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Scritto Sabato 06 gennaio 2018 alle 09:37

La lunga transumanza politica di Daniele Nava e Mauro Piazza

Mauro Piazza e Daniele Nava
La lunga transumanza è finita (per il momento). Daniele Nava e Mauro Piazza sono tornati all’ovile che lasciarono tre anni fa per seguire il velleitarismo di Angelino Alfano fondatore del Nuovo Centrodestra fuso poi con l’Udc per generare Area popolare. Seguirne le tracce, in assenza dei classici “pallini”, è complesso.

Dunque, Daniele Nava inizia la sua militanza politica nel Movimento Sociale Italiano e con Fabio Dadati come consigliere entra nell’agone lecchese. Segue Gianfranco Fini nel passaggio dal Msi a Alleanza Nazionale e poi aderisce al nuovo rassemblement berlusconiano denominato Casa delle Libertà e poi Polo delle Libertà. Con lo scioglimento dei ghiacci passa nel Nuovo centrodestra mentre, dopo l’esperienza di presidente della provincia di Lecco, siede al Pirellone accanto al governatore Maroni come sottosegretario alle riforme istituzionali, agli enti locali ecc. In regione contribuisce alla nascita del sottogruppo Lombardia popolare poi nell’aprile dello scorso anno aderisce alla formazione di Stefano Parisi “Energie per l’Italia” che diventa un gruppo nel consiglio regionale il 5 dicembre scorso. E ieri la lunga traversata finisce con rientro in Forza Italia, anche se per Nava non si tratta di un vero e proprio rientro ma, tutto sommato, di un nuovo ingresso alternativo evidentemente a Fratelli d’Italia della Meloni che sarebbe stato l’approdo più naturale per l’imprenditore 42enne, ex militante dell’ala dura del Msi.

Per Mauro Piazza, invece, si tratta di un vero e proprio rientro nella “cuccia” – non ce ne voglia – occupata militarmente fino a pochi mesi fa dalla sua acerrima avversaria Michela Vittoria Brambilla che si è trasferita con armi, bagagli e quadrupedi al seguito nel movimento animalista da lei stessa fondato e diretto in vista di una sua probabile ricandidatura in Emilia, nella coalizione berlusconiana (evitando così la soglia di sbarramento del 3% che potrebbe esserle fatale). Mauro Piazza, 44 anni imprenditore anche lui, è stato tra i primi animatori di Forza Italia nel lecchese, col suo club “Progetto giovani” aperto nel lontanissimo 1994. Ha seguito il percorso di Nava – o l’hanno disegnato assieme – e anche lui è riuscito a piazzarsi in Regione come consigliere. Col socio in politica aveva dato vita un mese fa al gruppo di Parisi ma, evidentemente, i conti in vista dell’election day hanno consigliato a entrambi di schizzare via rapidamente lasciando l’ex top manager del comune di Milano per porsi al riparo delle più sicure bandiere tricolore.
Giudicheranno gli elettori anche se va detto che Nava e Piazza, a differenza di Alfano e soci, hanno sempre militato nel centrodestra appoggiando lealmente la Giunta Maroni mentre a Roma, il loro capetto Angelino sosteneva il governo Renzi.
D’altronde le grandi manovre sono iniziate: il 4 marzo si vota per il parlamento e il governo della regione Lombardia. Come abbiamo già visto nel lecchese ci sono due collegi uninominali per la Camera e un grande collegio (con 35 comuni bergamaschi come nel collegio uninominale di Merate per Montecitorio) per il Senato. Sono in uscita Gianmario Fragomeli e Veronica Tentori del PD e Paolo Arrigoni, senato, per la Lega Nord. In regione siedono Raffaele Straniero del PD e Antonello Formenti della Lega, oltre a Nava e Piazza.
L’uscita di scena di Michela Vittoria Brambilla ha spalancato le porte a Mauro Piazza che per anni ha scambiato lettere di fuoco con l’ex ministra. Il direttivo regionale forzista ha dato a Nava e Piazza le tessere del partito in virtù del loro innegabile radicamento sul territorio e quindi della capacità di attrarre voti. Come e dove si candideranno i due lo sapremo tra qualche settimana. Di certo c’è che resteranno in campo. Lo conferma l’ultima tappa della transumanza. Il ritorno all’ovile.
Claudio Brambilla
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