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Scritto Sabato 12 maggio 2018 alle 19:37

Bosisio: triennio Living Land e il patto di comunità 2018-2020

Nell'ambito della conferenza stampa "anziani, esperienze e prospettive" che ha avuto luogo sabato 12 a Bosisio Parini è stato presentato il progetto triennale di welfare comunitario Living Land come sostegno a situazioni di fragilità o famiglie che si trovano di fronte elevati carichi di cura di persone anziane.
Nato nel 2015 all'interno del del bando "Welfare in azione" di Fondazione Cariplo, prevede la partecipazione di 76 enti pubblici e privati con l'obiettivo di creare un benessere comunitario. 



"Con le nostre attività progettuali abbiamo contattato 10.746 cittadini, 3.094 sono stati beneficiari e utenti dei nostri servizi" ha spiegato Stefania Buzzetti della società cooperativa L'Arcobaleno. "Abbiamo attivato 17 custodi sociali professionali e volontari, 11 sportelli salute, avviato 27 installazioni di domotica, o meglio di tele monitoraggio a domicilio degli anziani. 188 cittadini hanno partecipato attivamente alle azioni per le quali sono state coinvolte anche 142 aziende. Sul fondo Living Land abbiamo raccolto più di 1.400.000 euro tra risorse pubbliche e private". 



E' seguita la sperimentazione integrata con cinque comuni, Annone Brianza, Bosisio Parini, Cesana Brianza, Rogeno e Suello con quattro obiettivi principali: integrare il filone giovani e anziani, sperimentare nuove forme di servizio sociale con l'integrazione del servizio di assistenza domiciliare di base. "Questo servizio si è sviluppato con l'inserimento di figure alternative come il custode sociale, l'educatore professionale, l'infermiere o il fisioterapista a scopo di consulenza, ovvero per aiutare le famiglie nel trovare soluzione ottimale alle esigenze. La presenza di un coordinatore ha poi facilitato l'integrazione tra tutti i professionisti creando tavoli di discussione e confronto" ha aggiunto Buzzetti. Sono stati ampliati e consolidati i servizi leggeri di supporto alla domiciliarità (219 cittadini coinvolti, 1.596 accessi negli spazi salute con età media di 71 anni, ginnastica dolce per persone sopra i 55 persone non solo per fare attività fisica ma anche per creare relazioni) e, ultimo obiettivo, è stata la sperimentazione di nuove forme di abitare temporaneo. 



Prima a sinistra Stefania Buzzetti

Su quest'ultimo punto si è innestato l'intervento di Ruggero Plebani, coordinatore dell'ufficio dei piani dell'ambito di Lecco. "La casa ha un valore identitario di costruzione delle relazioni perchè intorno ci si costruisce la propria condizione sociale. Il bisogno di abitare è di tutti ma le esigenze sono diverse. L'obiettivo della programmazione territoriale è pensare alla presenza di modalità abitative che tengano conto dei diversi target e progettare la distribuzione delle opportunità. Stiamo valutando l'opportunità di avviare un'agenzia per la casa come servizio specializzato per costruire una razionalizzazione delle possibilità". 



Primo a destra Filippo Galbiati

Le emergenze abitative sono incluse nel piano di zona di Lecco per il biennio 2018-2020, inteso come patto di comunità. "Da un rapporto verticale si va sempre più verso una comunità molecolare in cui le reti non ci sono più. Abbiamo quindi definito il patto cercando di riprodurre i soggetti del territorio che devono relazionarsi e abbiamo individuato 5 azioni: la povertà come fenomeno reale anche per il nostro territorio e il lavoro come condizione di inclusione sociale, l'integrazione socio sanitaria (Presst territoriali), la fragilità sociale, non autosufficienza e disabilità, le emergenze abitative e i flussi migratori dei richiedenti asilo. Il piano di zona è inteso come patto di comunità per un welfare dei territori".
M.Mau.
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