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Scritto Venerdì 13 aprile 2018 alle 14:12

Bulciago: educare alla bellezza, in tanti alla serata col prof.Mantegazza per Iterfestival

Si è svolto giovedì 12 a Bulciago il secondo incontro della rassegna "Iterfestival", organizzata dal Consorzio Brianteo Villa Greppi in collaborazione con la Libreria Volante di Lecco. Ospite della serata è stato il professore di pedagogia dell'Università di Milano Bicocca Raffaele Mantegazza che ha affrontato il tema del rapporto tra bellezza e educazione a partire dalla domanda "E' possibile educare alla bellezza e attraverso la bellezza?".

A destra il professor Mantegazza

La serata è stata introdotta dall'intervento della presidente del Consorzio Villa Greppi Marta Comi che ha invitato i presenti a seguire, dopo la serata di Bulciago, tutto il programma della rassegna che continua fino a maggio in vari comuni del territorio. In chiusura è intervenuta la vicesindaca di Bulciago Raffaella Puricelli che ha ringraziato i presenti per la viva e numerosa partecipazione, impegnandosi da parte sua e dell'amministrazione in "nuove proposte di coinvolgimento della comunità per provare a mettere concretamente in atto "l'educazione alla bellezza passando per la bellezza". Così da andare oltre l'apparenza, da cogliere il profondo, la bellezza della solitudine, del silenzio, della santa noia, della lentezza dell'assaporare e del gustare le cose".


A partire dalle considerazioni del professor Mantegazza sui giovani e la bellezza dell'arte "che da voce ai senza voce", l'assessore alla cultura del comune di Bulciago ha voluto anche ringraziare il Consorzio Brianteo Villa Greppi per aver accolto la richiesta di inserire nella prima edizione di Iter Festival la presentazione di "Guerrilla Radio" e de "Il bambino che non voleva essere lupo", dedicati entrambi al bulciaghese Vittorio Arrigoni ucciso in questi giorni del 2011 nella Striscia di Gaza. Di arte, letteratura e formazione abbiamo parlato con il professore Mantegazza nell'intervista che segue.

Professor Mantegazza, che ruolo possono avere la bellezza e l'arte nell'educazione di oggi?

Un ruolo importantissimo. La bellezza infatti, mette di fronte le persone a qualcosa che va a al di là dell'utile, di ciò che ha un prezzo e di ciò che può essere spendibile. E' un'esperienza di totale gratuità in cui una persona non ci guadagna immediatamente nessun valore monetario, pur avendo un'esperienza dalla ricchezza incomparabile. Educare alla bellezza significa educare qualcuno a godere di qualcosa per il solo fatto che esista. Ed è molto importante per i bambini e i ragazzi abituarsi a esperienze in grado di riempirli di gioie e emozioni nel momento stesso in cui le vivono. Come l'amore o i grandi sentimenti insomma, non tutto deve avere un ritorno economico immediato.

La presidente del Consorzio Villa Greppi Marta Comi e il maestra Massimo Mazza della scuola di musica Guarnieri

Nell'incontro ha affrontato l'arte e la cultura a partire dalle esperienze di poeti come Schiller, Shelley, Rilke. Che ruolo aveva in passato e che ruolo può avere la letteratura nel mondo di oggi?

Ho l'impressione che si sia progressivamente affievolita l'idea di scrittore come mestiere. Diventare scrittore era un'attività che impegava del tempo e che richiedeva impegno, dedizione e fatica. Oggi invece, sembra come se ognuno voglia scrivere un libro: basta vivere un'esperienza, bella o tragica che sia, e subito ne nasce la storia per un volume. Nel XIX secolo, ma anche nel Novecento, scrivere un libro era un lavoro faticoso, che richiedeva esperienza e passione oltre a grandi capacità tecniche. Oggi invece, mi sembra come se ci siano meno grandi scrittori e capolavori e, tranne alcuni esempi, decisamente più mediocrità. Vivere una storia non è sufficiente per saperla raccontare. I grandi narratori infatti, magari non l'avevano neppure vissute le storie che raccontavano ma avevano quella grande capacità, tecnica e emotiva, di trasformare in una storia episodi anche banali.

E in generale l'arte cosa può rappresentare nella vita di una persona?

L'arte rappresenta una finestra sul mondo: fa vedere la quotidianità da punti di vista diversi da quelli a cui siamo abituati. Ciò è vero soprattutto per le avanguardie artistiche del primo Novecento. Come nel caso della "ruota di bicicletta" di Marcel Duchamp, l'arte è un filtro per vedere i tunnel i lati nascosti della realtà. Come dice il maestro Mazza (curatore della rassegna) riguardo alla musica, l'arte è un linguaggio che significa sé stesso. La cultura rappresenta sé stessa. Quando sento dire "cosa rappresenta quest'opera d'arte" la mia risposta è sempre la stessa: vuol dire sé stessa, godila e cerca di capire gli effetti che può avere su di te.

Un'esperienza esistenziale insomma?

Tocca le dimensioni più profonde di ogni essere umano. E in questo sta la sua universalità nel senso che riguarda ciò che di umano c'è in tutte le persone: le grandi domande, le grandi angosce, le grandi speranze.

A fronte di quanto detto finora, che consiglio si sente di rivolgere agli insegnati e agli educatori di oggi che lavorano in una società che spesso ha difficoltà a riconoscere il bello e il ruolo dell'arte?

Penso che tutti dobbiamo avere il coraggio di esporre i più piccoli e noi stessi alla bellezza. Non avere paura di andare a vedere una mostra, di ammirare una bellezza naturale, di leggere una poesia, di ascoltare una melodia. Non bisogna averne paura perché questi linguaggi sono scritti secondo i caratteri universali dell'anima. Bisogna sapere che la bellezza è contagiosa.

Alessandro Pirovano
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