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Scritto Giovedì 05 aprile 2018 alle 18:09

Si parla di Ficarra per l’assenteismo ma si dimentica che con 1500 abitanti ha 40 impiegati, 1 ogni 36 residenti (a Merate 1 ogni 250). Che dice Appello per Lecco?

La stampa a reti unificate ha dato la notizia dell'assenteismo nel comune di Ficarra sui monti Nebrodi, 1.443 abitanti, provincia di Messina, Sicilia. Uno scandalo: la metà e più dei dipendenti entrava, timbrava poi usciva e andava al mercato, a passeggio, a sbrigare commissioni personali e così via. Il dirigente si è stupito alla vista dei carabinieri: ma qui fanno così da trent'anni, pare abbia esclamato. "Scosso - scrive Repubblica - il sindaco, Gaetano Artale. Siamo alla paralisi - dice - stiamo cercando di mandare avanti il Comune con quel poco di personale che ci è rimasto". Naturalmente delle abitudini dei suoi "dipendenti" mai se n'era accorto.

Ma quel che sorprende è la dichiarazione "...Stiamo mandando avanti il comune con quel poco personale che ci è rimasto".

Sapete quanti sono i dipendenti di Ficarra? 54 anche se una decina di posti sono ancora vacanti. Diciamo per non far torto a nessuno 40 via, pari a 1 impiegato comunale ogni 36 abitanti, neonati e centenari compresi. Per notizia gli indagati sono ben 23. Il bello è che nessuno dei grandi giornali si è posto questo problema, tutti scrivono dell'assenteismo, che si è verificato anche a Sanremo se è solo per quello. Ma nessuno che si interroga su come sia possibile che un comune con meno di 1.500 abitanti possa disporre di una quarantina di dipendenti mentre, per fare il solito esempio, Merate con 15mila abitanti, dieci volte tanto, non arriva a 60.

E' davvero uno strano paese, il nostro. E' sempre il dito a fare notizia, la luna, evidentemente è troppo distante anche per le grandi firme del giornalismo.

E seguendo il filo del ragionamento il pensiero torna inevitabilmente ai cervelloni di Appello per Lecco, ispiratori e di fatto autori e sostenitori della fusione di 13 paesi in un'unica grande città per ottenere più soldi dallo Stato e migliorare così i servizi. Ci si domanda come Virginio Brivio possa continuare a brigare con gente come Corrado Valsecchi le cui posizioni possono solo danneggiare la sgangherata maggioranza che governa (si fa per dire) il capoluogo. Valsecchi vorrebbe che noi facessimo un altro buco nella cintura per consentire a chi sta già bene di stare ancora meglio condannando chi sta male, cioè a noi a stare peggio. Ma c'è qualcosa di peggio di questa gente per Lecco, il lecchese, la Lombardia e financo il nord Italia?

Claudio Brambilla
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