Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 196.928.872
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 07/03/19

Lecco: V.Sora: 63 µg/mc
Merate: 75 µg/mc
Valmadrera: 79 µg/mc
Colico: 47 µg/mc
Moggio: 97 µg/mc
Scritto Mercoledì 14 febbraio 2018 alle 13:46

Incontri a Villa Beretta/11: Carmelo dopo l’incidente in moto, è sulla sedia a rotelle e lotta per essere un esempio per le sue figlie

Prosegue anche questa settimana la rubrica ''Incontri a Villa Beretta''. Oggi vi proponiamo la storia di Carmelo, che nella struttura sanitaria di Costa Masnaga è arrivato a seguito di un gravissimo incidente stradale. A caratterizzarlo, la grande forza di volontà che sin qui lo ha spinto a non mollare nemmeno un attimo, nonostante le difficoltà della lotta contro la malattia.

"Ricorda, Michela: Carmelo non si abbatte e anche questa volta vincerà"
. Ci siamo lasciati così, prima che lui andasse a cenare nella sala comune, raggiungendo i "compagni" che lo hanno subito accolto con un coro di benvenuto. Sì, perchè Carmelo Riccelli, 67 anni, monzese d'adozione con sangue calabrese, è un buontempone a cui tutti sono affezionati e la sua assenza all'ora del pasto è stata subito notata.
Carmelo aveva tredici anni quando ha preparato le valigie, ha salutato i parenti e, insieme ad alcuni amici, è arrivato in Brianza, a Monza, città da cui non si è più spostato.
Dopo 41 anni di servizio, prima come conducente di camion e poi come dipendente della società dei trasporti pubblici monzesi (TPM), nel 2009 ha raggiunto l'età della pensione. Si stava godendo il suo riposo, dopo aver percorso tanti chilometri su camion e sugli autobus. Beffa del destino, proprio su una strada la sua vita ha cambiato corso.
Nel 2011, il giorno del suo compleanno stava percorrendo le vie della città per raggiungere la figlie, che oggi hanno 19 e 24 anni, e festeggiare con loro. All'incrocio a pochi passi dalla destinazione, però, ha avuto un impatto con una vettura. Lui, a
Carmelo Riccelli
mente lucida, comprendendo che lo scontro sarebbe stato inevitabile, si è gettato dalla moto e dall'asfalto non si è più rialzato. Riusciva solo a muovere l'indice e il collo. La corsa disperata in ospedale, presso il San Gerardo, è stata immediata.
Al primo intervento chirurgico di nove ore, ne è seguito un altro, il giorno successivo, di altre due ore per "stabilizzare" la colonna con alcune placche di titanio. E' rimasto poi nel reparto di rianimazione, prima di "approdare" a Villa Beretta per otto mesi, luogo in cui è tornato anche in momenti successivi: nel 2014 per altri tre mesi e nel gennaio 2018. "E' un ambiente meraviglioso in cui ti senti a casa. Non mi sono mai sentito negare nulla, anzi ogni gesto viene fatto con il sorriso, l'educazione e il rispetto".
Il disprezzo è stato il primo sentimento nutrito verso la sedia a rotelle. "Quando mi svegliavo la mattina e vedevo la carrozzina la odiavo. Un giorno però ho pensato che sono loro le mie gambe e, anche se d'acciaio, mi permettono di spostarmi".
Carmelo è tetraplegico: grazie alla fisioterapia è riuscito a fare qualche progresso, come mangiare in autonomia, radersi e svolgere altre attività quotidiane, tra cui, muoversi lentamente con la carrozzina. Pur trovandosi in questa condizione non si piange addosso e non pensa nemmeno a sè, ma ai familiari che lo circondano e che non gli hanno mai fatto mancare l'affetto. "La mia è una vita diversa, ma va ugualmente vissuta e portata avanti. Devo continuare a essere d'esempio per le mie figlie, che hanno ancora bisogno di me. Mi supplicavano di restare al loro fianco anche quando ero in ospedale. E' evidente che non posso lasciarle e ora, attraverso la malattia, cerco di insegnare loro che in ogni situazione bisogna saper trovare il lato positivo e affrontare quello che ci viene dato. Ormai vivo per le mie figlie: se avessi dovuto scegliere se morire o rimanere per sempre su una carrozzina, avrei scelto ancora questa sorte perchè le figlie sono la vera motivazione che mi spinge a restare ancora".
Il 67enne ha anche affrontato, in questi anni, due broncopolmoniti bilaterali: è andato in arresto respiratorio e, dopo esserne uscito, ha dovuto convivere per qualche tempo con la tracheotomia. E' stato solo un momento temporaneo, ma non avrebbe potuto essere così. "Non mi piace fare la vittima. Davanti a ogni situazione lotto e affronto quello che ho davanti".
A causa della paralisi che lo colpisce, ha dovuto rinunciare a diversi hobby che riempivano le sue giornate: la corsa e soprattutto la bicicletta con cui si allenava almeno un paio di volte alla settimana, percorrendo anche 70 chilometri. Inoltre, non riesce nemmeno a leggere a lungo. "Nei primi mesi, quando iniziavo a leggere, avevo una sensazione di nausea. Poi ho scoperto che anche questo è determinato dal midollo, che influenza la concentrazione. Vivo male questa cosa perchè ho ancora tanti libri sugli scaffali. Mi piaceva così tanto che più volte mi è capitato di addormentarmi con il libro in mano o di svegliarmi presto la mattina per leggere nuovi capitoli prima di andare al lavoro".
La malattia non ha invece scalfito il suo spirito gioviale. Preferisce soffrire nel silenzio, senza coinvolgere gli altri. "Adoro stare in compagnia e far ridere le persone con le mie battute perchè mi fa piacere tenere su il morale di chi mi circonda. Quando sono solo, però, mi capita di sentirmi triste".

I corridoi di Villa Beretta a Costa Masnaga

Carmelo ha persino fatto pace con il passato. Una scelta per nulla scontata. "L'anno dell'incidente ho sentito al telefono la signora che era rimasta coinvolta con la sua autovettura. Non riusciva a darsi pace: io le ho detto che non è accaduto intenzionalmente. L'ho rassicurata, dicendole che non ero arrabbiato con lei. Eravamo vicini al Natale e mi ha detto che era stato il regalo più bello".
Per uno come Carmelo che è stato abituato offrire il conforto agli altri, è stato difficile chiedere l'aiuto. Gli amici però non lo hanno mai lasciato in disparte e, anzi, hanno continuato a frequentarlo, ascoltando i suoi consigli e cercando la sua presenza. Una presenza che è una medicina per lui e per loro.
Dopo sette anni sulla sedia a rotelle, mostra ancora un'energia fortissima e non nasconde il completo affidamento al Dio che governa la nostra vita. "Da quando sono venuto in Lombardia, ho fatto tante salite e anche questa volta arriverò in cima. Non mollerò mai: mi potrà prendere solo il Signore quando sarà il momento".
Articoli correlati:
07.02.2018 - Incontri a Villa Beretta/10: Emma è affetta di siringomielia, una patologia rara che causa danni ai nervi e dolori neuropatici
31.01.2018 - Incontri a Villa Beretta/9: Antonio Cavalli racconta l’incidente in piscina che gli ha causato la tetraplegia contro cui sta combattendo
24.01.2018 - Incontri a Villa Beretta/8: la docente Giuseppina racconta la sclerosi multipla. ''Non è un limite, ma qualcosa di cui tenere conto''
17.01.2018 - Incontri a Villa Beretta/7: l’incidente in Arabia Saudita e la tetraplegia, l’ingegnere Matteo racconta come la sua vita si è capovolta
10.01.2018 - Incontri a Villa Beretta/6: Cristina Chiola, paziente paraplegica e oncologica, è una donna coraggiosa che si batte per tornare indipendente
03.01.2018 - Incontri a Villa Beretta/5: Ivan Zimbaldi, dopo tre trapianti, combatte contro la mielite. ''Sono un soldato e combattente''
20.12.2017 - Incontri a Villa Beretta/4: Antonio racconta la stenosi lombare. ''Restare qui è stato terapeutico per i muscoli e per la mente''
13.12.2017 - Incontri a Villa Beretta/3: Giovanni Bareato, 13 anni in giro per il mondo. Ora un unico obiettivo: tornare a camminare
06.12.2017 - Incontri a Villa Beretta/2: Giovanna Paolone, paralizzata in un letto a 32 anni, oggi cammina e ha imparato ad accettarsi
01.12.2017 - Incontri a Villa Beretta/1: da medico a paziente, Gianbattista e la sua tetraplegia. ''Misuravo il tempo in secondi, ora in mesi''
29.11.2017 - Il cappellano Padre Luca: ''la vera forza di Villa Beretta non è il medico ma il paziente''
29.11.2017 - Costa: nasce ''Incontri a Villa Beretta'' per raccontare le storie dei degenti. Il dottor Franco Molteni traccia il percorso clinico
Michela Mauri
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco