Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie. Accetta
  • Sei il visitatore n° 186.455.495
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 13/10/18

Lecco: V.Sora: 83 µg/mc
Merate: 83 µg/mc
Valmadrera: 83 µg/mc
Colico: 74 µg/mc
Moggio: 82 µg/mc
Scritto Sabato 12 maggio 2018 alle 19:25

Bosisio, Cesana: prospettive future della cura dell'anziano, i risultati della ricerca

A ridosso della conclusione del primo triennio di Living Land, il progetto di welfare comunitario nato nel 2015 grazie al contributo della Fondazione Cariplo, è stata organizzata una conferenza stampa, presso il centro studi di Bosisio Parini, per discutere dell'esperienza e delle prospettive future degli anziani e delle persone in difficoltà temporanea o in situazioni di fragilità. 
L'idea alla base della progettualità del piano di zona, lo strumento di programmazione delle politiche sociali, è stata quella di creare una rete tra comuni limitrofi, una sorta di comunità allargata, al fine di garantire il servizio ma anche intercettare risorse esterne per realizzare progetti di interesse comune come quello degli alloggi di Casa Carpani, inaugurati nella mattinata odierna a Bosisio.



Da sinistra Michela Maggi, Filippo Galbiati, Simone Scerri, Enzo Turani (responsabile dei progetti speciali dell'ATS), Alberto Pasini, Maria Antonia Molteni (consiglio di rappresentanza dei sindaci dell'ATS Brianza), Eugenio Galli, Ruggero Plebani, Stefania Buzzetti e Giuseppe Borgonovo

I 32 comuni afferenti l'ambito distrettuale di Lecco sono stati quindi organizzati in cinque poli: "Questa organizzazione consente di l'assegnazione di risorse di maggiore entità utili a sviluppare progetti condivisi che altrimenti non potrebbero essere realizzati individualmente dai singoli comuni per ragioni di bilancio. L'impegno economico viene poi ottimizzato consentendo di aderire a più progetti" ha spiegato il vicepresidente dell'ambito distrettuale di Lecco nonché vicesindaco di Bosisio Alberto Pasini. "Il progetto sperimentale nasce dalle linee del piano di zona precedenti in cui erano previsti sostegno, cura, creazione di reti per permettere alla persona anziana di restare il più possibile a domicilio" ha affermato Michela Maggi, coordinatrice dell'ufficio di piano dell'ambito di Lecco. 



"Dopo l'impegno triennale nel campo del welfare, è emersa la necessità condivisa con i colleghi di Cesana di approfondire il tema delle prospettive delle politiche sociali e dei servizi a favore degli anziani partendo dalla visione degli adulti di oggi" ha aggiunto Pasini.
Gli amministratori hanno affidato la ricerca a Simone Scerri, psicologo sociale e collaboratore del centro di studi e ricerche di psicologia della comunicazione dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano al fine di poter prevedere scelte amministrative di programmazione e gestione coerenti con le esigenze e le aspettative avvertite dalla popolazione attuale. La ricerca, condotta sui cittadini dei due comuni di età tra 65 e 75 anni, è stata anche un'esperienza di coesione sociale perchè sono stati coinvolti alcuni giovani. 



Tre le fasi del percorso di ricerca: l'incontro con gli amministratori e i tecnici locali per definire le aree da esplorare, due focus group e la fase quantitativa con la somministrazione di un questionario e la conseguente analisi dei dati. "L'obiettivo è quello di mettere a disposizione dei dati per un confronto su scala allargata, far emergere bisogni e aspettative e risorse della popolazione anziana, offrire spunti agli amministratori" ha commentato Scerri.
L'analisi è partita dalle caratteristiche socio demografiche della popolazione: il 38,2%, pari a 73 persone di Bosisio e il 61,8% pari a 118 cittadini di Cesana hanno risposto alle domande del questionario. Lo psicologo ha infatti sottolineato la diffidenza con cui le persone hanno risposto ai giovani, nonostante fossero stati informati dal comune e fossero muniti di un tesserino di riconoscimento con tanto di fotografia. 



Per quanto riguarda i risultati, il 34% del campione ha affermato di non beneficiare di adeguati luoghi e attività di socializzazione, il 57% non considera i giovani del paese una risorsa presente né potenziale. Pochissime sono state le persone che hanno hanno manifestato interesse ad adoperarsi come volontari nei servizi. A questo proposito in linea generale c'è una conoscenza media dei servizi, ma la valutazione di chi ne ha usufruito è molto alta: il 34% del campione non conosce i servizi sociali di base e il 43,5% non ha conoscenze dell'assistenza domiciliare. "La consapevolezza che la qualità dei servizi è alta necessita di pensare a favorire ruoli e meccanismi di facilitazione sociale, avvalendosi di persone note e presenti all'interno del territorio. I servizi ci sono e funzionano bene, ma bisogna trovare il modo di fornire una comunicazione più efficace e attrattiva" ha aggiunto Scerri. Tra i servizi che le persone si immaginano più utili per il futuro ci sono i luoghi e le attività di socializzazione e i trasporti. 



Vi è poi il tema della rappresentazione distorta dei servizi esistenti: è il caso del centro diurno, luogo in cui una percentuale significativa ha affermato di voler utilizzare in caso di bisogno di assistenza. Questo tipo di struttura, però, oltre a non prevedere, come criterio di accesso, la necessità di assistenza è anche frequentato al di sotto delle previsioni. Altri esempi sono quello dell'assistente sociale le cui funzioni non sono note a chi non ha mai beneficiato del servizio e quello e del servizio pasti, erroneamente considerato come rivolto a persone con disabilità temporanea o permanente.
L'utilizzo della tecnologia da parte delle persone coinvolte è abbastanza basso perchè reputato troppo complicato: vengono privilegiati ancora una volta la presenza fisica o il passa parola.
"La ricerca è stata condotta su due comuni della Provincia: sarebbe interessante allargare lo sguardo a una geografia più ampia in modo che le azioni conseguenti possano essere mirate, sinergiche e di rete" ha concluso lo psicologo.
Michela Mauri
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco