Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 200.567.847
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 04/05/19

Lecco: V.Sora: 101 µg/mc
Merate: 93 µg/mc
Valmadrera: 92 µg/mc
Colico: 88 µg/mc
Moggio: 106 µg/mc
Scritto Sabato 17 febbraio 2018 alle 14:56

La sfida tra candidati locali alla Camera torna a accendere la politica. Guardiamo le persone adesso, non i partiti o le coalizioni

Sarà pure una legge pasticciata, frutto di estenuanti mediazioni e di meschine astuzie per favorire il partito del promotore della riforma elettorale, resta però il fatto che il “Rosatellum” ci ha ridato il gusto di andare a votare per un candidato che il posto se lo deve conquistare sul territorio, pur scontando l’effetto traino del partito o della coalizione di appartenenza. Prima di oggi il porcellum, regalatoci dal leghista Roberto Calderoli assegnava ai capi partito il diritto di nomina – dei fedelissimi ovviamente al di là del merito e della competenza – semplicemente inserendo l’amico in cima alla lista, là, dove la vittoria era sicura. Così ci si trovava personaggi del tutto sconosciuti che nessuno aveva mai scelto ma che diventavano parlamentari solo per il fatto di appartenere ad un partito e di essere amici di…..  E la disaffezione al voto è cresciuta sempre più negli ultimi anni. Ora possiamo scegliere. E il meratese-casatese – collegio numero 7 di Lombardia 2 – offre candidati espressione del territorio, gente che questa parte di Brianza storica la conosce molto bene e che sa cosa andare a chiedere a Roma. E’ già un bel passo avanti anche se, con questo metodo finalmente democratico eleggeremo soltanto un terzo di deputati e un terzo di senatori. Gli altri due terzi restano nelle mani dei segretari (o dei padroni) di partito.

Alla faccia dei sondaggi la sfida più interessante è tra il milanese Maurizio Lupi – per quanto di casa a Merate – e i brianzoli Angelo Baiguini e Adele Gatti. Con loro Matteo Vismara di Imbersago, Giancarlo Sala di Calco e Daniele Maggioni di Montevecchia. Tutti dei nostri, finalmente. Dicevamo dei sondaggi. Lupi appare nettamente in testa per effetto di un maggior appeal della coalizione di centrodestra. Certo, il politico, già ministro della Repubblica, dovrà spiegare bene il suo tortuoso percorso. Entrato in Forza Italia, sezione Comunione e Liberazione, se n’è andato per seguire Angelino Alfano col nuovo centrodestra che, però, a dispetto del posizionamento politico contenuto nella denominazione del partito, ha governato col PD e durante quella fase Lupi è stato ministro dei lavori pubblici, un dicastero di primo livello, poi abbandonato sulla scia di polemiche apparse anche un po’ troppo pretestuose. Però è rimasto nella formazione che ha fatto da stampella al governo Gentiloni, di centrosinistra, con una evidente contraddizione in termini. Crollato il sogno di Alfano di sostituire Berlusconi alla guida dei moderati, Lupi con altri transfughi tra cui Formigoni, ha dato vita a “Noi per l’Italia”, di cui è coordinatore nazionale, che oggi è la quarta gamba, ovvero la stampella della coalizione di centrodestra. Un ritorno a casa con rientro attraverso uno stretto pertugio. Se il partito supererà la soglia del 3% Lupi potrebbe veder tornare a splendere la propria stella, altrimenti dovrà andare da un’altra Stella, la Gelmini, come un Enrico IV qualunque e sostare, si spera non tre giorni e tre notti sotto la bufera di neve, affinché la coordinatrice regionale di Forza Italia gli apra la porta dell’azzurro castello Matildico.

Assai più semplice la presentazione degli sfidanti. Chi non conosce da questa parte di meratese Angelo Baiguini? Per lunghi anni, dal 1980, ha battuto un paese dopo l’altro a caccia di notizie (ed è sempre stato il migliore a scovarle) per conto del Giornale di Merate di cui è diventato poi direttore. Quasi sul filo di lana (del pensionamento) si è lanciato in politica con il Movimento 5 Stelle e ora batte di nuovo il territorio a caccia però di voti, ritrovando centinaia di facce conosciute in quasi 40 anni di giornalismo locale. La sua appare dai sondaggi come una battaglia persa in partenza ma non giureremmo che quella di Lupi sarà  soltanto una passeggiata sulla carrozza della coalizione.

Idem per Adele Gatti, indomita sindaca di Airuno e presidente dei sindaci del distretto meratese. La zona è a maggioranza di centrosinistra quando alle urne i cittadini vanno per rinnovare i consigli comunali. Poi diventa di centrodestra quando quegli stessi cittadini votano per le politiche e le regionali. Una ragione c’è: il centrosinistra è la continuazione dei partiti storici, all’interno dei quali si faceva scuola e si creava la classe amministrativa. Se i sindaci di area faranno campagna elettorale pancia a terra, ossia casa per casa, a sostenere la loro candidata, Adele Gatti potrebbe schiodarsi dalla percentuale che la vede distaccata da Lupi di una quindicina di punti. Dipende tutto dall’appoggio e dalla mobilitazione degli amministratori meratesi e casatesi in favore della sindaca di Airuno.

Di sicuro la sfida a tre torna a vivacizzare la politica locale anche se, a giudicare dalle piazze centrali, Lega e Forza Italia sembrano uscite dai radar. La Lega è divisa tra maroniani e salviniani e ancora non trova una linea comune, neanche a due settimane dal voto. Del resto il segretario provinciale Flavio Nogara, che mai ha neppure tentato di unificare il partito dopo la rottura con Benedetti, ora pensa a sé e a un posto in regione.

Forza italia….beh il partito azienda è da sempre una macchietta almeno a livello locale. Certo questa volta si è superato aprendo due sedi elettorali, una in via padre Arlati per la Michela Brambilla e i suoi fedelissimi e l’altra in via Manzoni, per Mauro Piazza. Due sedi ma nessuno gazebo, e d’altra parte sarebbe sfondare la barriera del ridicolo vedere fronteggiarsi due tendoni bianchi con le stesse bandiere ma, sotto, gente col coltello fra i denti.
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco