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Scritto Mercoledì 02 maggio 2018 alle 16:01

Bosisio: alla scoperta della scuola ospedaliera de ''La Nostra Famiglia'' dove gli alunni sono seguiti con una didattica personalizzata

Lezioni didattiche strettamente individuali allo scopo di accompagnare lo studente nel percorso di studi, affiancandolo nell'acquisizione delle abilità ante trauma.
La scuola ospedaliera dell'IRCCS Medea, all'interno de "La Nostra Famiglia" di Bosisio Parini, è un istituto come ne esistono già sul territorio, presso l'ospedale Manzoni di Lecco o il San Leopoldo Mandic di Merate. Tuttavia, in questo caso, a caratterizzarne la peculiarità rendendola diversa dalle altre sono proprio pazienti stessi che presentano difficoltà d'apprendimento e che, di conseguenza, devono recuperare le funzioni cognitive e linguistiche.

Da sinistra Carla Andreotti, Orsola Moro, Giulia Giudici, Loredana Stella e Palmira Molteni

I degenti che restano ricoverati per almeno 15 giorni nei reparti di neuro riabilitazione, legata alle lesioni cerebrali acquisite e di riabilitazione funzionale che si occupa invece di problematiche motorie e neuro motorie, hanno la possibilità di frequentare la scuola, riconosciuta a livello statale. L'allievo resta dunque iscritto al proprio istituto ma viene seguito temporaneamente a Bosisio.
"L'attività dell'istituto è andata gradualmente aumentando in passato, ma è sempre rimasta contenuta per via di tempi di ricovero piuttosto brevi: non si sentiva pertanto l'esigenza di offrire la didattica scolastica. Quando si è ampliata l'attività attraverso un ricovero prolungato, abbiamo ricevuto diverse richieste da parte dei bambini ricoverati di poter proseguire gli studi" ha spiegato Carla Andreotti, ex Direttrice Centrale per lo Sviluppo e la Formazione e promotrice della scuola ospedaliera, riconosciuta a tutti gli effetti dallo stato italiano nel sistema scolastico. "Abbiamo cominciando aprendo una classe in fase sperimentale per un anno e, poi, grazie alla sensibilità del dirigente Falcone e all'evoluzione normativa in fatto di bimbi ospedalizzati, abbiamo chiesto il riconoscimento ufficiale".

 
La scuola, avviata nel 2008, si trova oggi presso il quarto padiglione, ove sono state allestite le due coloratissime classi. Dal 2011, i bambini vengono seguiti dalle maestre Giulia Giudici e Palmira Molteni, entrambe afferenti all'organico dell'istituto comprensivo di Bosisio. La pedagogista Loredana Stella fa invece da cerniera tra il percorso clinico e il lavoro delle insegnanti. Questo percorso temporaneo del bambino degente viene analizzato anche dalle neuropsicologhe dell'istituto che studiano le modalità con cui i deficit cognitivi impattano sull'apprendimento.
Gli studenti che frequentano la scuola ospedaliera possiedono infatti una disabilità acquisita, a causa della quale non sempre riescono a recuperare completamente le competenze di base. Il programma di studio per i ragazzi che hanno subito un danno al sistema nervoso centrale deve quindi essere riconfigurato rispetto a quello seguito precedentemente al trauma. Per questo diventa fondamentale la relazione con la scuola di provenienza, dalla quale è possibile ricevere informazioni sull'andamento scolastico del ragazzo. In alcuni casi, viene addirittura promossa una didattica a distanza.


Dopo le dimissioni dall'IRCCS Medea, viene stesa una relazione finale del lavoro svolto mentre la direzione dell'istituto comprensivo di Bosisio provvede a inviare un certificato di frequenza alla scuola di provenienza. In questo modo, l'alunno riesce a non interrompere il percorso scolastico che viene validato dalle due insegnanti anche attraverso il registro elettronico delle scuole ospedaliere di Regione Lombardia.
"La tipologia degli alunni si sta ampliando perchè registriamo anche la presenza di ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado. In questi casi vengono richieste competenze specifiche che stiamo cercando di risolvere a livello regionale cercando di formare delle sottoreti provinciali che permettano uno scambio con i docenti degli istituti di scuole superiori" ha affermato la dirigente scolastica Orsola Moro.


"La nostra attività si esplicita in un'analisi delle difficoltà che gli allievi incontrano nell'apprendimento al fine di porre in atto interventi mirati per far riacquisire abilità significative. Il nostro compito non è quello di valutare (non vengono espressi giudizi in termini numerici, ndr) ma quello di dare valore alle capacità che hanno gli studenti" hanno aggiunto le insegnanti che sostengono gli allievi anche nella partecipazione a concorsi collettivi o individuali.
"La tipologia d'utenza è molto varia e questo comporta un lavoro specifico per ciascun ragazzo. Nel caso del reparto delle cerebro lesioni acquisite, per esempio, alcuni devono imparare nuovamente a scrivere, altri a vicariare la mano e altri ancora a leggere. La conoscenza della didattica speciale delle insegnanti è fondamentale e permette ai bambini un graduale ritorno agli apprendimenti" ha proseguito la pedagogista.


La scuola ospedaliera non è l'unica realtà scolastica presente all'interno de "La Nostra Famiglia". Esistono anche la scuola a particolare finalità frequentata da bambini con un altro bisogno di riabilitazione e il centro di formazione professionale.
Prossimamente dedicheremo uno spazio a parte per conoscere anche queste attività.
Michela Mauri
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