblioteca comunale, Ivano Gobbato, introdurre la serata, ricordando la cittadinanza onoraria conferita da Cassago, Bulciago e Nibionno al dottor Brunelli per le sue teorie innovative e sperimentali nella cura delle lesioni al midollo spinale. Fin dagli anni ‘ 90 e grazie anche a Angelo Colombo, offertosi volontario per le sue cure pioneristiche, si è trattato di un impegno capace di portare a risultati all'avanguardia a cui non hanno fatto seguito investimenti adeguati per affrontare in modo efficiente e risolutivo la lesione al midollo spinale. Se i finanziamenti per la ricerca in questo campo non sono stati all'altezza delle aspettative, non è mai venuto però, l'impegno delle persone e dei volontari si è consolata la sindaca Rosaura Fumagalli che ha definito Cassago "un paese ricco perché tanti si mettono a disposizione degli altri". Emblematica in questo senso è la vicenda di Angelo Colombo che "è uno stimolo per donarsi agli altri" perché "in una fase drammatica della sua vita ha avuto la forza di non racchiudersi in sé stesso ma di offrire il suo impegno". Lui e i tanti altri volontari sono un orgoglio per la comunità di Cassago e per chi la guida.

Giuseppe Caffarelli e Maurizio Corbetta

Ha preso quindi la parola il protagonista della serata, Angelo Colombo, che ha messo in luce il ruolo del dottor Giovanni Brunelli di Brescia "che ha cercato di applicare le sue conoscenze in microchirurgia nell'ambito della cura della paraplegia", ricordando il loro incontro fortunato. "Cercava dei volontari per mettere alla prova le sue tecniche e mi sono offerto" ha detto Angelo Colombo.
Da quell'esperienza ne è nato un libro, ora tradotto e diffuso in tutto il mondo: "non volevo creare illusioni ma solo scrivere la verità. Il bisogno di aggiornarlo e metterlo al passo dei tempi è venuto fuori dopo l'incontro con il vicesindaco Guglielmo Giussani che mi ha spiegato come la "mia" cura sia ora applicata in maniera più estesa e con strumenti sempre più tecnologici".


A non venire meno nel corso degli anni è stato il bisogno di volontari anche nel settore della ricerca. "Immaginiamo se fossero loro a entrare in sciopero" ha detto preoccupato Angelo Colombo prima di elogiare l'altruismo e il volontariato perché "chi aiuta l'uomo aiuta se stesso". Si è poi lasciato scappare un ricordo emozionato del dottor Brunelli che, dopo averlo accompagnato passo a passo in una terapia innovativa, "è stato anche uno dei candidati indicati da Rita Levi Montalcini per ricevere il Premio Nobel".


La parola è passata quindi a alcuni amici di Angelo Colombo come il direttore artistico della compagnia teatrale "il portico degli amici di Nibionno" Gino Fognini, l'autore cassaghese Grazio Caliandro e il presidente della biblioteca Ivano Gobbato che si sono alternati nella lettura di passi del libro di Angelo Colombo. Un ricordo particolare glielo ha voluto lasciare Grazio Caliandro che ha letto una poesia ispirata alla sua storia e alle sue ambizioni. Anche Gobbato ha preso la parola, spiegando come molti potenti e famosi abbiano voluto incontrare Colombo per le sue iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi. Un quadro aggiornato sullo stato dell'arte dei trattamenti per le lesioni al midollo spinale lo ha presentato il vicesindaco Guglielmo Giussani che ha ricordato come ci siano una trentina di centri specializzati in Italia per la riabilitazione.

In primo piano da sinistra il poeta Grazio Caliandro e al microfono Ivano Gobbato

"Non provoca solo la perdita dell'attività motoria ma anche decifit alle funzionalità di apparati" ha detto, spiegando come non siano da sottovalutare anche gli "aspetti psicologici: piccoli miglioramenti richiedono anni. La percezione del tempo cambia". Ogni anno in media sono ci sono circa 2000 nuovi tetraplegici e paraplegici in prevalenza uomini mentre l'età media si aggira intorno ai quarant'anni per una serie di motivi: dagli incidenti d'auto e in moto alla cadute, passando per traumi durante le attività sportive. Alcuni lo diventano anche in seguito a esperienze non traumatiche come tumori, patologie vascolari o degenerative.

A sinistra il regista Gino Fognini

"Le nuove frontiere di cura sono neurogenesi e nuove tecnologie" ha riassunto il vicesindaco, confermando come sia forte il bisogno di investimenti. Ha quindi preso la parola l'ex primo cittadino Maurizio Corbetta che ha ricordato l'emozione di aver visto Angelo Colombo camminare per la prima volta sul tapis roulant. "Le feste che ha organizzato erano molto popolari e aperte a tutti, mettendo fianco a fianco politici e cittadini" ha detto.

In prima fila il sindaco Rosaura Fumagalli

A organizzarne alcune negli anni scorsi ci ha pensato Giuseppe Caffarelli che è intervenuto sabato spiegando che, pur occupandosi da anni di volontariato nel campo delle disabilità, si è sentito "veramente volontario quando ho guardato il mondo dalla stessa prospettiva di un disabile". A concludere la serie di interventi è stata la dottoressa Loredana Teofilo che ha condiviso con i presenti una serie di riflessioni sulla medicina, sul volontariato e sulla sua condizione di tetraplegica. "E' importante dare qualità al nostro tempo a seconda dell'unicità di ogni persona" ha detto prima di parlare più approfonditamente della paralisi alle gambe che l'ha avvicinata a Angelo Colombo. "Dopo la confusione iniziale provocata da un trauma che ci fa uscire dalla nostra comfort zone, ciascuno di noi ha dovuto e deve dimostrare resilienza, cioè la capacità di adattarsi al cambiamento" ha continuato, riferendosi anche ai cari che sono stati coinvolti volenti o meno da quella trasformazione.

A sinistra la dottoressa Teofilo

"Ognuno di noi deve guardarsi allo specchio e darsi una motivazione per andare avanti" ha spiegato, aggiungendo come sia irrinunciabile l'empatia per poter vedere e ascoltare gli altri. Per questo è necessario quell'approccio mentale che ci fa perdere anche qualche minuto in più pur di evitare di parcheggiare sul posto destinato ai disabili perché consapevoli delle difficoltà e delle perdite di tempo per altre persone. La volontà di stare con gli altri e di capirli si manifesta anche nel volontariato in cui è possibile sviluppare delle potenzialità. La dottoressa Teofilo ha deciso di concludere facendo riferimento all'impegno e alle decisioni di Angelo Colombo che avrebbero rischiato di restare inutili se non avesse avuto al suo fianco il supporto di altre persone.
La storia di Angelo
di Grazio Caliandro

Della sua fanciullezza non so molto, / solo qualche cosa per sentito dire. / Lo conobbi quando aveva sedici anni / e da allora so a memoria perfino ciò che pensa. / Era un ragazzo bisognoso di consigli, io coi consigli ci sapevo fare: / lo guardai con occhi di padre e accettai la sfida / che c’era nel suo sguardo un po’ ribelle. / Angelo, però, sapeva come farsi voler bene / e sceglieva da chi farsi voler bene. / “Diventerò campione del mondo!” / Amava dire: allora praticava il pugilato. / C’era chi lo derideva, / c’era chi lo incoraggiava / e c’ero anch’io che dovevo consigliarlo. / Cosa gli potevo consigliare se non..come schivare i pugni. / Angelo sapeva schivare i pugni, / ma un colpo del destino lo mise ko / e me lo ritrovai seduto su una carrozzella. / Angelo insisteva: “Diventerò campione del mondo!” / Questa volta intendeva della generosità. / Mise la sua vita a servizio della gente / sfortunata come lui/e, spesso, percorre le righe della cronaca. / Una cronaca vincente, / una cronaca vivente che domani sarà storia:/ la storia di Angelo, la storia di un angelo, forse.
Alessandro Pirovano
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