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Scritto Domenica 15 aprile 2018 alle 16:13

Missaglia: in oratorio conclusa la settimana di convivenza per gli adolescenti

Si è conclusa venerdì 13 aprile, tra la soddisfazione e i ringraziamenti generali, la settimana di convivenza per gli adolescenti organizzata presso l'oratorio di Missaglia a partire da lunedì 9 aprile. Si tratta di un'attività che a Missaglia viene proposta ormai da diversi anni con l'obiettivo di far vivere ai giovani l'oratorio in un modo nuovo e particolare, non semplicemente come se fossero a casa propria, ma con la possibilità di approfondire il rapporto con gli ambienti parrocchiali, che oltre a quelli legati alla religione, permettono di riscoprire il senso dello stare insieme condividendo spazi e tempi comuni.

Alcuni momenti della convivenza per gli adolescenti in oratorio a Missaglia

I partecipanti alla cosiddetta "convivenza" sono stati circa venti, un numero di presenze praticamente stabile negli anni, tra cui si contano ogni volta gli iscritti che si riconfermano quasi tutti gli anni a fianco di nomi nuovi che si affacciano per la prima volta a questa esperienza formativa. All'inizio della settimana i ragazzi si sono trovati nella serata con tutto l'occorrente per vivere insieme, e quindi zaini, sacchi a pelo, cartelle, musica e materassini per adattarsi all'ambiente e hanno dato il via al percorso comunitario. Una giornata-tipo di questa settimana di convivenza prevede che i ragazzi affrontino alcuni momenti e dinamiche tipiche della quotidianità in compagnia dei loro coetanei, tra queste rientrano sicuramente per esempio l'ansia di dover prendere il pullman per andare a scuola ad una fermata diversa dal solito o lo svegliarsi molto prima per assecondare i nuovi orari. Nel pomeriggio, al termine delle rispettive lezioni, i partecipanti all'esperienza si riunivano in oratorio per studiare e fare i compiti insieme per poi cominciare verso le ore 19 le attività ricreative della sera.


A seguire veniva proposto da don Emanuele Colombo un breve incontro che si focalizzava ogni volta su un aspetto e una testimonianza legati al tema centrale scelto per la settimana: "La bellezza di Dio che irrompe", articolato attraverso l'esperienza di persone comuni che hanno osservato e percepito la bellezza del rapporto con Dio nel momento in cui è entrato nelle loro vite quotidiane. Al termine dell'intervento poi, i ragazzi si impegnavano per apparecchiare insieme la tavola per la cena, durante la quale si sarebbe condiviso e parlato della giornata trascorsa o dei propri interessi, rigorosamente lontani dalle distrazioni e dalle interferenze di un televisore per stimolare la partecipazione di tutti. Alla sera si apriva il momento più legato al divertimento e allo svago poiché gli animatori che hanno seguito i ragazzi in questa esperienza hanno proposto svariate attività per il dopo cena, come ad esempio la visione di un film, una camminata serale alla Rovinata (che a causa del maltempo non è stata effettuata), un corso di cucina in cui gli adolescenti si sono cimentati nella realizzazione di primi, secondi e dolci o l'incontro con l'arcivescovo Mario Delpini a Merate per i diciottenni. La serata più emozionante è stata però l'ultima, tra la malinconia nel fare i bagagli per tornare alla vita quotidiana e la gioia di aver trascorso una settimana fuori da casa, vivendo a stretto contatto con i propri amici e stringendo nuovi legami.

In primo piano don Emanuele Colombo, responsabile della pastorale giovanile missagliese

L'entusiasmo per l'esperienza è stato esteso anche ai social, come "Instagram", sul quale sono stati periodicamente caricati post e foto riguardo ad alcuni momenti della convivenza che hanno testimoniato il forte senso comunitario che si è creato all'interno dell'oratorio in questi giorni. Nonostante la fatica e alcune piccole difficoltà logistiche, come il dormire per terra con materassini e sacchi a pelo e il dover attenersi a orari meno agevoli del solito e prestabiliti, i ragazzi sono ritornati a casa pienamente soddisfatti, condividendo l'unanime voglia di voler ripetere l'esperienza negli anni prossimi e riconfermando la volontà e allo stesso tempo il bisogno di sentirsi parte di una comunità vivace e coinvolgente.
Martina Besana
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