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Scritto Giovedì 11 gennaio 2018 alle 15:04

Monticello: indagine sugli ''orti'' archiviata dal GIP. Il Comune valuta un'azione legale

Un'azione legale per tutelare il Comune anche a seguito del dispendio di energie, forza lavoro e cancelleria da parte degli uffici, nell'ambito delle attività di accertamento e verifica richieste, che avrebbero determinato un rallentamento del quotidiano operato a servizio dei cittadini.
Si tratta di una (eventuale) strada che sta valutando di intraprendere l'amministrazione comunale di Monticello a seguito dell'archiviazione, disposta nelle scorse settimane dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecco Massimo Mercaldo, del fascicolo d'indagine relativo agli orti sociali realizzati nel 2016 nell'area dell'ex campo di calcio di Magritto, in località Torrevilla, nei confronti del sindaco Luca Rigamonti.

Gli orti sociali in località Magritto a Monticello

Un procedimento scaturito dall'esposto alla Procura della Repubblica che era stato presentato nell'estate 2016 dal Comitato Lasciateli Giocare, costituitosi in maniera spontanea a seguito della scelta assunta dall'amministrazione monticellese di realizzare degli appezzamenti terrieri in una parte dell'area sino a quel momento occupata dal campo di calcio di Magritto, scenario per decenni anche della Sagra delle Lumache, organizzata dal GS Torrevilla.
Attraverso l'esposto - inviato per conoscenza anche alla Corte dei Conti - il Comitato chiedeva alle autorità preposte di valutare la sussistenza di eventuali profili di illegittimità nel procedimento amministrativo condotto dall'amministrazione comunale, ma anche di possibili problematiche sul fronte ambientale. Il documento si focalizzava in maniera particolare sul terreno scenario dell'intervento, con l'invito alla Procura a fare piena luce sulla composizione dello stesso.
A vagliare il fascicolo era stato il sostituto procuratore Paolo Del Grosso, che aveva voluto dare risposte agli interrogativi posti dal comitato, disponendo approfondite indagini. In municipio si erano presentati per primi gli uomini della Guardia di Finanza, per acquisire appunto - per conto del PM - la documentazione amministrativa sugli orti sociali. Successivi altri sopralluoghi erano stati effettuati dai tecnici di Arpa, per prelevare campioni di terreno necessari per analizzarne la composizione e verificare eventuale presenza di amianto. Riscontri che avevano dato esito negativo, così come l'analisi effettuata da un perito nominato direttamente dal pubblico ministero, che aveva confermato l'idoneità alla coltivazione del sito per la realizzazione di orti.

Il sopralluogo di Arpa nell'estate 2016 in località Magritto

A Magritto erano giunti anche i carabinieri del Corpo Forestale dello Stato per verificare la segnalazione di un presunto disboscamento dell'area, oltre ai colleghi della locale stazione di Casatenovo e a personale ATS per un controllo circa le condizioni di sicurezza del cantiere relativo agli orti. A seguito di questa prima fase di accertamenti, prima di acquisire i responsi ufficiali circa i controlli effettuati da tecnici e forze dell'ordine, il sostituto procuratore Paolo Del Grosso aveva notificato al sindaco Luca Rigamonti la conclusione delle indagini preliminari, ritenendo plausibile la sussistenza di presunti profili di responsabilità penale. Le ipotesi di reato contestate nel fascicolo al primo cittadino riguardavano proprio la condotta del Comune, beneficiario di risorse economiche da parte di un ente terzo, ovvero Regione Lombardia che aveva erogato un contributo di 7500 euro, nell'ambito di un bando per finanziare orti didattici e sociali.
A seguito dei risultati acquisiti, il pubblico ministero aveva chiesto nei mesi successivi l'archiviazione del fascicolo, dal momento che gli accertamenti effettuati sul terreno dell'ex campo di calcio di Via Vivaldi che oggi ospita gli orti, non avrebbero evidenziato elementi di incompatibilità con la coltivazione, scopo per il quale il Comune aveva deciso di dismettere parte dell'area sportiva, cambiandone la destinazione originaria.
A distanza di alcuni mesi il giudice ha accolto la richiesta avanzata dal PM, decretando l'archiviazione del fascicolo d'indagine

Il sindaco Rigamonti
a carico del sindaco con la seguente motivazione: ''la notizia di reato è infondata ovvero l'accusa non appare sostenibile con esito favorevole in giudizio né ulteriori attività di indagine appaiono proficuamente ipotizzabili al fine eliminare ogni ragionevole dubbio di colpevolezza''.
Una sentenza notificata nelle scorse settimane al primo cittadino di Monticello, ma resa nota soltanto quest'oggi a seguito della richiesta di rimborso avanzata da Rigamonti per coprire le spese legali sostenute e anticipate, stante l'esito favorevole del procedimento.
La giunta inoltre - come è riportato nella delibera di giunta pubblicata proprio quest'oggi - ha dato mandato al segretario comunale, avvalendosi dei responsabili di settore interessati, di valutare se sia il caso di intraprendere un'eventuale azione legale (di cui al momento sono sconosciuti altri dettagli) al fine di tutelare l'istituzione Comune.
Secondo la giunta tutte le attività di accertamento e di verifica poste in essere in quelle settimane, avrebbero infatti determinato ''un dispendio di energie, forza lavoro e cancelleria varia da parte del Comune di Monticello e un rallentamento dell'attività di pubblico servizio''.
Insomma, la questione potrebbe essere tutt'altro che chiusa, anche se dal protagonista di tutta questa vicenda, ovvero il primo cittadino Rigamonti, continua a giungere alle nostre domande un deciso ''no comment''.
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G.C.
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