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Scritto Sabato 14 aprile 2018 alle 07:46

Valaperta accoglie Mons.Delpini nel 50° di consacrazione della chiesa, 'che sia un luogo che irradia in tutta la terra la sua gioia'

Il canto dei bambini dell'oratorio e una grande folla gioiosa radunata sul sagrato della chiesa parrocchiale. A pochissimi giorni dall'anniversario esatto della consacrazione della chiesa di San Carlo, la comunità valapertese ha ricordato l'importante ricorrenza accogliendo la visita dell'arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini.

Monsignor Delpini accolto al suo arrivo sul sagrato della parrocchia di Valaperta

Era infatti il 15 aprile 1968 quando l'allora arcivescovo di Milano, il cardinal Colombo, consacrava la chiesa della frazione casatese. E cinquant'anni dopo, i fedeli valapertesi hanno accolto ancora l'arcivescovo della diocesi, mons. Delpini, con una grandissima festa.

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Pochi minuti dopo le otto di sera, l'arrivo dell'arcivescovo sul sagrato della parrocchia è stato accompagnato dal canto dell'inno oratoriano "Vedrai che bello", intonato gioiosamente dai bambini dell'oratorio. Mons. Delpini è stato dunque salutato da una folla di fedeli della comunità di Valaperta e di tutta la comunità pastorale di Casatenovo, insieme al parroco e prevosto don Antonio Bonacina, ai sacerdoti e alle religiose e al sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati in fascia tricolore. Prima di celebrare la messa, Mons. Delpini si è concesso una visita ad Agostino Crippa, che vive proprio a pochi passi dalla parrocchia insieme ai genitori Francesca e Giuseppe, che si occupano di lui fin dalla nascita. Un incontro breve ma intenso e commovente, concluso da una benedizione dell'arcivescovo a tutta la famiglia.


Poi, ritornato in parrocchia, l'arcivescovo ha fatto il suo ingresso nella chiesa di San Carlo, a cinquant'anni di distanza dalla sua consacrazione.
"Siamo lieti di celebrare questa sera l'eucarestia con il nostro vescovo", ha ricordato il parroco don Antonio, accogliendo in chiesa arcivescovo e fedeli. "Sono trascorsi cinquant'anni dalla consacrazione della chiesa". Una ricorrenza che tutta la comunità ha voluto celebrare con gioia "perché l'impegno e il sacrificio dei sacerdoti e dei laici siano ricordati con riconoscenza e siano stimolo per l'impregno ecclesiale per il futuro", ha concluso don Antonio, ringraziando l'arcivescovo per la sua presenza e assicurandogli la preghiera di tutta la comunità.

Monsignor Delpini visita la famiglia di Agostino Crippa


Con don Antonio, anche numerosi preti, vicari della comunità o nativi della parrocchia di Valaperta: don Marco Rapelli, don Andrea Perego, don Luciano Galbusera, don Piergiorgio Fumagalli, don Danilo Bonomi, don Ambrogio Galbusera, don Giuseppe Noli, il diacono Gabriele Scariolo e il seminarista Marco Sala. Presenti in chiesa, oltre al sindaco Galbiati, il vicesindaco Marta Comi e altri rappresentanti dell'amministrazione, tra cui l'assessore Fabio Crippa, il capogruppo di minoranza Più Casatenovo Marco Pellegrini e i consiglieri Enrica Baio, Agostino Galbusera e Daniele Viganò.


"Vi ringrazio e mi unisco alla festa di questa comunità, che in questa chiesa ricorda cinquant'anni di vita cristiana. Che il Signore ci aiuti a perseverare nella vita cristiana"
, le prime parole pronunciate dall'arcivescovo, che ha dato poi inizio alla celebrazione eucaristica. Una santa messa solenne e intensa, allietata dal canto della corale di Valaperta e dalla presenza di tanti fedeli, bambini della catechesi, ragazzi e famiglie. E proprio a tutti i fedeli si è rivolto l'arcivescovo nel corso della sua omelia.

L'arcivescovo accanto al parroco don Antonio


Riprendendo le parole della lettura del giorno degli Atti degli Apostoli, mons. Delpini ha infatti delineato l'immagine di una "casa che trema". "La casa dei discepoli trema per la sindrome dell'assedio. E in tutti i tempi può succedere che la casa tremi, per la paura di sentirsi circondata dall'ostilità dell'ambiente, di constatare che i mezzi di cui dispongono coloro che sono contrari alle parole di Gesù e ai valori annunciati dal Vangelo sono troppo più potenti di quelli che i discepoli hanno per difendersi". Di fronte all'annuncio dei valori del Vangelo, della persona umana e della famiglia, di fronte alla promessa della vita eterna, "si diffonde scetticismo e derisione". E la casa trema anche per divisioni e incomprensioni.


Ma come si legge nel brano delle Scritture, "tutti furono pieni di Spirito Santo". "Mi sembra che questa casa che trema sperimenta la presenza della forza di Dio e così si riempie della potenza e della gioia dello Spirito Santo. Ecco il miracolo che succede alla Chiesa che si rende disponibile alla forza dello Spirito. Grazie alla potenza dello Spirito Santo la casa che trema diventa la casa che danza, la casa della festa, la casa che esulta. Ecco: la casa che danza è piena di gioia".

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):


E così anche la comunità. "La nostra comunità se accoglie lo Spirito di Dio si riempie di gioia: facciamo festa e siamo lieti". Una riflessione, poi, anche sull'importante ricorrenza per la chiesa di San Carlo. Sono passati infatti cinquant'anni dal 1968, una data "che rimane nella memoria come un momento di confusione e di speranza. Questi cinquant'anni non sono stati anni facili per le nostre comunità. Ci sono state forse anche ferite e, forse, in questa casa sono custodite lacrime per tanti, che c'erano e adesso non ci sono più, che partecipavano e adesso non partecipano più. E questa nostra comunità riceve come un invito, una vocazione. Santa Chiesa di Dio che abiti in questo territorio, che entri tra queste mura per pregare il Signore, per lodarlo e supplicarlo, per presentargli le tue lacrime e le tue speranze, Santa Chiesa di Dio devi trasformarti da una casa che trema a una casa che danza! Una dimora della gioia che sa irradiare la gioia. Una comunità che sa parlare con franchezza per annunciare a tutti la parola che salva".


Infine, un augurio a tutti i presenti. "Che la Chiesa non sia una casa che trema per l'insidia del mondo contemporaneo, che vacilla per le divisioni che contrappongono i cristiani ma sia una casa che danza, un luogo di gioia che irradia in tutta la terra la sua gioia. Questa è la tua vocazione. Da essere una casa che trema a diventare una casa che danza", ha concluso.

Monsignor Delpini con i sacerdoti della comunità pastorale di Casatenovo e i chierichetti


Al termine della celebrazione, l'arcivescovo ha voluto ringraziare i sacerdoti e i presenti, in particolare coloro che si sono prodigati per l'organizzazione della serata, per "l'amore che volete a questa Chiesa e alla vostra comunità". E come al suo arrivo, anche dopo la benedizione solenne tanti hanno voluto salutarlo personalmente: i fedeli, i bambini del catechismo e che riceveranno il sacramento della cresima nei prossimi mesi, ma anche Giordano e Ivana, missionari originari di Valaperta che tra pochi giorni torneranno in missione in Perù con i loro figli, Mafalda, giovane casatese che sta seguendo il suo percorso di vocazione presso le suore salesiane, e tantissimi altri.

I volontari dell'oratorio di Valaperta

Poi, un momento il rinfresco, preparato con cura dai volontari dell'oratorio valapertese, occasione per festeggiare insieme e anche per osservare un filmino con le immagini della storia della parrocchia e della chiesa di San Carlo, in festa oggi come cinquant'anni fa.
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Laura Vergani
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