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Scritto Mercoledì 28 marzo 2018 alle 17:31

Oggiono: tre comunità in lutto per l'ultimo saluto all'ex parroco don Amintore Pagani

Una chiesa gremita di persone ha accolto il feretro di don Amintore Pagani nel suo ultimo viaggio terreno. Si sono svolte nel pomeriggio di oggi nella parrocchia di Sant'Eufemia a Oggiono le esequie funebri dell'ex parroco, venuto a mancare nei giorni scorsi all'età di 88 anni.

Il feretro lascia la parrocchia di Sant'Eufemia

Alla funzione, oltre a centinaia di fedeli, erano presenti anche le autorità civili e militari, gli Alpini, la Croce Verde di Bosisio, e gli amministratori dei comuni di Valmadrera, Oggiono e Veniano, paese in provincia di Como in cui don Amintore aveva vissuto la prima esperienza di parroco.
A presiedere la cerimonia è stato il vicario episcopale di Lecco, Monsignor Maurizio Rolla, affiancato da altri sacerdoti tra i quali il parroco di Oggiono, don Maurizio Mottadelli e di Valmadrera, don Adelio Brambilla, il quale, all'inizio della funzione, ha letto ai fedeli il messaggio di condoglianze pervenuto dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini, vicino alle comunità in questo momento di dolore e lutto.


''Don Amintore ci ha lasciati proprio nel periodo pasquale'' ha affermato don Adelio durante l'omelia ''un periodo particolarmente significativo per la vita del cristiano, ma ancora più importante per la vita del prete, che si dedica interamente all'annuncio della crocifissione e della risurrezione di Gesù. Chi vuole essere il più grande, sia il più piccolo e si faccia servo" ha proseguito il sacerdote facendo riferimento alla vita stessa di don Amintore, la cui più grande virtù risiedeva nella bontà.

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Il sacerdote ha proseguito il proprio intervento parafrasando le parole di Madeleine Delbrel: "la bontà è la carità che si fa corpo. Non c'è autentica carità di Dio senza bontà fraterna. La bontà di Cristo è, prima di ogni altra cosa, un incontro che ci rende contenti di esistere, e trovo che in questa definizione rientri in pieno la figura di don Amintore".

Al centro Monsignor Maurizio Rolla, vicario episcopale di Lecco

Il parroco ha riportato anche una lettera scritta al religioso da Daniela, la sua infermiera, che recitava: "grazie per le sue carezze, gli affettuosi sguardi, mi scusi per la mia determinazione e per i baci e gli abbracci che mi rimproverava di non saperle dare". Come affermato da don Adelio, il nome "Amintore" deriva etimologicamente da una parola greca che significa "custodire", un nome dunque provvidenziale poiché il parroco ha svolto e continuerà a svolgere la sua opera di custode sulle sue comunità, proprio come le miriadi di angeli da lui stesso invocate sui fedeli durante le sue confessioni.
Al termine delle esequie i sindaci di Oggiono e Valmadrera hanno voluto esprimere il loro ultimo saluto al religioso a nome delle rispettive comunità.


"Non so quanto riuscirò a dire prima che le parole mi si spezzino in gola. Il mio saluto non può essere solo il saluto di un'istituzione perché tutta la mia vita è stata segnata dalla presenza di don Amintore. Il giorno di S. Eufemia ci siamo visti per l'ultima volta, come sempre mi accolse con un sorriso. Sono convinto che continuerà a vegliare anche sulla mia persona. Come molti di voi presenti, sono stato battezzato, formato come cristiano da don Amintore, quando veniva nelle scuole a insegnarci i sacramenti, quando in questa chiesa faceva catechismo e ci invitava a urlare ‘ti invochiamo Vergine!'. Don Amintore è stato un buon pastore, ha guidato per 34 anni questa nostra comunità, poi è andato a fare tanto altro bene a Valmadrera, ma gli oggionesi hanno continuato a portarlo nel cuore. Caro don Amintore, ora farai il tuo ultimo viaggio, ti ricongiungerai con la tua famiglia, ma rimarrai sempre qui tra noi, a Oggiono. Ricordati sempre di noi e di mandarci tante schiere di angeli''
le parole del sindaco Roberto Ferrari.


A seguire anche l'intervento del sindaco di Valmadrera Donatella Crippa. "Voglio condividere il dolore della mia comunità, oggi presente numerosissima, e mi unisco all'amore che essa nutre nei confronti di don Amintore, una persona profondamente buona. Per questo era così amato, per i suoi modi semplici e spontanei di rapportarsi con le persone. Gestiva la chiesa di Parè ma non solo, seguiva anche tutti i nostri ammalati e per questo sono a lui profondamente grata, per la sua capacità innata di condividere il dolore e avere sempre una parola di conforto per tutti".


Così si sono concluse le esequie di don Amintore Pagani, con centinaia di persone ad accoglierlo, per l'ultima volta, fuori dalla chiesa e per compiere insieme a lui il suo ultimo cammino. Per le parrocchie, e non solo, il vuoto che ha lasciato è grande tanto quanto il segno che ha saputo tracciare nel cuore di tutti.
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