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Scritto Martedì 15 maggio 2018 alle 16:15

Monticello: srl fallì con un buco milionario. Rinviati a giudizio i cinque amministratori

Il tribunale di Lecco
Sarà l'istruttoria dibattimentale a fare piena luce sulle eventuali responsabilità penali in ordine al ''crac'' della società Immobiliare Alta Brianza srl con sede legale a Monticello.
Stamani il giudice per le udienze preliminari Massimo Mercaldo ha rinviato a giudizio i cinque imputati ai quali vengono contestate (a vario titolo) le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, documentale e truffa. All'origine del fascicolo d'indagine aperto dal sostituto procuratore Nicola Preteroti (oggi a Bergamo) il fallimento - decretato nel 2015 - della srl monticellese che era stata costituita nel 2001 ed operava nella compravendita, permuta, locazione e gestione di beni immobili ad uso civile, industriale e commerciale.
La mancata presentazione dei bilanci d'esercizio relativi al 2012 e l'elevata consistenza dei debiti - stimati in circa 7milioni di euro a fronte di un attivo di poco superiore, secondo i dati riportati nell'estratto di sentenza pubblicato sul sito del tribunale - avevano spinto la Procura della Repubblica di Lecco a presentare istanza di fallimento nei confronti della srl monticellese, accolta nei mesi successivi dal collegio giudicante composto dai dr.Giordano Lamberti, Mirco Lombardi e Dario Colasanti, con la nomina della dottoressa Maria Grazia De Zorzi nel ruolo di curatore.
Iscritti nel registro degli indagati cinque soggetti- tra amministratori di diritto e di fatto della fallita - per la presunta distrazione di beni (tra cui un'auto di lusso) e di denaro dai conti correnti della società, che alla data del fallimento risultava esposta nei confronti dell'erario per oltre 1milione di euro e oggetto di due procedure esecutive per oltre 2milioni di euro, una delle quali promossa da un istituto di credito. La Procura aveva quindi puntato i riflettori sul ruolo di Giovanni M., Francesco C., Gianpietro P., Massimo D.S. e Umberto R., oltre che sulla cessione delle quote della srl ad una società di Malta (con domicilio in provincia di Aosta) che, alla data del 25 luglio 2012 (secondo quanto riporta la visura camerale) era indicata quale socio unico.
Già rigettata nei mesi scorsi l'eccezione attinente la competenza territoriale del fascicolo - stante un procedimento connesso già in corso presso il tribunale di Milano - stamani il pubblico ministero Andrea Figoni (fresco di insediamento a Lecco e che ha ereditato il fascicolo dal collega Preteroti ndr) ha chiesto il rinvio a giudizio dei cinque imputati. Richiesta accolta dal giudice Mercaldo, in mancanza di istanze di ammissione ad eventuali riti alternativi da parte delle difese, evidentemente convinte di poter dimostrare l'estraneità dei propri assistiti ai fatti che vengono loro contestati. Si torna quindi in aula il prossimo 6 settembre per l'apertura dell'istruttoria dibattimentale dinnanzi al collegio giudicante presieduto dal dr.Enrico Manzi.
G.C.
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