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Scritto Mercoledì 10 gennaio 2018 alle 10:09

Vorrei poter credere che in questo luogo, in questo spazio e in questo tempo ho ancora la possibilità di vivere un mondo migliore

UN MONDO MIGLIORE
di Cristina Chiola


Articolo 32: ''la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti''.

Ho riletto e riletto queste poche righe un'infinità di volte. Ho cercato altri articoli che riguardassero la salute ed il diritto alla vita e mi sono soffermata sugli Articoli 2 e 3 della Costituzione.
Il diritto alla salute, come diritto sociale fondamentale, viene tutelato dall'art. 2 Cost. ("La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale"); essendo, inoltre, intimamente connesso al valore della dignità umana (diritto ad un'esistenza degna) rientra nella previsione dell'art 3 Cost. ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese").

Cristina Chiola

DIRITTO AD UN'ESISTENZA DEGNA.
Stop. Diritto ad un'esistenza degna. Ho smesso di cercare ulteriori articoli della legislatura italiana, non credo salvo mia ignoranza ci sia alcun articolo che contenga queste semplici 5 parole. Il senso è implicito negli articoli 2 e 3 della Costituzione ma non dichiarato per iscritto. L'importanza delle parole. L'importanza delle parole SCRITTE.
Sono una donna di 43 anni che rivendica un diritto che nella forma non esiste. Ho il cancro da 30 anni, 30 anni ad ottobre per la precisione e sono paraplegica da 2 anni, 2 anni a febbraio e la mia vita è fottuta. Vita sentimentale, vita sociale, vita lavorativa, tutto fottuto. Tutto distrutto. Rimane la Vita. Treccani definisce la vita come condizione di sistemi materiali (i sistemi viventi, dagli organismi unicellulari a quelli pluricellulari più evoluti) caratterizzati da un alto grado di organizzazione e complessità, e di cui la cellula è considerata unità fondamentale; in essi, un numero elevato di sottosistemi concorrono funzionalmente a costituire un tutto unico, per cui si parla di individuo vivente o organismo che dà luogo a capacità di crescita, sviluppo e movimento autonomo, di autoregolazione, di metabolizzazione, di adattabilità, di reattività e di riproduzione.

MOVIMENTO AUTONOMO E ADATTABILITÀ
E se queste due caratteristiche vengono meno? Se nella vita dell'individuo si perde la capacità fisiologica di muoversi e non si ha la capacità emotiva di adattarsi cosa avviene? So che esistono situazioni peggiori rispetto alla mia, a volte mi si dice anche questo ma i paragoni, almeno personalmente, non mi sono di alcuna consolazione.
Ho condotto una vita densa di emozioni, difficile per molti versi, per i problemi di salute che mi hanno accompagnato sin dall'adolescenza ma ricca e non mi riferisco al senso monetario del termine. Mi si può obiettare che la ricchezza spirituale non può essere compromessa dal deficit fisico ma dopo anni di guerra anche il soldato più impavido può cedere e arrendersi. Questo è quanto mi sta accadendo. Dopo 30 anni mi sono arresa ma la morte vista come guarigione e come pace non sta giungendo rendendo la mia esistenza un incubo giornaliero. Ho il cancro, sono disabile ma per qualche oscura o miracolosa ragione il mio cuore continua a battere. E sono abbandonata. Abbandonata da un sistema sanitario che mi ha tenuto in vita, che ha sostenuto spese altissime in termini di cure chemioterapiche, radioterapiche e ospedaliere per poi una volta raggiunta la stabilità oncologica abbandonarmi in una situazione non dignitosa di vita.
Tanto valeva risparmiarmi mesi di terapie se poi una volta sopravvissuta il sistema anziché ridarmi una possibilità di rimettersi in gioco mi ha sbattuto la porta in pieno volto. Sono una paziente oncologica ma sono anche una paziente che ha subito un trauma midollare e che si ritrova in situazione di paraplegia completa. Questo significa perdita completa, organica e funzionale, dei movimenti spontanei bilaterali degli arti inferiori e nel mio caso anche della sensibilità al tatto e danno più gravoso dell'apparato sfinterico. Significa dover dipendere da altre persone per ogni movimento, spostamento ed evacuazione fisiologica. Significa dover condurre una vita in sedia a rotelle.
Si può vivere in carrozzina? Si può vivere dignitosamente in simili condizioni? La risposta che verrebbe naturale dare a queste due semplici domande sarebbe SI ma non esiste verità in merito, solo chi vive situazioni simili alla mia può rispondere in cuor suo a questi quesiti e per quanto mi riguarda in questo momento la risposta è No.
Rabbia, frustrazione, depressione, solitudine offuscano i miei occhi e non mi fanno più scorgere la bellezza di questa vita e il suo valore, il mio valore perché in cuor mio so di averne uno anche se ora non riesco a riconoscerlo nascosto dal senso di inutilità che sento. Salvata e Abbandonata dal Sistema e dalla Società. Ho ricevuto le migliori cure, per 30 anni, sono scampata alla morte non so neanche più contare le volte per poi essere abbandonata e continuo ad utilizzare questo termine ripetutamente e volutamente nel momento dell'avventura paraplegia. La sedia a rotelle mi è stata consegnata, dopo mia ripetuta richiesta a 68 giorni dalla manifestazione dell'evento di paraplegia, in 4 giorni dalla domanda sanitaria questo a significare che non era destinata a me ma già presente in magazzino, non collaudata al momento della consegna e riconosciuta dopo un anno non a misura per me.
Per due volte durante il ricovero all'ospedale Humanitas Gradenigo di Torino ho rifiutato il rientro al domicilio durante le cure chemioterapiche perché IMPOSSIBILE la gestione della mia situazione a carico dei miei familiari. A seguito del mio rifiuto di dimissione sono stata trasferita una prima volta nel reparto di fisioterapia (LIVELLO 2) dello stesso ospedale totalmente inadeguato a gestire una tale situazione.
La seconda volta ho continuato la degenza nel reparto oncologico dello stesso ospedale. Le dimissioni sono avvenute a 118 giorni dal ricovero ma messa alle strette tra la scelta di un centro fisioterapico di livello 1 e una casa residenziale ho fatto la CORAGGIOSA scelta di rientrare al mio domicilio assistita dalla mia famiglia e dal servizio sanitario ADI. I percorsi riabilitativi in questo frangente mi sono sempre stati negati per mancanza di stabilità oncologica. Nel dicembre del 2016 la tac risultava finalmente stabile ma anche in questo caso le porte dell'Unità Spinale Unipolare di Torino mi sono state sbarrate per motivi che a questo punto vorrei mi venissero chiariti.
Dopo infinite mie insistenze e buon cuore di alcuni medici di mia precedente conoscenza nel marzo del 2017 sono riuscita ad accedere al Centro di Riabilitazione di Villa Beretta in extra regione dove sono stata ricoverata per 3 mesi. Tre soli mesi (di cui uno perso per sopravvenuta infezione delle vie urinarie) per riprendermi la dignità e cercare di costruire una vita nuova su due ruote. Nel 2012 ero già stata in questo centro.
Nel 2012 un coraggioso medico di nome Alessandro Luzzati mi ha salvato la vita sostituendomi 4 vertebre dorsali. Ed io grazie alla fisioterapia ho avuto la forza di rimettermi in piedi ed essere uno dei primi casi al Mondo a tornare a camminare con 4 vertebre sostituite.
Questa volta no, questa volta il mio midollo ha ceduto. Anche questa volta il corpo ha lottato come un leone, le mie cellule si sono in qualche modo riarmonizzate nonostante il veleno che ho loro propinato per l'ennesima volta ma il mio midollo non è guarito.
Questa volta non sono tornata in piedi, sono andata a tappeto e ho provato a rialzarmi ma non ci sono riuscita. In soli 2 mesi ho provato a dare una risposta positiva alla domanda si può ancora vivere in carrozzina?
Ecco questa volta, per la prima volta dopo 30 anni sto gettando la spugna ma con questa lettera sto gridando con le ultime forze che mi sono rimaste aiuto, mi avete abbandonato a me stessa ma ora vi chiedo di farmi vedere come si può fare a scegliere ancora la Vita e non obbligarmi a scelte diverse perché contro ogni statistica io sono ancora parte di questo Mondo e per qualche strana ragione il cancro convive con me ed io nonostante la volontà di andarmene respiro ancora e Dio o chi per lui solo sa ancora per quanto tempo.
Ed io reclamo il DIRITTO AD UN'ESISTENZA DEGNA visto che nel mio Paese non posso rivendicare il DIRITTO AD UNA DEGNA MORTE. Aggiungo che questa denuncia la rivendico non solo per me ma per tutte quelle Persone che si trovano nella mia situazione, per tutti i Diseguali che sono pazienti oncologici (o pazienti di altre patologie quali malattie degenerative) ma che a seguito della malattia sono anche pazienti mielolesi, per tutti quelle Persone che si trovano in una situazione simile per la prima volta e che non sanno da dove iniziare, per tutte le Persone che non hanno le conoscenze per sopperire alle mancanze del Sistema, per tutte le Persone che non hanno i mezzi economici per alleviare le proprie pene e migliorare il proprio stato d'Essere, per tutte le Persone che non hanno Forza di chiedere Aiuto e che si chiudono in se stesse e soffrono nel silenzio delle proprie mura.
Case che divengono prigioni, letti che divengono gabbie e Noi che diventiamo a poco a poco Fantasmi, spettatori delle realtà altrui, spettatori delle normalità di chi amiamo e da cui ci allontaniamo sempre più per non soffrire ulteriormente, per non essere trafitti, il più delle volte involontariamente, da chi con noi ha condiviso la nostra vita precedente prima che il Caos ci facesse perdere la nostra Identità. Il passato ci fotte. Così semplice a parole consigliarci di abbandonarlo, smettere di pensare ad esso nonostante un presente gravoso ed un futuro verso il quale non ci si proietta più perché se c'è una cosa Zen che noi Diseguali abbiamo appreso anche senza seguire gli insegnamenti orientali è che dobbiamo Vivere solo nel Qui e nell'Ora!
Mi appresto a chiudere questo articolo, la scrittura è da sempre il mezzo a mia disposizione per raccontare che cosa sento dentro...verbalmente non sono mai stata così brava e gran parte dei fallimenti della mia vita sono stati causati proprio da questa mia incapacità di comunicazione e così dopo aver scritto il testo in poco più di due ore mi ritrovo dopo tre giorni dalla sua stesura a non sapere come chiuderlo, proprio come avveniva a scuola con i temi in classe...e poi pochi minuti fa mentre stavo chattando con un'Amica, una di Quelle che non ti mollano anche quando visto il mio pessimo carattere attuale dovrebbero farlo, viene fuori l'ennesimo confronto e viene fuori ancora una volta la mia stizza nel disprezzare questa vita, Io che in Essa ho sempre scorto un' immensa bellezza: "Non posso prendermela con gli altri se questa Mia Vita mi fa Schifo", queste le mie parole. E la sua relativa risposta:" Ovvio che no. Questa tua vita fa schifo..... come potremmo pensare di sentirti dire stile Mannoia che la vita è perfetta.....".
Ed ecco il finale per questo mio articolo. Non voglio dilungarmi sul mio pensiero relativo al testo della Mannoia, è facile averne un'idea dopo quanto letto finora ma la Mannoia mi ha rimandato ad un'altra associazione, mi ha rimandato a Vasco e chi mi conosce bene sa che Vasco per me non è un semplice Artista, Vasco è il Komandante e non rimarrò a tediarvi perché qui la storia diventerebbe davvero lunga ed il fuori tema sarebbe garantito.
Vasco ha scritto la Storia della mia Vita anche se ora stento ad ascoltarlo per il dolore che mi provoca. Vasco ha scritto un MONDO MIGLIORE ed ora a questo testo, dopo tutte queste mie elucubrazioni, vorrei poter "ricevere" un Senso diverso dai miei precedenti ascolti.
Ora dopo quanto avervi detto vorrei poter Credere, vorrei ancora poter Credere che Qui in questo Luogo, in questo Spazio ed in questo Tempo c'è ancora la possibilità per me di VIVERE UN MONDO MIGLIORE, il SOGNO DI VIVERE SU DUE RUOTE IL MIO MONDO MIGLIORE.

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